In arrivo misure su vendite sottocosto e orari di apertura dei negozi

28/09/2004


           
           
          Numero 232, pag. 2
          del 28/9/2004
          Autore: di Filippo Caleri
           
          In arrivo misure su vendite sottocosto e orari di apertura dei negozi flessibili
           
          Il ministro delle attività produttive conta di inserirle tra le nuove disposizioni per la concorrenza.
           
          Misure per liberalizzare le vendite sottocosto e rendere più flessibili gli orari di apertura dei negozi già con la legge finanziaria 2005. Il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, ha già individuato la via per inserire nel collegato alla legge di bilancio i provvedimenti con cui intervenire in un settore, quello della regolamentazione del commercio, in cui la competenza è ormai esclusiva delle regioni e degli enti locali. Il grimaldello per superare la loro possibile opposizione sarebbe, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, quello di far rientrare i provvedimenti nella categoria delle misure dell’aumento e la tutela della concorrenza, una materia che la riforma dello stato in senso federale messa a punto dal governo di centrosinistra ha lasciato tra quelle in cui lo stato centrale ha l’esclusività. L’intervento di via XX settembre potrebbe in particolare concentrarsi sulla parziale riscrittura degli articoli 11, 12 e 13 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 che dalla sua emanazione ha già rimosso molti ostacoli nel comparto. Ma che ha in ogni caso lasciato in piedi una serie di paletti come quello che impone il divieto di apertura oltre le ventidue e una limitazione delle aperture festive che non possono superare le otto giornate complessive in undici mesi dell’anno escluso dicembre. Insomma maglie ancora più larghe su cui si può sviluppare il confronto in ambito locale tra i soggetti interessati: lavoratori, istituzioni e commercianti. Proprio questi ultimi, e in particolare a gli associati alla grande distribuzione, potrebbero essere interessati alle modifiche regolamentari. Le catene di supermarket hanno recentemente accettato di introdurre meccanismi per calmierare i prezzi di un paniere di prodotti prestabilito dietro la promessa di ottenere la rimozione degli ostacoli che ancora limitano la crescita del comparto.

          Via Veneto, intanto, dopo aver siglato l’intesa per contenere i listini prezzi con i rivenditori ha già avviato un’operazione di monitoraggio per verificare l’applicazione effettiva di quanto promesso. Un’azione di controllo basata sulla rilevazione dei prezzi che per ogni bene è riportato nel codice a barre. Il dicastero delle attività produttive, insomma, se da una parte è pronto a impegnarsi per favorire una maggiore concorrenza nel commercio, dall’altra sta esercitando una moral suasion discreta sugli operatori per spingerli a rispettare i patti. Che per ora reggono. Le organizzazioni della distribuzione Ancc, Ancd, Faid, e Federcom, e Centromarca, associazione italiana delle industrie di marca, hanno concordato nei giorni scorsi, nell’ambito di Indicod-Ecr (l’Istituto per le imprese di beni di consumo) le modalità con cui applicare concretamente il patto per la stabilità dei prezzi che sarà attuato fino al 31 dicembre 2004. Le organizzazioni coinvolte nell’operazione hanno sottolineato che la stabilità dei prezzi al consumo si applicherà solo nel senso dell’innalzamento dei listini, ma che non impedirà le variazioni al ribasso. Così ulteriori diminuzioni dei prezzi, attraverso l’attività promozionale, continueranno a essere praticate dalle aziende nell’ambito delle loro autonome politiche commerciali. L’accordo descrive con precisione i prodotti a cui sarà applicato. E cioè tutti quelli del largo consumo confezionato, a esclusione dei nuovi prodotti, di quelli stagionali e di quelli da ricorrenza (per i quali non esiste un termine di raffronto). Restano esclusi, infine, i prodotti freschi e deperibili perché soggetti a continue variazioni di prezzo. (riproduzione riservata)