IN 20 MILA IN PIAZZA CONTRO ACCORDO SEPARATO. EPIFANI, DIVISIONE SU CONTRATTO PREMEDITATA

18/11/2008

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

www.filcams.cgil.it

17 novembre 2008

Commercio: Cgil, in 20 mila in Piazza contro accordo separato. Epifani, divisione su contratto premeditata


Musica, bande e un gruppo di giocolieri. E poi bandiere e palloncini rossi, fumogeni e tamburi hanno accompagnato i 20mila lavoratori del settore del commercio e dei servizi che hanno sfilato sabato, in occasione dello sciopero generale del terziario, a Roma da Piazza Bocca della Verita’ a Piazza Navona. La manifestazione e’ stata organizzata dalla Filcams-Cgil contro l’accordo sul contratto nazionale separato siglato da Confcommercio e Confesercenti con Fisascat e Uiltucs (le categorie di Cisl e Uil). ”Diciamo no al contratto separato sul commercio – hanno detto alcuni manifestanti, motivando la protesta – vogliono farci lavorare tutte le domeniche ma non e’ cosi’ che si rilancia l’economia o che si creano nuovi posti di lavoro. Vogliamo stabilita’ per i giovani”.

Quello del commercio, e’ stato ricordato nel corso della manifestazione, e’ stato il primo accordo separato della stagione, la prima intesa che ha visto Cisl e Uil dire si’ a un rinnovo contrattuale senza la firma della Cgil. Ed e’ contro questa intesa separata che sabato i lavoratori del commercio, della distribuzione e dei servizi sono scesi in piazza in migliaia con uno sciopero generale e con la manifestazione di Roma.

La mobilitazione nazionale della categoria, in totale 1 milione e 600 mila addetti di cui 345 mila iscritti alla Cgil, e’ nata con l’obiettivo di spingere Confcommercio e Confesercenti a cambiare le scelte compiute e ricostruire un percorso unitario con Fisascat Cisl e Uiltucs interrotto da un accordo separato di questa estate che, ha detto il segretario della Filcams, Franco Martini, ”indebolisce i lavoratori e da’ mano libera alle imprese”. E che, teme il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, e’ stato ”costruito apposta per poter poi dire, di contratto separato in contratto separato, che e’ la Cgil che si isola”.

”Mi dicono che il contratto del commercio non lo abbiamo firmato per le domeniche e per gli apprendisti. Ci ho pensato, forse e’ anche vero, ma sono Cisl e Uil che non hanno voluto la mediazione che ci avrebbe portato alla firma del contratto”, ha detto il leader della Cgil, sottolineando: ”le cose non trasparenti non ci piacciono: non ci piace ne’ la cena a casa di Berlusconi ne’ quando si firmano accordi separati”.

”C’e’ qualcuno piu’ estremista di noi”, ha detto ancora il numero uno di Corso d’Italia, secondo il quale ”puo’ essere utile aprire anche la domenica, che ci sia un sacrificio dei lavoratori, ma perche’ non possiamo chiedere che queste esigenze vengano contrattate, favorendo l’interesse degli utenti e dei lavoratori?”. La divisione, insomma, ”e’ stata cercata”, ha ripetuto Epifani, che ha poi aggiunto: ”la cosa che piu’ mi indigna e’ quando un atto separato e, quindi, un esercizio di prepotenza avviene in un settore debole, esposto ai cicli della congiuntura, dove c’e’ molto lavoro femminile. Se il sindacato deve essere unito lo deve essere soprattutto dove la forza di ricatto dell’aziende e’ molto piu’ forte della forza dei lavoratori. Se non ci si unisce di fronte ad un atto di prepotenza ogni persona e’ piu’ debole”.

Alla manifestazione, infine, hanno partecipato i dipendenti di aziende come McDonalds, Ikea, Lidl e Gabetti, arrivati da tutte le regioni d’Italia. E, proprio facendo il caso della Gabetti (”cedendo i titoli si sollevera’, mentre i lavoratori continueranno a perdere il lavoro”), Epifani ha concluso: ”cosi’ non va bene: non e’ questa la responsabilita’ sociale delle imprese di cui spesso sento parlare. A Marcegaglia voglio dire: non e’ giusto in tempi buoni fare utili e profitti e, quando arriva la crisi, i primi tagli sono quelli per i lavoratori”.

ufficio stampa CGIL