In attivo (155mila €) il bilancio Cgil del 2001

09/05/2002





In attivo (155mila €) il bilancio Cgil del 2001
ROMA – Per la seconda volta consecutiva il bilancio 2001 della Cgil è in nero: 155mila euro contro i 310mila del 2000. «Da 5 anni anni c’è una legge che impone di presentare i bilanci, sottoposti al controllo del ministero delle Finanze, la Cgil li pubblica sin dal 1985», spiega il segretario confederale, Carlo Ghezzi, replicando alla polemica innescata dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, sui conti dei sindacati. Il Parlamento, spiega Ghezzi, «ha approvato nel ’97 la legge 460, in vigore dal ’98, che impone a tutto l’associazionismo di tenere una rigorosa documentazione sui bilanci, a disposizione del ministero delle Finanze per 5 anni. Esiste già una legge, quindi, solo che ogni tanto si minaccia di presentare leggi per normare il bilancio dei sindacati». Anche la gestione di Caaf e i patronati, replica sempre Ghezzi a Maroni, è regolata da leggi. «Il patronato – rileva il segretario confederale – è stato istituito nel 1917 e normato nel 1918, se il ministero del Lavoro guarda nel suo archivio trova i bilanci dal 1918. Siamo in presenza di una trasparenza antica, perciò non ci sentiamo nè minacciati nè stravolti». Risanati i conti, dopo un lavoro iniziato nel ’95 per assorbire perdite di circa 7.746.855 euro accumulate nel corso degli anni e azzerate nel 1999, la Cgil non teme nuovi buchi dalle manifestazioni organizzate nei primi mesi del 2002, inclusa quella del 23 marzo. «Le manifestazioni imponenti costano molti miliardi, ma la maggioranza è autofinanziata. I costi stimati per ogni persona arrivata a Roma il 23 marzo sono tra 67 e 77 euro. I costi sono stati grandi ma abbiamo lanciato una sottoscrizione e a fine anno non risentiremo di scompensi sui bilanci, anche grazie al trend crescente di iscrizioni». E a proposito dei permessi sindacali, sui quali il ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, ha avviato controlli più severi, Ghezzi rileva: «I distacchi e i permessi sono regolati dai contratti, è giusto e sacrosanto che ci siano delle verifiche, ma è bizzarro che qualcuno descriva una situazione fuori controllo».

Giovedí 09 Maggio 2002