Imprese e sindacati d’accordo sul rilancio della concertazione

28/05/2004

    28 Maggio 2004


    COMMENTI POSITIVI AL DISCORSO DI INSEDIAMENTO
    Imprese e sindacati d’accordo sul rilancio della concertazione
    Tronchetti Provera: da Montezemolo uno stimolo a fare di più
    Morchio: relazione ottima, attiva le energie migliori del Paese


    Alessandro Barbera

    ROMA
    L’invito al dialogo ed al ritorno alla concertazione lanciato da Luca Cordero di Montezemolo nel suo discorso di investitura ha convinto tutti: sindacati, mprese, mondo bancario. Ma il dato politico più rilevante è il giudizio positivo dei primi, che dopo quattro anni di gestione D’Amato ritrovano sulla loro strada un presidente di Confindustria che promette di fare del confronto con le parti sociali uno dei cardini della sua azione. Per ritrovare una simile sintonia (almeno nelle intenzioni) fra i vertici dei principali sindacati e il numero uno di Viale dell’Astronomia bisogna forse fare un passo indietro di almeno dieci anni, quando presidente, prima di Giorgio Fossa, era stato Luigi Abete.


    «Una buona relazione», ha detto uscendo da Confindustria Guglielmo Epifani. Il numero uno della Cgil condivide soprattutto «l’analisi sul perché delle difficoltà dell’industria italiana. Trovo giusti anche gli obiettivi indicati per uscire dalla crisi: ricerca, innovazione, infrastrutture. Tutti argomenti fondamentali per una svolta e per arrestare il declino del Paese». Nelle parole di Epifani c’è spazio anche per una nota dolente, condivisa dal leader della Uil Angeletti che pure si dice soddisfatto della relazione: «C’è un problema aperto ed è quello della salvaguardia dei redditi da lavoro dipendente e dei pensionati. Di questi le parole di Montezemolo non sembrano tenere conto».


    Promuove la relazione anche l’amministratore delegato della Fiat Giuseppe Morchio, il gruppo per il quale Montezemolo lavora da anni. «Davvero ottima, credo che attivi le energie migliori del paese. In Fiat crediamo molto in ciò che è stato richiamato: nell’innovazione, nella ricerca. E mi è piaciuto molto l’accento posto sull’importanza dei giovani e della loro formazione e al fatto di instaurare un clima di fiducia in questo paese». Pone l’accento sulla forza “morale” della relazione anche il numero uno di Telecom Marco Tronchetti Provera. «Dà un segnale al sistema delle imprese, uno stimolo a noi imprenditori a dare tutto il possibile perchè il Paese possa riprendere il cammino della modernizzazione».


    Più di un leader industriale ha definito quella del presidente della Ferrari una relazione di «svolta» e ne hanno apprezzato l’accento posto sul recupero della competitività e dell’innovazione. Un punto quest’ultimo che si pone in continuità rispetto all’uscente Antonio D’Amato. Lo spiega il numero uno di Autostrade Gian Maria Gros-Pietro. «E’ in parte una svolta positiva. Più che una svolta l’accentuazione di un indirizzo che era già presente. La relazione aveva il concetto di impresa al centro della produzione di valore e del sistema economico, più importante del contenuto dell’attività stessa che l’impresa svolge». Su un altro concetto, quello di «fare squadra», si è soffermato il presidente di Rcs quotidiani Cesare Romiti. «Ha dato indicazioni di metodo, ora spetta agli attori farlo». Cambiando fronte editoriale, Carlo De Benedetti parla di una «vera svolta», grazie al «richiamo al ritorno alla concertazione e alla necessità di innovazione per il Paese». Decisamente soddisfatto per le parole di Montezemolo sul «superamento delle conflittualità» uno degli emergenti del gotha dell’imprenditoria, il fondatore della “Tod’s” Diego della Valle: «C’è molta voglia di fare, abbandonando tutti i vecchi sistemi che non sono serviti a nulla e affrontando il mercato come abbiamo sempre fatto».


    Assente il presidente della Fiat Umberto Agnelli per motivi di salute, a rappresentare la famiglia all’insediamento di Montezemolo c’erano Susanna Agnelli e John Elkann. Entusiasta la prima per la relazione – «bravissimo» – il giovane consigliere della casa torinese l’ha definita «ottima e incoraggiante».


    Buoni giudizi sull’inizio del neopresidente arrivano anche dal mondo bancario e dal governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, chiuso in uno stretto riserbo dopo le polemiche sui crack Cirio e Parmalat e atteso all’appuntamento di lunedì 31 delle considerazioni finali: «Ci sono molte aperture e novità nei confronti degli altri protagonisti della vita economica». «Molto convicente, di grande livello», aggiunge Corrado Passera di Banca Intesa. Entusiasta – e non poteva essere diversamente per il richiamo alla concertazione – l’ex numero uno di Confindustria e presidente di Bnl Luigi Abete. Una «grande visione», un «progetto di sviluppo e anche di coinvolgimento di tutti i soggetti interessati alla politica economica e allo sviluppo». Maurizio Sella, presidente dell’Abi, è soddisfatto soprattutto per il richiamo ad una alleanza tra banche e imprese «per far ripartire l’economia». Infine il numero uno di Confcommercio Sergio Billé, che pur apprezzando l’approccio del blasonato presidente Ferrari ora lo aspetta alla prova dei fatti: «Ha messo molti nuovi accorgimenti nella macchina, che mi sembra davvero molto buona: il problema è di farla correre su un terreno difficile come quello di una forte crisi economica, un terreno ben diverso dal circuito del Gran Premio di Monza».