Imprese, più informazioni ai dipendenti

26/04/2002

Adempimenti Ue – In «Gazzetta Ufficiale» il decreto legislativo che attua la direttiva sull’istituzione del Comitato aziendale europeo
Imprese, più informazioni ai dipendenti

Per le società di dimensioni comunitarie (oltre mille lavoratori) scatta l’obbligo di consultazione



Notizie anche sulla situazione economica e finanziaria
ROMA – La trasparenza delle informazioni date ai lavoratori sullo stato di "salute" delle grandi aziende italiane si arricchisce di uno strumento in più. Il decreto legislativo 74/2002 del 2 aprile (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 96 del 24 aprile) detta infatti le linee guida, alle imprese nostrane che hanno almeno mille dipendenti negli Stati membri della Ue, per istituire un Comitato aziendale europeo (Cae) e una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di società di dimensioni comunitarie. Il provvedimento appena approdato in «Gazzetta» attua la direttiva 94/45 Ce, prevista dalla Comunitaria 2000, e viaggia di pari passo con la direttiva 2001/86 (prevista nella Comunitaria 2001) sul coinvolgimento dei lavoratori nella costituzione e nello sviluppo della "futura" Società europea, ma di cui si è ancora lontani dall’attuazione nel nostro ordinamento. Così, il provvedimento che entrerà in vigore dal 9 maggio prossimo delinea le procedure per avviare il negoziato tra impresa e lavoratori sulla costituzione del Cae nonché le informazioni che questo dovrà ottenere. La delegazione speciale di negoziazione. La richiesta della negoziazione per istituire un Cae può essere avviata dalla direzione centrale dell’impresa oppure da almeno 100 lavoratori, o dai loro rappresentanti, di almeno due imprese o stabilimenti situati in non meno di due Stati membri. La richiesta può essere inoltrata anche dalle organizzazioni sindacali che abbiano stipulato il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell’impresa o nel gruppo di società coinvolte.
La delegazione speciale di negoziazione è costituita da una persona per ogni Stato membro in cui l’impresa o il gruppo di società abbia almeno uno stabilimento o impresa e, comunque, nel limite minimo di tre e massimo di 18 unità. Questo organismo ha il compito di determinare, tramite un accordo scritto con la direzione centrale dell’impresa, il campo d’azione, la composizione, le attribuzioni e la durata del mandato del Cae. Nello stilare il contenuto dell’accordo, il provvedimento sottolinea come le parti debbano «negoziare con spirito costruttivo per raggiungere un accordo sulle modalità di attuazione dell’informazione e della consultazione dei lavoratori».
Le informazioni al Cae. Il Cae sarà composto da un minimo di tre a un massimo di 30 membri. Nell’elezione dei componenti deve essere garantita, tra l’altro, la rappresentanza di una persona per Stato membro in cui l’impresa di dimensioni comunitarie possiede uno o più stabilimenti. Il Cae ha diritto di riunirsi una volta all’anno con la direzione dell’impresa per essere informato o consultato sull’evoluzione delle attività dell’impresa o del gruppo di società di dimensioni comunitarie e delle loro prospettive. In particolare, l’informazione deve riguardare situazione economica e finanziaria, evoluzione probabile delle attività, produzione e vendite, situazione ed evoluzione probabile dell’occupazione (anche con riferimento alle pari opportunità), investimenti e cambiamenti fondamentali riguardanti l’organizzazione e l’introduzione di nuovi metodi di lavoro e di nuovi processi produttivi e conseguenti attività di formazione relative agli addetti interessati, trasferimenti di produzione, fusione, diminuzione delle dimensioni o chiusura delle imprese, degli stabilimenti o di parti importanti degli stessi e licenziamenti collettivi.
Marcello Frisone
Pubblichiamo il decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74 recante l’«Attuazione della direttiva del Consiglio del 22 settembre 1994, 94/45/CE, relativa all’istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie». Il testo è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 96 del 24 aprile 2002.
TITOLO I
Disposizioni generali
ARTICOLO 1
Oggetto

1.Il presente decreto legislativo è inteso a migliorare il diritto all’informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
2. È istituito un Comitato aziendale europeo (di seguito denominato Cae) o una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori in ogni impresa o in ciascun gruppo di imprese di dimensioni comunitarie in cui ciò sia richiesto secondo la procedura prevista dall’articolo 5 e seguenti al fine di informare e di consultare i lavoratori nei termini, con le modalità e con gli effetti previsti dal presente decreto.
3. In deroga a quanto previsto dal comma 2, allorché un gruppo di imprese di dimensioni comunitarie ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera d), comprenda una o più imprese o gruppi di imprese che hanno dimensioni comunitarie ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere b) o d), il Cae viene istituito a livello del gruppo, salvo disposizioni contrarie degli accordi di cui all’articolo 9.
4. Fatto salvo un campo di applicazione più ampio in virtù degli accordi di cui all’articolo 9, i poteri e le competenze dei Cae e la portata delle procedure per l’informazione e la consultazione dei lavoratori, istituiti per realizzare l’obiettivo indicato nel comma 1, riguardano, nel caso di un’impresa di dimensioni comunitarie, tutti gli stabilimenti situati negli Stati membri e, nel caso di un gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, tutte le imprese facenti parte del gruppo, ivi situate, secondo le definizioni di cui all’articolo 2.

5. Il presente decreto non si applica al personale navigante della marina mercantile. ARTICOLO 2
Definizioni

1.Ai fini del presente decreto si intende per: a) «stabilimento», l’unità produttiva; b) «impresa di dimensioni comunitarie», un’impresa che impiega almeno 1.000 lavoratori negli Stati membri e almeno 150 lavoratori per Stato membro in almeno due Stati membri; c) «gruppo di imprese», un gruppo costituito da un’impresa controllante e dalle imprese da questa controllate; d) «gruppo di imprese di dimensioni comunitarie», un gruppo di imprese che soddisfa le condizioni seguenti: 1) il gruppo impiega almeno 1.000 lavoratori negli Stati membri; 2) almeno due imprese del gruppo si trovano in Stati membri diversi; 3) almeno un’impresa del gruppo impiega non meno di 150 lavoratori in uno Stato membro e almeno un’altra impresa del gruppo impiega non meno di 150 lavoratori in un altro Stato membro; e) «rappresentanti dei lavoratori», i rappresentanti dei lavoratori ai sensi delle leggi e degli accordi collettivi vigenti; f) «direzione centrale», la direzione centrale dell’impresa di dimensioni comunitarie o, nel caso di un gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, dell’impresa controllante, o il dirigente cui, in entrambi i casi, siano state delegate a norma dell’articolo 4 le relative attribuzioni e competenze; g) «informazione e consultazione», la fornitura di dati, elementi, notizie, nonché lo scambio di opinioni e la instaurazione di un dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e la direzione centrale o qualsiasi altro livello di direzione più appropriato; h) «comitato aziendale europeo», il comitato istituito conformemente all’articolo 1, comma 2, all’articolo 9, comma 6, o alle disposizioni dell’articolo 16, e costituito da dipendenti dall’impresa o dal gruppo di imprese di dimensioni comunitarie di cui all’articolo 9, comma 2, lettera a), onde attuare l’informazione e la consultazione dei lavoratori; i) «delegazione speciale di negoziazione», la delegazione istituita conformemente all’articolo 5, per negoziare con la direzione centrale l’istituzione di un Cae ovvero di una procedura per l’informazione e consultazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 1, comma 2.
2. Ai fini del presente decreto i limiti prescritti per i dipendenti si basano sul numero medio ponderato mensile di lavoratori impiegati negli ultimi due anni. I lavoratori con contratto a termine, con contratto di formazione e lavoro, e apprendistato, sono computati nella misura del numero medio ponderato mensile della metà dei dipendenti interessati impiegati negli ultimi due anni. I lavoratori a tempo parziale sono computati proporzionalmente al l’attività svolta ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, come modificato dal decreto legislativo 26 febbraio 2001, n. 100. Sono esclusi dal computo i lavoratori in prova e a domicilio.

ARTICOLO 3
Definizione di impresa controllante

1.Ai soli fini del presente decreto si intende per «impresa controllante» un’impresa che può esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa denominata "impresa controllata".
2. Si presume la possibilità di esercitare un’influenza dominante, salvo prova contraria, se un’impresa direttamente o indirettamente nei confronti di un’altra impresa alternativamente: a) può nominare più della metà dei membri del consiglio di amministrazione; b) dispone della maggioranza dei voti in rapporto alle partecipazioni al capitale dell’impresa; c) detiene la maggioranza del capitale sottoscritto dal l’impresa.
3. Quando due o più imprese del gruppo soddisfano uno o più dei criteri di cui al comma 2, si intende per impresa controllante quella che soddisfa il criterio a) o, in mancanza di tale criterio, quella che soddisfa il criterio b), o, infine, quella che soddisfa il criterio c).
4. Ai fini dell’applicazione del comma 2, i diritti di voto e di nomina dell’impresa controllante comprendono i diritti di qualsiasi altra impresa controllata, nonché delle persone o degli enti che agiscono a nome proprio, ma per conto dell’impresa controllante o di un’altra impresa controllata.
5. Fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2, un’impresa non è considerata «impresa controllante» rispetto a un’altra impresa di cui possiede pacchetti azionari nei seguenti casi: a) quando un soggetto che svolge attività bancaria, assicurativa o finanziaria in modo professionale, compresa la negoziazione di valori mobiliari per conto proprio o di terzi, detiene temporaneamente, a qualsiasi titolo, partecipazioni al capitale di un’impresa, purché non eserciti i diritti di voto inerenti alle partecipazioni stesse, ovvero purché eserciti i predetti diritti soltanto per favorire la vendita delle partecipazioni stesse, dell’impresa nel suo complesso o delle sue attività, di suoi rami, o di elementi del suo patrimonio. La vendita deve avvenire entro un anno dalla data della registrazione della partecipazione sul libro dei soci della società in cui ha acquisito una partecipazione o entro un periodo maggiore stabilito dal ministro dell’Economia e delle finanze o da altre autorità competenti; b) quando una società di partecipazione finanziaria acquisisce, direttamente o indirettamente, il controllo di un’impresa, sia tramite acquisto di partecipazioni del capitale, sia tramite qualsiasi altro mezzo, purché i diritti di voto inerenti alle partecipazioni detenute siano esercitati, tramite la nomina di membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, o di organi equivalenti, dell’impresa di cui essa detiene partecipazioni, unicamente per salvaguardare il pieno valore di tali investimenti. Ai fini della presente lettera, per società di partecipazione finanziaria si intendono le società la cui attività prevalente consiste nel l’acquisizione di partecipazioni in altre imprese, nonché nella gestione e valorizzazione di tali partecipazioni.
6. La presunzione dell’esercizio dell’influenza dominante non opera nei confronti dei soggetti sottoposti alle procedure concorsuali.
7. Nel caso in cui un’impresa non sia disciplinata dalla legislazione di uno Stato membro, si applica la legislazione dello Stato membro nel cui territorio sono situati il rappresentante del l’impresa o, in assenza di tale rappresentante, dello Stato membro nel cui territorio è situata la direzione centrale dell’impresa del gruppo che impiega il maggior numero di lavoratori.

                  TITOLO II
Istituzione di un comitato aziendale europeo ovvero di una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori
ARTICOLO 4
Responsabilità dell’istituzione di un comitato aziendale europeo ovvero di una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori

1.La direzione centrale o il dirigente cui siano state delegate le relative attribuzioni e competenze, è responsabile della realizzazione delle condizioni e degli strumenti necessari all’istituzione del Cae ovvero di una procedura per l’informazione e la consultazione, previsti dall’articolo 1, comma 2, per l’impresa o il gruppo di imprese di dimensioni comunitarie.
2. Se la direzione centrale non è situata nel territorio di uno Stato membro, il rappresentante della direzione centrale in uno Stato membro, espressamente designato dalla direzione stessa, assume la responsabilità di cui al comma 1. In mancanza di detto rappresentante, la responsabilità di cui al comma 1 ricade sulla direzione dello stabilimento o dell’impresa del gruppo che impiega il maggior numero di lavoratori in uno Stato membro.

3. Ai fini del presente decreto il rappresentante o i rappresentanti o, in mancanza di questi, la direzione di cui al comma 2, secondo periodo, sono considerati come direzione centrale. ARTICOLO 5
Delegazione speciale di negoziazione

1.Per realizzare l’obiettivo indicato dall’articolo 1, comma 1, la direzione centrale avvia la negoziazione per l’istituzione di un Cae ovvero di una procedura per l’informazione e la consultazione, di propria iniziativa o previa richiesta scritta di almeno 100 lavoratori, o dei loro rappresentanti, di almeno due imprese o stabilimenti situati in non meno di due Stati membri diversi o previa richiesta delle organizzazioni sindacali che abbiano stipulato il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell’impresa o nel gruppo di imprese interessate.
2. La richiesta di cui al comma 1 deve essere indirizzata, anche disgiuntamente, alla direzione centrale ovvero, qualora preventivamente designato, al dirigente di cui all’articolo 4, comma 1, ovvero alla direzione dello stabilimento o dell’impresa del gruppo che impiega il maggior numero di lavoratori in uno Stato membro.

ARTICOLO 6
Modalità di formazione della delegazione speciale di negoziazione

1.Per realizzare l’obiettivo indicato dall’articolo 1, comma 1, è istituita una delegazione speciale di negoziazione.
2. I membri della delegazione sono designati dalle organizzazioni sindacali di cui all’articolo 5, comma 1, congiuntamente con le rappresentanze sindacali unitarie dell’impresa o del gruppo di imprese.
3. Ove in uno stabilimento o in un’impresa manchi una preesistente forma di rappresentanza sindacale le organizzazioni sindacali di cui all’articolo 5, comma 1, convengono con la direzione di cui all’articolo 4 le modalità di concorso dei lavoratori di detto stabilimento o detta impresa alla designazione dei rappresentanti della delegazione.
4. Le procedure indicate nel presente articolo si applicano a tutte le elezioni ovvero designazioni che si svolgono in Italia.

ARTICOLO 7
Costituzione della delegazione speciale di negoziazione

1.La delegazione speciale di negoziazione è costituita da una persona per ogni Stato membro in cui l’impresa o il gruppo di imprese abbia almeno uno stabilimento o impresa e, comunque, nel limite minimo di tre e massimo di diciotto unità.
2. Ulteriori unità, nell’ambito del numero massimo di cui al comma 1, debbono essere ripartite secondo il seguente criterio: a) un seggio supplementare per ciascuno Stato membro in cui sia impiegato almeno il 25 per cento dei lavoratori dipendenti negli Stati membri dell’impresa o del gruppo di imprese; b) due seggi supplementari per ciascuno Stato membro in cui sia impiegato almeno il 50 per cento dei lavoratori dipendenti negli Stati membri dell’impresa o del gruppo di imprese; c) tre seggi supplementari per ciascuno Stato membro in cui sia impiegato almeno il 75 per cento dei lavoratori dipendenti negli Stati membri dell’impresa o del gruppo di imprese.
3. La direzione centrale o il dirigente di cui all’articolo 4, comma 1, e le direzioni locali sono informate della composizione della delegazione speciale di negoziazione, con lettera congiunta delle organizzazioni sindacali di cui all’articolo 5, comma 1.

ARTICOLO 8
Compiti della delegazione speciale di negoziazione

1.La delegazione speciale di negoziazione ha il compito di determinare, con la direzione centrale o con il dirigente di cui all’articolo 4, comma 1, e tramite accordo scritto, il campo d’azione, la composizione, le attribuzioni e la durata del mandato del Cae, ovvero le modalità di attuazione della procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori.

Venerdí 26 Aprile 2002