Imprese e sindacati, pressing sul Governo

12/01/2005

    mercoledì 12 gennaio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 17

    COMPETITIVITÀ – Montezemolo cita Lama: «Concentrare le risorse sullo sviluppo» Epifani: serve un confronto serio, non un tavolo di serie B

    Imprese e sindacati, pressing sul Governo

    Oggi il vertice a Palazzo Chigi, resta il nodo Tfr An: il Ddl passi al Tesoro Forza Italia si schiera con Marzano Incontro tra Berlusconi e il leader degli industriali Siniscalco verifica la copertura finanziaria

      MASSIMO MASCINI

        ROMA • Confindustria e sindacato incalzano il Governo sul tema della competitività, chiedono di poter discutere i problemi strutturali del Paese per acciuffare lo sviluppo. Luca Cordero di Montezemolo e Guglielmo Epifani lo hanno ribadito ieri presentando un volume del Senato con gli interventi in Parlamento di Luciano Lama. Il ricordo della figura del grande leader sindacale è servita a tutti e due per chiedere un confronto vero con il Governo, non per imporre le loro scelte, ma per poter dire la loro su un tema che interessa tutto il Paese. Acquisisce così sempre maggiore importanza l’incontro che le parti sociali avranno con il Governo giovedì dopo che il tema della competitività sarà affrontato oggi dall’esecutivo.

        Non è stata solo una difesa del ruolo delle parti sociali, i leader di Confindustria e della Cgil hanno chiesto soprattutto diritto di interlocuzione. «Si sente la mancanza — ha detto il presidente degli industriali — di un discorso triangolare tra Governo, sindacati e imprese. È necessario capire le esigenze degli italiani, dei loro problemi reali. E purtroppo vedo invece un grande distacco tra le priorità del Paese, della gente e la Politica nel suo complesso, e il Palazzo».

        Serve, ha detto ancora Montezemolo, «una coscienza civica diffusa, serve una comune percezione dei grandi temi del momento, dei problemi del nostro Paese. La crescita, le aziende troppo piccole, l’asfissia della burocrazia, il Sud, su questi temi, c’è bisogno di discussione, la si chiami concertazione e dialogo sociale, ma se ne discuta, non perché sono problemi di destra o di sinistra, ma perché sono i problemi del Paese, della gente, dei nostri figli». Qualcosa in più del confronto che in mattinata Montezemolo aveva avuto con Silvio Berlusconi. Una richiesta di confronto con divisa da Napoleone Colajanni e invece avversata da Gianni De Michelis, presenti al dibattito.

        Ancora più duro Epifani, che ha sottolineato il vuoto di confronto di questi anni. «Il Governo — ha affermato — non fa dialogo sociale, ma più in generale non fa nulla. Non ci convoca, non dà sedi in cui sindacati e imprese possano esprimere il loro punto di vista. Non è che senza la Cgil non si debba decidere, ma serve una procedura per poter interloquire». Epifani ha ricordato l’accordo tra industria e sindacati sullo sviluppo del 2003. «Lo abbiamo inviato al Governo — ha detto — in un anno e mezzo non ci ha mai convocati per discuterne, una cosa mai accaduta nella storia della Repubblica».

        «Sono d’accordo con Montezemolo — ha detto Epifani — non per buona educazione, ma perché abbiamo un’esigenza comune, salvaguardare l’industria. Oggi noi imputiamo al Governo di non avere un’idea per lo sviluppo». Lo stesso sviluppo per il quale nei suoi anni di protagonismo Lama ha sempre insistito. «Lui lo chiamava lavoro — ha detto Montezemolo — gli imprenditori preferiscono parlare di sviluppo, ma si tratta della stessa cosa, non di cose diverse». Il presidente di Confindustria ha ricordato un discorso del 1991 di Lama in cui egli indicava come «il tema dell’occupazione coincida con quello dello sviluppo», per il quale, diceva, «servirebbe una concentrazione di mezzi che però non vediamo». «Oggi, ha detto Montezemolo, potremmo dire la stessa cosa, perché è oggettiva, non perché sia di parte sociale o di parte politica».

        Una prima risposta agli interrogativi sollevati dalle parti sociali potrebbe arrivare già oggi in occasione del vertice di Governo che si terrà questa mattina a Palazzo Chigi. Al centro del confronto la bozza di decreto messa a punto dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, sulla quale ieri si è espressa favorevolmente anche Fi che si dichiara pronta a sostenerlo. Un avvertimento a quanti nella maggioranza spingono per «profonde rivisitazioni» della bozza Marzano.

        An sottolinea che i 300 milioni di euro l’anno previsti dal testo così come le misure introdotte non sono sufficienti a rilanciare la competitività. Una critica a cui si è associata ieri anche l’Udc. Quanto alla Lega, il ministro del Welfare Roberto Maroni pone come condizione imprescindibile che nel futuro decreto legge siano inserite anche le norme per consentire il decollo della previdenza complementare e la riforma degli ammortizzatori sociali. An invece, attraverso il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, punta a ridimensionare il ruolo del collega delle Attività produttive anche perché i fondi necessari a coprire gli interventi sono ancora nelle mani del Tesoro.

        Il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per ora tace. Il titolare di via XX settembre ieri sera ha avuto un lungo incontro con il Premier. Silvio Berlusconi ha voluto verificare con il suo ministro l’effettiva praticabilità delle proposte che stanno emergendo in questi giorni per evitare che il vertice di questa mattina si concluda con un nulla di fatto. Ipotesi da evitare soprattutto perché per domani è già stato convocato l’incontro con le parti sociali.