In arrivo un codice etico per gli operatori del farmaco

28/04/2003




              Sabato 26 Aprile 2003
              NORME E TRIBUTI


              In arrivo un codice etico per gli operatori del farmaco

              Sanità – Il 30 aprile incontro con Sirchia per la sottoscrizione del Manifesto


              ROMA – Il rendez-vous è tra quattro giorni. Il 30 aprile, il giorno prima della festa dei lavoratori, il ministro della Salute e tutta la "filiera farmaceutica" – industrie, medici, farmacisti, grossisti – si incontreranno per discutere, e possibilmente siglare, un vero e proprio patto d’onore. Ambiziosamente, anzi, anche di più: un «Manifesto sui principi etici dell’informazione scientifica sui farmaci». Che ha un obiettivo specifico: fare trasparenza sul buon uso (e la buona commercializzazione) delle medicine di Stato (e non solo), evitando «conflitti d’interesse» a tutto danno dei pazienti. Sollecitato dal ministro Girolamo Sirchia qualche mese fa, il documento è pronto nelle sue linee essenziali, dopo un giro di consultazioni con le categorie chiamate a raccolta dal ministro. In attesa che presto spicchi il volo la riforma delle regole sulla pubblicità sanitaria. Con il «Manifesto», intanto, vengono proposti gli otto comandamenti etici di base. Con tanto di firma in calce al documento che tutti i rappresentanti delle categorie dovranno apporre come «impegno». Un giuramento di buona condotta di rispetto delle leggi in vigore. Ecco gli otto punti. Si parte dal riconoscimento del farmaco come «strumento indispensabile a preservare o ripristinare la salute». E quindi del valore della ricerca farmaceutica. Va «contrastata con decisione» ogni «distorsione» o inappropriatezza clinica provocata dal cattivo uso del farmaco per cattiva informazione o per «comportamenti non trasparenti». È il primo dei due punti dedicati ai medici. Che hanno il diritto di ricevere una «puntuale informazione» sui prodotti in commercio e su quelli nuovi in arrivo. E che devono intanto impegnarsi a esercitare fino in fondo la farmacovigilanza e a prescrivere ai pazienti informandoli in maniera «adeguata», a partire dal cattivo o eccessivo uso dei farmaci. Ancora ai medici: si impegnano a non subire «pressioni di nessun altro genere» che non siano quelle legate agli interessi del paziente». Tocca ai farmacisti: primo compito è la massima informazione ai pazienti. Ma c’è anche la promozione dei farmaci generici e lo smaltimento dei prodotti scaduti . L’industria deve condividere «la necessità di un’informazione scientifica trasparente e scientificamente valida» che «aiuti» il medico a vantaggio del paziente. Con l’impegno di «non utilizzare nessuno strumento» che influisca sulla prescrizione dei medici. Un «rifiuto da qualsiasi condizionamento» che generi effetti distorsivi sulle ricette è richiesto agli informatori scientifici. Ma non basta: aziende e informatori dovranno rifiutare l’uso di risorse e «strumenti puramente edonistici» (leggi: viaggi o gadget) legate a condizionarne le prescrizioni. In questa direzione tutti – aziende e medici – dovranno evitare qualsiasi rapporto economico che configuri un conflitto d’interessi. Buona conservazione dei farmaci e flusso costante nella distribuzione sono gli impegni per i grossisti. È il giuramento finale: qualsiasi deviazione dalle regole sottoscritte costituisce una «grave violazione» per gli attori della filiera. Poi, naturalmente, parleranno i fatti. ROBERTO TURNO