In arrivo il Ddl sugli Ordini

14/04/2003



          Sabato 12 Aprile 2003
          LIBERE PROFESSIONI
          In arrivo il Ddl sugli Ordini

          Riforma verso il Consiglio dei ministri


          MILANO – «Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, presenterà un disegno di legge per la riforma delle professioni». L’annuncio è arrivato dal sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, che ha partecipato ieri ad Alba (Cuneo) a un incontro sulle professioni. Il Governo, dunque, fa propria la bozza di riordino elaborata dalla commissione di esperti, nominati lo scorso autunno da Castelli quali espressione delle diverse anime professionali. Della definitiva messa a punto del progetto si sta occupando proprio Vietti, nel tentativo di trovare un accordo più ampio sui punti rimasti aperti. In particolare, dovrebbe essere riscritta la parte relativa al riconoscimento delle associazioni rappresentative delle nuove professioni, che avranno la possibilità di certificare la "competenza" degli iscritti. Invece, anche ieri il sottosegretario ha ribadito che sarà confermato il presupposto per ottenere il "timbro pubblico" da parte delle organizzazioni private: l’attività professionale di riferimento per gli iscritti non deve invadere, oltre alle riserve, le prestazioni qualificanti esercitate dagli appartenenti agli Ordini. «Si tratta – ha detto Vietti – di un punto di equilibrio. D’altra parte, il testo non rappresenta il Vangelo, vedremo cosa succederà in Parlamento». In ogni caso, per Vietti la proposta – l’ultima versione verrà presentata la prossima settimana a Ordini e Associazioni – istituisce il "doppio binario" per l’organizzazione delle professioni. L’impostazione è stata promossa da Antonino Lo Presti, responsabile libere professioni di Alleanza nazionale. «La novità – ha affermato il parlamentare – sta nel fatto che il Governo ha delineato una riforma condivisa, come è emerso dagli interventi del presidente del Cup, il comitato degli Ordini, del Colap, il coordinamento delle Associazioni non riconosciute, e dell’Adepp, il raggruppamento delle Casse di previdenza privata. Con il riordino le Associazioni avranno nei confronti degli iscritti il dovere di esercitare il controllo deontologico, così come avviene per gli Ordini. In questo modo si pongono al centro della riforma le garanzie per il cittadino». Quanto all’impossibilità di riconoscere le Associazioni che operano nel campo delle attività qualificanti per gli Ordini, Lo Presti ammette che il Governo – nei decreti delegati – dovrà decidere caso per caso come declinare il criterio generale. Il rischio di "eccesso" di delega non si pone per Lo Presti poiché, a differenza di quanto è accaduto nella scorsa legislatura quando l’Esecutivo ha attaccato in modo frontale gli Ordini, «il Governo ha saputo conquistarsi la fiducia dei professionisti». In questo quadro, i protagonisti della riforma mantengono un atteggiamento prudente, anche se sia il presidente del Cup, Raffaele Sirica, sia il portavoce del Colap, Giuseppe Lupoi, riconoscono i passi avanti compiuti verso la riforma. Tuttavia, per il giudizio ufficiale occorrerà attendere l’ultima versione del progetto. Lupoi insiste nel chiedere l’eliminazione del veto alle Associazioni rispetto alle attività qualificanti, anche sulla spinta della base del Colap (tributaristi in testa). D’altra parte, Sirica avverte Vietti a non definire, «con troppe modifiche nei punti sensibili, un sistema in equilibrio instabile». In parallelo con lo sforzo per arrivare alla riforma nazionale procede il lavoro alla Commissione giuridica del Parlamento Ue sulla direttiva relativa alle qualifiche professionali. Il relatore Stefano Zappalà (Fi) ha anticipato che si arriverà al voto il 21 maggio.
          M.C.D.