IMPRESE PULIZIE: CONTRATTO DI LAVORO: VERSO LO SCIOPERO

12/12/2000

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa

12 dicembre 2000

IMPRESE PULIZIE: CONTRATTO DI LAVORO: VERSO LO SCIOPERO

Il confronto tra i sindacati e le associazioni imprenditoriali, per il rinnovo del contratto nazionale delle imprese di pulizie, è da ritenersi - secondo la formula usata dagli stessi sindacati - sospeso. “La nostra controparte non è in grado di fissare nuovi incontri - dice Carmelo Romeo, segretario nazionale e responsabile Filcams del settore -, non c'é accordo tra le associazioni che compongono la delegazione padronale e temo che le stesse associazioni non abbiano il necessario mandato dei loro associati per proseguire la trattativa. Di fatto è una rottura e se non interverranno modifiche nel loro atteggiamento è inevitabile indire uno sciopero nazionale dei lavoratori delle imprese”. La delegazione sindacale e le segreterie di Filcams Fisascat Uiltrasporti hanno indicato nella seconda metà di gennaio il periodo di esercizio dello sciopero. Il punto che ha bloccato la trattativa riguarda il lavoro nel sesto giorno settimanale, che ora è pagato con una maggiorazione del 25% e che le imprese vorrebbero abolire senza contropartita. “Agli ultimi due incontri - dice Carmelo Romeo - le posizioni delle associazioni imprenditoriali sono andate decisamente peggiorando. Nel tentativo di ottenere l'annullamento del 25%, e provando a barattarlo con la sistemazione contrattuale dell'annoso problema relativo al "socio-lavoratore" di imprese cooperative, hanno presentato una proposta che di fatto sospenderebbe la validità delle norme contrattuali. In realtà, loro non vogliono o non possono confrontarsi correttamente e in modo diretto, smentendo quanto affermato in diverse occasioni che il contratto è a portata di mano. No, il contratto non c'è perché non c'è la disponibilità a discutere”. Il contratto per le imprese di pulizie è scaduto ad aprile del 1999, ma il tavolo negoziale non è stato attivato che all'inizio di quest'anno, dopo uno sciopero e una manifestazione nazionale tenuta a Roma il 3 dicembre dello scorso anno. Lo stato d'agitazione della categoria - 400mila occupati, in maggioranza donne con contratti part-time - prevede assemblee in tutti i luoghi di lavoro, la sospensione del lavoro straordinario e del lavoro supplementare. Intanto le segreterie sindacali hanno chiesto l'intervento del ministro del Lavoro, Salvi.