In caduta i consumi delle famiglie

06/09/2002



        6 settembre 2002


        ITALIA-ECONOMIA


        In caduta i consumi delle famiglie

        Secondo un’analisi di Coop-Prometeia tra gennaio e giugno la spesa ha registrato un calo medio dello 0,6 per cento

        Vincenzo Chierchia


        MILANO – Consumi delle famiglie in picchiata nei primi sei mesi di quest’anno secondo il Rapporto elaborato dal gruppo distributivo Coop insieme con Prometeia, e presentato ieri a Milano. Secondo i dati illustrati da Enrico Migliavacca, presidente di Alcc-Coop Lombardia, per la prima volta dal 1993 la spesa degli italiani, nel suo complesso, è in flessione. Tra gennaio a giugno il consuntivo segna una flessione media dello 0,6% e si tratta del primo risultato negativo in assoluto – come ha rimarcato Migliavacca – dal 1993. L’indagine Coop-Prometeia ha poi messo in rilievo il fatto che il reddito disponibile netto delle famiglie italiane quest’anno si attesta su un valore addirittura inferiore a quello di dieci anni fa. E le attese per il prossimo biennio non lasciano intravedere un netto recupero. Le previsioni per l’intero anno – ha aggiunto Migliavacca – stimano una possibile crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5% in termini reali, qualora però si registri effettivamente una sostenuta ripresa economica entro fine anno. E, al momento, non se ne palesano le condizioni. Per quanto riguarda i vari comparti della spesa delle famiglie (i dati sono in valore) la rilevazione di Coop-Prometeia ha notato un progresso per alimentazione (+2,4%, grazie anche al forte recupero delle promozioni) e ristorazione (+3%), mentre sono in netta caduta le spese per la mobilità (-9,7%) e il tempo libero (-2,3%). Più in dettaglio cedono gli elettrodomestici (-4%), l’elettronica (-12,6%), l’abbigliamento (-1,5%) e i prodotti per la cura della persona (-0,1%). Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, le rilevazioni hanno sottolineato che le tensioni sugli alimentari persistono. Secondo le rilevazioni Iha (istituto specializzato nel monitoraggio dei beni di largo consumo) i rincari avrebbero raggiunto in media quota +6,1% nell’alimentare (a fronte del 4% circa stimato dall’Istat); molto forti le tensioni nel comparto degli alimentari freschi (+8,4%). Le stime Coop prevedono una media totale 2002 intorno al 2,9% e una crescita media dei prezzi nell’alimentare del 3,7 per cento. «Finora – ha spiegato Vincenzo Tassinari, presidente della Coop Italia – la crescita dei prezzi nel sistema Coop è stata dell’1,8% ed entro fine anno ci siamo impegnati a restare sotto la quota del 2 per cento». «Una buona spinta ai prezzi è stata data dal divieto alle vendite sottocosto», ha denunciato Giorgio Riccioni, presidente dell’organizzazione nazionale Ancc-Coop. «I vincoli alle iniziative promozionali hanno impresso una accelerazione ai nostri listini stimabile in media intorno allo 0,5% almeno – ha aggiunto Tassinari. – Nei settori dove veniva utilizzato il sottocosto in misura significativa l’applicazione del divieto ha portato a un aumento forzato dei prezzi di circa l’1,6% rispetto a comparti non interessati. In vista comunque non ci sono, in generale, pressanti richieste di rincari da parte dell’industria». Secondo la Coop si profilano rincari medi intorno allo 0,5% all’origine, per i nuovi listini industriali, con alcune eccezioni: miele (+20%), conserve di pomodoro e succhi di frutta (+5%), carni bovine (+4,2%) e di coniglio (+4%), pesce (+2,8%, per minore produzione) e ortofrutta (+4,8% per problemi climatici). Si profilano – secondo le stime della Coop Italia – anche flessioni nei prossimi mesi per le carni suine (-12,5%) e il pollame (-6%). Listini fermi per i surgelati. Rincari più contenuti in vista per latticini (+1,3%) e salumi (+1%). «Comunque – ha rilevato Tassinari – il quadro complessivo tra settembre e dicembre non è preoccupante».