In 50mila per difendere la Costituzione

03/06/2010

Sono scesi in piazza in cinquantamila, secondo la stima degli organizzatori, per difendere la Costituzione, la libertà di stampa e protestare contro la manovra del governo. La manifestazione per la Festa della Repubblica, organizzata dalla Cgil, dal popolo viola, Libertà e Giustizia, Acli, Libera, Casa della Carità e molte altre sigle del mondo delle associazioni, è stata un successo. «Per mettere i puntini sulle i di una manovra che rischia ancora una volta di colpire solo i lavoratori dipendenti – ha spiegato dal palco il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani – e difendersi dai troppi tentativi di mettere in discussione la nostra Costituzione». Poi arriva l´affondo contro il governo. «C´è chi spergiura sulla Costituzione – aggiunge con evidente riferimento, pur non citandoli, ai ministri e al premier Silvio Berlusconi – ma spesso dice una cosa e ne fa un´altra».
Piazza Castello è piena, nonostante la giornata di festa e il clima estivo. L´atmosfera è di festa. Sia lungo il corteo, che si è snodato lungo le vie del centro partendo dai bastioni di Porta Venezia, che sul palco dove suona, tra gli altri, l´orchestra di via Padova. Pochi i politici e molti sindaci che indossano la fascia tricolore. C´è il vicepresidente del consiglio regionale Filippo Penati che attacca la Lega. «La Festa della Repubblica, che celebra i valori fondanti della democrazia del nostro Paese – spiega – è una ricorrenza riconosciuta da tutti. Da tutti eccetto la Lega, che continua a ingegnarsi nel trovare motivi per dividere anziché unire la comunità nazionale». In testa al corteo, un grande striscione con la scritta: "Insieme per la Costituzione repubblicana". A fare gli onori di casa sul palco, l´attrice Ottavia Piccolo, che legge insieme ad altri i primi dodici articoli della Costituzione e l´articolo 21 che difende la libertà di opinione. Il presidente della Fnsi Roberto Natale definisce «un atto di straordinaria maleducazione» l´attacco del premier Berlusconi al vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini e al conduttore di Ballarò Giovanni Floris fatto martedì sera in diretta durante la trasmissione di Raitre. In piazza qualcuno fischia, ma la maggior parte applaude.
Molti gli slogan sui cartelli di protesta, come: "No alla costituzione del regime neofascista", o "L´Italia è una monocrazia fondata sul servilismo e sulla corruzione", o ancora "Giù le mani. Non si tratta con i bari". Sullo sfondo, le fotografie di Berlusconi immortalato con Marcello Dell´Utri, Bruno Vespa o Bettino Craxi. Prima di Epifani parlano anche Carlo Smuraglia e don Virginio Colmegna della Casa della Carità. Quest´ultimo legge significativamente l´articolo 10 della Costituzione, che parla, tra l´altro, del diritto d´asilo che «deve essere garantito agli stranieri, nel caso nel loro paese sia impedito l´effettivo esercizio delle libertà democratiche». Il leader della Cgil Epifani sembra soddisfatto. Anche se pesa l´assenza di Cisl e Uil. «Ci vuole pazienza – si limita a dire il numero uno del sindacato di Corso Italia – Per il momento siamo riusciti a trasformare la Festa della Repubblica anche in Festa della Costituzione».
A poche decine di metri, il sindaco Letizia Moratti celebra il 2 giugno prima nel suo ufficio, per una volta all´anno, aperto anche alle visite dei milanesi. E poi partecipando al ricevimento ufficiale in Prefettura. Il discorso del prefetto Gian Valerio Lombardi è un appello all´unità e «a lasciare da parte le sterili contrapposizioni di parte». La Moratti condivide, ma usa toni concilianti anche verso la manifestazione della Cgil. «In un momento difficile come questo – dice – tutti devono fare la propria parte. Tutti devono sapersi confrontare e far convergere le proprie posizioni per trovare le soluzioni per uscire da una crisi che non colpisce solo l´Italia, ma tutta l´Europa. Le nostre tutele sociali sono una conquista, ma dobbiamo lavorare insieme per recuperare competitività».