In 32 milioni pronti a partire: sarà l´estate della “ripresina”

30/06/2004




mercoledì 30 giugno 2004

Pagina 14 – Cronaca

LE PREVISIONI

Alberghi verso l´80 per cento di posti occupati, si allunga la durata dei soggiorni. E da domani autostrade più care

In 32 milioni pronti a partire
sarà l´estate della "ripresina"

ROMA – Bin Laden ci ha cambiato le vacanze, ma trenta mesi dopo le torri sbriciolate in diretta tv, un sorriso dimenticato compare sul volto di chi vive di turismo. La chiamano ripresa, anzi "ripresina", cauti e frenati come solo chi ha preso troppe sberle in poco tempo può essere. Timori a parte, l´estate 2004 sarà buona, prevedono gli esperti, dopo il periodo più nero del settore. Più della metà degli italiani in vacanza, un giro d´affari che sfiora i 25 miliardi di euro, l´aumento dei viaggi organizzati soprattutto oltreoceano. Non sono ancora cifre da successo a cinque stelle, ma il risultato previsto garantisce un piccolo salto in avanti festeggiato come il miglior ricostituente possibile. Molti in partenza, soprattutto in macchina. Per questi ultimi, una spiacevole sorpresa: dopo l´aumento del pedaggio di gennaio in alcune autostrade, da domani viaggiare su tutta la rete costerà il 2,26 per cento in più.

Malgrado gli aumenti però tutto è pronto per una stagione più ricca. Il primo incoraggiamento arriva dall´istituto nazionale di ricerche turistiche (Isnart): nei primi sei mesi dell´anno il settore si è gonfiato dell´8-10 per cento e in estate si prevede l´80 per cento dei posti in albergo occupati. Non male, se si pensa che nel 2003 il risultato era bloccato al 65 per cento. Sorridono dalla Federalberghi leggendo i risultati delle loro indagini. Saranno 32 milioni gli italiani in movimento nel quattro mesi estivi (nel 2003 erano stati 27,9 milioni). Del totale, 24,1 milioni resteranno in Italia, il resto andrà all´estero. Fra giugno e settembre resteranno a casa 21 milioni di italiani (l´anno scorso erano stati quasi due milioni in più), ma chi partirà spenderà di più: in media 935 euro (713 nel 2003). Aumenta anche la durata della vacanza principale: quest´anno sarà di 13 giorni contro i 10 dell´anno scorso. Da questi dati, una conclusione: il fatturato del turismo estivo sarà di 24,8 miliardi di euro: la scorsa estate si era fermato a quota 16,5 miliardi.

Un´estate da viaggi a costi contenuti, mete vicine, posti tranquilli: questa la fotografia della Fiavet (federazione italiana delle associazioni imprese viaggi e turismo) che stima sempre in 32 milioni gli italiani in movimento, i due terzi dei quali fra luglio e agosto. «I numeri sono migliorati rispetto al 2003 – dice il presidente della Fiavet, Antonio Tozzi – l´anno scorso la guerra in Iraq e la Sars hanno condizionato tutti in modo sensibile. La crescita c´è, anche se il tenore di vita dell´italiano medio non è migliorato negli ultimi tempi e quindi la ripresa non sarà clamorosa». Per la Fiavet, l´84 per cento resterà in Italia e 75 per cento andrà al mare. Aumento del 10 per cento previsto per la crociera, mentre fra le mete estere resistono i soliti noti: Egitto in prima fila, subito dietro Spagna, Grecia, Croazia. «La crisi economica – ricorda Tozzi – comunque si fa sentire e gli italiani iniziano a prediligere la bassa stagione per risparmiare». Meno soldi, più paure con le quali però ormai si riesce a convivere. «È vero – continua Tozzi – dopo l´11 settembre e gli altri attentati, la guerra e la Sars, il turismo ha vissuto momenti davvero difficili. Però oggi gli italiani assorbono sempre prima il trauma di un fatto straordinario: fino a qualche tempo fa, dopo un attentato seguivano mesi di frenata, adesso il settore, dopo lo stop, si rimette in moto con rapidità».

Più lontani dalla crisi si sentono all´Astoi, l´associazione che riunisce il 70 per cento dei tour operator. Per quest´estate si aspettano un 4 per cento in più rispetto all´anno scorso. Le loro stime fissano a quasi 3 milioni e mezzo gli italiani che partiranno per un viaggio organizzato. Uno su quattro sceglie viaggi intercontinentali (Messico e Maldive in prima fila) che alla fine cresceranno del 15 per cento. «Vanno meglio i viaggi – spiega il presidente dell´Astoi, Giuseppe Boscoscuro – a largo raggio perché l´euro forte rispetto al dollaro permette di risparmiare qualcosa. Sente più la crisi invece il Mediterraneo, resiste la Spagna, non trainano le olimpiadi in Grecia va benissimo il Mar Rosso. Diverso il discorso per la Turchia: funzionava, ma gli ultimi attentati potrebbero condizionare». Come a ricordare che bombe e paura sono ormai la nuova variabile costante.

(ha collaborato Massimiliano Papasso)