In agosto su i consumi, ma non è ancora ripresa

24/10/2005
    sabato 22 ottobre 2005

      Pagina 14 Economia & Lavoro

      In agosto su i consumi, ma non è ancora ripresa

        In risalita soprattutto i prodotti alimentari. Le associazioni di categoria aspettano conferme

          di Laura Matteucci

            SEGNALI – I consumi frenano la caduta. Dopo mesi di cali continui, ad agosto il valore delle vendite di grande distribuzione e piccoli dettaglianti è tornato a crescere, dello 0,6% rispetto a luglio, del 2,4% su base annua, con incrementi sia per i prodotti alimentari sia per tutti gli altri. Segnali di miglioramento, di fronte ai quali però le associazioni del settore invitano alla cautela: troppo presto – dicono – per parlare di inversione di tendenza.

              Come sempre, va meglio la grande distribuzione (+2,7%), ma anche i dettaglianti registrano una crescita, del 2,2% rispetto a un anno prima. Il dato di agosto non è stato però sufficientemente consistente da controbilanciare le perdite dell’anno. Così, nei primi otto mesi del 2005 le vendite di alimentari e non segnano ancora un ribasso, -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2004.

                «Per parlare di ripresa occorrerà attendere conferme dai dati dei prossimi mesi», commenta Confcommercio. E la Confesercenti trova nei dati «un segnale positivo», ma «ancora troppo tenue di fronte alle perdite accumulate». La Cia-Confederazione italiana agricoltori fa notare «che circa il 45% dei prodotti venduti è straniero» e che questo denota le «grandi difficoltà» che incontra il made in Italy, soprattutto per le produzioni agricole.

                  Analizzando i dati Istat, Confcommercio osserva come le vendite al dettaglio di agosto registrino, al netto della variazione dei prezzi, una crescita dell’1,2% in un anno, più accentuata per le vendite di prodotti alimentari (+2,1%) e più modesta per il comparto non alimentare (+0,7%). Per il momento, spiega il centro studi, si tratta soltanto di un modesto recupero che, peraltro, riferendosi ad agosto, potrebbe riflettere una maggiore presenza di popolazione nelle aree metropolitane, costituita in prevalenza da anziani e da persone che hanno ridotto il periodo di ferie. Ipotesi, questa, che secondo Confcommercio potrebbe trovare conferma in primo luogo per il fatto che l’incremento è dovuto in prevalenza alla componente alimentare. In secondo luogo, per il fatto che proprio i piccoli negozi, a cui accede più facilmente la popolazione anziana, evidenziano una crescita del fatturato alimentare dell’1,2%.

                    Alimentari a parte, i gruppi interessati dagli incrementi maggiori sono elettrodomestici, radio, tv e registratori (più 3,8%), prodotti di profumeria, cura della persona (più 3,3%), calzature, articoli in cuoio e da viaggio e foto-ottica e pellicole (entrambi più 3,2%).