In calo gli stranieri nel Belpaese

31/07/2002


Numero
180, pag. 12 del 31/7/2002
di Luigi Giorgini



I dati emergono dall’ultima rilevazione effettuata da Unioncamere e Isnart sulle strutture ricettive.

In calo gli stranieri nel Belpaese

Tra luglio e agosto gli hotel perderanno il 15% di presenze

Estate nera per le strutture turistiche italiane. Tra luglio e agosto gli alberghi del Belpaese hanno perso e perderanno tra il 15 e il 20% di presenze rispetto al 2001: le camere occupate a luglio dello scorso anno erano il 74,8%, a luglio del 2002 sono il 60%; ad agosto del 2001 erano il 78,8%, il prossimo mese le stanze saranno piene solo per il 64,5%. Questo è quanto emerge dall’ultima rilevazione di Unioncamere-Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) sulle strutture ricettive italiane. Uno studio che si è riproposto di rilevare, tramite questionari ai gestori delle strutture, l’effettiva presenza di turisti.

L’indagine che mette in luce la significativa diminuzione della presenza turistica straniera nelle località turistiche italiane, che si attesta comunque al 38% contro il 62% degli italiani (nel 2000 la ripartizione era stata 40,9% stranieri e 59,1% italiani). La diminuzione secondo i gestori delle strutture, riguarderebbe principalmente il turismo tedesco che quest’anno sembra avere scelto altre mete.

Per quanto riguarda la tipologia di vacanza, secondo i dati Unioncamere-Isnart, cresce il gradimento nei confronti dell’agriturismo. Il comparto farebbe segnare in agosto il tutto esaurito, attestandosi a una percentuale di occupazione del 96%. Per il mese di agosto si prospetta bene anche il turismo italiano della montagna, dopo anni di stagioni estive deludenti, ma anche la stagione turistica balneare che, se pure a luglio non ha mantenuto ritmi sostenuti, prevede un’occupazione del 79% nel mese di punta.

Il rapporto evidenzia anche la debolezza del sistema di intermediazione turistica, considerato che solo il 15% di chi viaggia lo fa in modo organizzato; quota superata da chi prenota su Internet che si conferma il nuovo agente di viaggio per le vacanze in Italia (19%). Le strutture ricettive confermano dunque l’interesse per il web: il 91% dichiara di essere presente su Internet e il 65% permette prenotazione on-line. Anche le strutture ricettive del Sud Italia, rimaste indietro in passato, sono oggi su Internet ad accezione di quelle del Molise (dove il 75% deve ancora entrare in gara). Mentre la gran parte delle strutture ricettive del Sud e delle isole ha saputo adeguarsi al mercato, e la rincorsa è stata premiata: Campania e Sardegna registrano le quote più alte di turisti dalla rete, rispettivamente il 41 e il 34%.

A livello regionale sembrano aver subito le conseguenze della crisi congiunturale in misura minore le destinazioni del Nordovest, trainate dalla Valle d’Aosta che, anche grazie alla riapertura del traforo del Monte Bianco, ha raggiunto una percentuale di occupazione del 72%. Basilicata e Molise, che avevano attirato una massiccia presenza turistica negli scorsi anni, questa estate non mantengono le performance del passato; mentre sono positivi i risultati per le destinazioni dell’Umbria che, dopo aver superato negli scorsi anni il dopo-terremoto, raggiunge un livello di occupazione delle strutture ricettive pari al 78%. Soffrono le mete preferite dei turisti stranieri: Veneto (con il 55% di posti occupati), Umbria (sempre con il 55%), Campania (54%) e Lombardia (51%).

´Offerta diversificata e qualità’, ha commentato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, ´sono il valore aggiunto del made in Italy del comparto turistico italiano. Proprio per questo a segnare i risultati migliori di questa estate sono gli agriturismi, i villaggi e gli alberghi a quattro e a cinque stelle. E se è vero che dopo l’11 settembre si cominciano a vedere solo timidi segnali di ripresa, è vero anche che gli stranieri che vengono nel nostro paese scelgono il Sud e le isole, uniche aree che hanno visto un aumento della clientela straniera (il 35% delle strutture ne segnala l’aumento in agosto)’.