Imprese nel cda del nuovo Enit

03/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
053, pag. 13 del 3/3/2004
di Luigi Chiarello


Oggi Marzano discute della riforma con le regioni. Resta il marchio. Consulenza ai privati.

Imprese nel cda del nuovo Enit

Sarà agenzia pubblica. Ma le associazioni potranno decidere

L’Enit, l’Ente nazionale italiano per il turismo, verrà trasformato in un’agenzia di sviluppo per il settore turistico. Non cambierà nome, per mantenere un brand conosciuto nel mondo, ma accanto al logo tradizionale comparirà la dicitura ´agenzia per la promozione del turismo’. Nel suo consiglio di amministrazione sederanno, insieme alle regioni e al ministero delle attività produttive, anche le associazioni di categoria, che parteciperanno a pieno titolo al governo dell’agenzia. Non troverà invece posto il ministero dell’economia. La sua natura sarà completamente pubblica. In sostanza, non sarà una società per azioni a capitale pubblico-privato (di diritto privato), ma una società totalmente controllata dallo stato (di diritto pubblico). Il nuovo Enit avrà poi il potere di procacciarsi in autonomia una parte delle risorse necessarie al proprio finanziamento, ricorrendo alla commercializzazione di servizi ai privati. Oltre frontiera attuerà tutte le strategie necessarie per attrarre capitali d’investimento esteri in attività turistiche del Belpaese. Sulla falsariga della mission affidata a Sviluppo Italia. ItaliaOggi svela così le linee del progetto di riforma, che il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, sottoporrà oggi all’attenzione delle regioni.

Governo dell’agenzia. Marzano punta a costituire un nuovo soggetto pubblico dotato di piena autonomia per la promozione all’estero del settore turistico. Nelle intenzioni del ministro, le attività produttive sederanno nel cda della nuova agenzia, con potere decisionale e non solamente consultivo. Le regioni dovranno avere un ruolo fondamentale sia nell’amministrazione, sia nella partecipazione alla programmazione delle attività. Un’esigenza che nasce dai dettami della riforma del titolo quinto, che assegna la promozione turistica in capo allo stato e la produzione legislativa, con la relativa potestà amministrativa, agli enti territoriali. Di conseguenza, le competenze della futura agenzia Enit dovranno essere concordate in tutto e per tutto con le regioni. Toccherà poi allo statuto del nuovo Enit stabilire l’assetto del cda definendo le quote da assegnare alle regioni e alle categorie produttive.

Natura giuridica. Fonti ministeriali spiegano a ItaliaOggi che il dicastero delle attività produttive avrebbe escluso la costituzione in spa e optato per il mantenimento della natura pubblica dell’agenzia a causa di tre motivazioni.

- La priorità di curare l’interesse e la stabilità del sistema turismo italiano, composto in gran parte da piccole e medie imprese. Il rischio è che in una spa aperta al capitale privato si possano costituire accordi di cartello tra grossi soci privati (in particolare grandi tour operator), per condizionare a proprio vantaggio le strategie di promozione messe in campo dalla nuova agenzia per il turismo. Una possibilità non remota che, una volta realizzata, penalizzerebbe le pmi del comparto. Aprendo invece la governance dell’Enit alle sole associazioni di categoria, via Veneto conta di attutire l’impatto dei grandi gruppi e, contemporaneamente, di coinvolgere le pmi nell’amministrazione dell’agenzia.

- Una seconda motivazione è invece di carattere puramente diplomatico. I tecnici del dicastero spiegano, infatti, che l’Enit ha delegazioni all’estero per la politica promozionale del governo. Quasi tutti i paesi ospitanti chiedono che questi sportelli abbiano status pubblico, in quanto rappresentano le strategie turistiche del governo italiano in campo turistico nei confronti dei mercati dei paesi che li ospitano. Tra l’altro, sottolineano a via Veneto, le stesse regioni adottano per le loro agenzie di promozione forma giuridica di diritto pubblico.

- Infine, la terza motivazione: nella passata legislatura è stata proposta la modifica della natura giuridica dell’Enit: da ente pubblico a società per azioni. Un’iniziativa collegata al più ampio quadro di riforma del turismo, approvato con la legge n. 135 del 2001. Ma questa disposizione ha subito un rifiuto, trasversale agli schieramenti politici, in parlamento.

I compiti della futura agenzia. La bozza Marzano assegna alla nuova agenzia Enit questi compiti:

- provvedere alla promozione dell’immagine turistica dell’Italia all’estero e favorirne la commercializzazione;

- realizzare e coordinare la comunicazione e la diffusione delle informazioni turistiche in Italia e all’estero;

- svolgere attività di consulenza e assistenza per lo stato, le regioni, gli altri organismi pubblici e tutto il panorama dei soggetti privati operanti nel settore. Come? Individuando idonee strategie commerciali che permettano di presentarsi in modo efficace sui mercati stranieri;

- in riferimento ai privati, organizzare servizi di assistenza e collaborazione per promuovere e sviluppare processi indirizzati ad armonizzare i servizi di accoglienza e d’informazione ai turisti;

- svolgere attività di marketing territoriale al fine di attrarre investitori esteri in Italia.

In sostanza, Marzano pensa a una superagenzia che, sebbene agisca solo all’estero, sia dotata di tutti gli strumenti necessari a orientare gli investimenti di capitali privati in relazione alle esigenze del mercato turistico italiano.