Imprese, non toccate i ponti d’oro

31/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
077, pag. 13 del 31/3/2004
di Giorgio Bertoni e Fabio Donfrancesco


Bocca (Confturismo): riduciamo prima l’Iva. Albonetti (Assoturismo): pmi a rischio chiusura.

Imprese, non toccate i ponti d’oro

Associazioni schierate compatte contro il taglio delle festività

Le ultime esternazioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, sulle festività infrasettimanali da accorpare, in modo da far lavorare di più gli italiani, hanno creato il polverone che tutti sanno. Ma, come spesso accade, i mass media hanno registrato soprattutto le reazioni dei politici e del sindacato e solo marginalmente quelle del mondo del turismo; mondo che, per primo, con Confturismo, ha suscitato la polemica. Di fatto, la dichiarazione d’intenti del governo è l’ennesima dimostrazione di come l’esecutivo non consideri il comparto, che pure è uno dei motori principali del prodotto interno lordo del paese. Dopo la mancata riduzione dell’Iva per alberghi e congressi, il drastico taglio dei fondi all’Enit, la totale deresponsabilizzazione governativa in materia turistica, il settore protesta per quest’ultima proposta, che dà un altro duro colpo al turismo italiano. E lo fa, come sempre, dalle colonne di ItaliaOggi.

´Mentre a Roma discutono sull’eventuale riduzione dei giorni di festa, le tante piccole imprese della costiera romagnola rischiano di chiudere’, dice Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo/ Confesercenti, rimasto a dir poco allibito dall’ultima idea del presidente del consiglio espressa nel meeting di Cernobbio. ´Non entro nel merito della questione, perché la ritengo del tutto marginale rispetto ai reali problemi sul tappeto. Faccio solo una considerazione di carattere generale: invece di parlare di allineamento dell’Iva nel comparto turistico-ricettivo a quella inferiore, già applicata negli altri paesi europei, dell’eccessivo costo del lavoro, che costringe all’attività in nero, della totale assenza di un coordinamento e di una politica nazionale rivolta al turismo’, spiega Albonetti, ´dobbiamo ascoltare tali sorprendenti proposte. Queste ultime, di fatto, penalizzano le migliaia di imprese stagionali, che proprio durante i weekend e i ponti delle vacanze riescono a riempire le loro strutture. Berlusconi lo vada a spiegare alle piccole imprese familiari sparse su tutta la penisola, che lavorano non meno di dieci ore al giorno per mandare avanti il loro albergo. Non a caso, il presidente della repubblica, in un recente incontro con le associazioni di categoria, si è dichiarato scontento dell’attuale posizione che l’Italia ricopre nella classifica delle maggiori destinazioni turistiche, dietro Francia e Spagna’. Il presidente di Assoturismo conclude il suo giudizio con un’ultima stoccata rivolta all’esecutivo: ´Cosa ci possiamo aspettare da un governo che non ha citato, neanche per una volta, la parola turismo nell’ultima Finanziaria? Parlare di alleggerimento del carico fiscale, quando allo stesso tempo si costringono gli enti locali ad aumentare tasse e imposte, non è certo la strada giusta per ridare fiducia al sistema e far ripartire l’economia. In alcune città l’acqua sta diventando più cara del Chianti’.

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e di Confturismo/Confcommercio, la prende da lontano, ma arriva alla medesima conclusione: ´La nostra non è una critica al concetto. È vero, più si lavora, più si produce. Però bisogna vedere dove si applica. In alcuni paesi non votati al turismo, i ponti non portano ricchezza. Ma invece, in Italia, si vive soprattutto di turismo interno. Se Berlusconi parla della possibilità di ridurre le aliquote fiscali, benissimo. Allora torniamo subito alla carica con il nostro cavallo di battaglia, ossia il taglio dell’Iva’. Federalberghi quantifica in oltre 10 miliardi di euro i mancati guadagni dovuti alle festività soppresse. ´Per fare alcuni esempi, andando a eliminare la festività del 25 aprile e l’eventuale ponte a essa abbinato, perderemmo circa 3 miliardi di euro di spese turistiche degli italiani’.

Dalle sponde confindustriali, i segnali di fumo non sono così negativi, ma si preferisce parlare più di una seria politica di destagionalizzazione delle vacanze: ´In Italia il vero problema è superare la chiusura completa delle fabbriche e degli uffici in luglio e agosto, spalmando i giorni di ferie durante tutto l’anno’, osserva Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo/Confindustria. (riproduzione riservata)