Imprese e sindacati non fanno sconti

18/11/2004

    GIOVEDÌ, 18 NOVEMBRE 2004

    Pagina 6 – Economia

    I leader di Cgil, Cisl, Uil: "Situazione paradossale, il 30 scioperiamo contro una Finanziaria che non sappiamo come sarà"
    Imprese e sindacati non fanno sconti
    Beretta: "Dal taglio Irap un beneficio di soli 25 euro al mese"
    Governo bocciato anche da Cer, Ref e Prometeia: deficit-Pil fuori controllo

    ROMA – Confindustria insoddisfatta, sindacati all´attacco, istituti di ricerca critici. La Finanziaria non convince nessuno. Il taglio dell´Irap comporta per le imprese un beneficio di soli 25 euro al mese, stima il direttore generale della Confindustria, Maurizio Beretta. Il quale precisa che «con l´estensione della no tax area da 7.500 a 15mila euro, il beneficio massimo supera di poco i 300 euro all´anno». Di qui la critica dell´intervento a pioggia. Per Confindustria, «serve un intervento forte sull´Irap, soprattutto per quelle realtà che si confrontano con i mercati internazionali». A questo punto la Confindustria propone al governo e alle altre organizzazioni di rappresentanza «un confronto nel merito per capire se il provvedimento aiuta la crescita, lo sviluppo e l´occupazione».

    Cgil, Cisl e Uil, che oggi annunceranno le modalità dello sciopero generale del 30 novembre, sottolineano l´estrema confusione del governo. «È una situazione paradossale. Faccio uno sciopero contro una Finanziaria che non so come sarà – dice Savino Pezzotta, leader della Cisl – ne hanno approvata una alla Camera e non sappiamo quale Finanziaria ci sarà al Senato». Gli fa eco il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «È stato approvato un testo che non sarà il vero testo della Finanziaria. È, in ogni caso, un testo sbagliato, ma anche l´indice delle grandi difficoltà in cui il governo si muove, difficoltà che nascono da un fatto: il governo fino a oggi non ha voluto fare i conti con la realtà vera delle cifre e della durezza della situazione. Ha raffigurato un Paese e una situazione non vera e oggi non sa più come fare per fare i conti con la realtà». Polemico il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, che risponde: «C´è un rinnovato partito della spesa pubblica. Nel quale vedo convergere il grande sindacato confederale e la grande Confindustria indebitata».

    Ma le critiche alla Finanziaria non vengono solo dalle parti sociali. È duro anche il giudizio dei centri studi Cer, Prometeia e Ref. Allo stato attuale la manovra presentata dal governo in Parlamento «non consentirebbe di rispettare il vincolo del 3 per cento», sostengono i tre istituti. Secondo i quali il rapporto deficit-Pil dovrebbe salire al 3,2 per cento nel 2004, per poi raggiungere il 3,6 per cento nel 2005 e il 4 per cento nel 2006. In sostanza, «l´impatto della regola del 2 per cento sui conti pubblici per il 2005 appare sovrastimato nella quantificazione ufficiale».

      (r.d.g.)