IMPRESE DI PULIZIA, CCNL 1.05.1993 – 31.12.1994 (testo ufficiale)

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
Per i lavoratori delle imprese di pulimento,
disinfezione, disinfestazione e derattizzazione

Il presente contratto continuerà a produrre i suoi effetti
anche dopo la scadenza, fino alla data di decorrenza
del successivo accordo di rinnovo.

Del 21 maggio 1993 Scadenza il 31 dicembre 1994

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro

VERBALE DI RATIFICA

Addì 26 maggio 1993, alla presenza del Ministro del Lavoro e della
Previdenza Sociale Sen. Gino Giugni

Tra

L’AUSITRA rappresentata dal dott. Sandro DI MACCO con l’assistenza della
CONFINDUSTRIA nella persona del dott. Ottavio FANTINI, presente il Sig.
Bruno AMATO Presidente A.N.I.P. (Associazione Nazionale Imprese di Pulizia)
presente una delegazione di imprese composta da: Sig. Bruno AMATO e Sig.
Carlo AMATO in rappresentanza della Coop. 2001 S.r.l.; Sig.ra Rosa
D’AMBROSIO, Sig.ra Claudia GIULIANI e Sig.ra Marzia GIULIANI in
rappresentanza della Veneta Servizi S.r.l.; Sig. Cesareo NUZZO in
rappresentanza della SMI S.r.l.; Sig. Vito PARTIPILO in rappresentanza
della PAEM S.r.l.; la Sig.ra Maria LOMBARDO in rappresentanza dell’Impresa
LA LUCENTE; Sig. Enzo MARCHIORI in rappresentanza della NEW PUMA S.r.l.;
Sig. Gianfranco BARTOLI in rappresentanza della LUCENTE S.R.L.; Sig. Loris
OLIVATO e Sig. Aldo FRECCHIAMI in rappresentanza della PEDUS SERVICE
P.DUMASS S.r.l., Sig.ra MARIA Rosaria SANTILLO e la Sig.ra Paola COSTANZI
in rappresentanza della CAMPANILE S.n.c.; Sig. Luigi ALEMAGNA in
rappresentanza della FOLGORE S.r.l.; Sig. Mario PILOTTO in rappresentanza
della COOP. SPAZIALE S.r.l. Sig. Enrico CONSOLI in rappresentanza PULITORI
& AFFINI S.p.a.

e con

CONFAPI – UNIONSERVIZI – rappresentata dal Presidente Nazionale Gianluigi
CADO, con la partecipazione della delegazione imprenditoriale composta da
Ennio ALBERGHI, Juan Pedro BERNINI, Ugo DE FRANCESCO, Giovanni FABRIS,
Camillo LORENZINI, con l’assistenza della commissione tecnica composta da
Domenico RICCA, Edoardo BEHMANN, Marco NICODEMO, Andrea ROSSI, supportati
dal Segretario Nazionale Walter REGIS.

LEGA COOPERATIVE E MUTUE A.N.C.S.T. – i Sig.ri Marco BULGARELLI,
Presidente, Bruno BUSACCA, Vice Presidente, Costantino CONDORELLI,
Responsabile Nazionale Assistita dalla Lega Nazionale delle Cooperative
nella persona di Salvatore CONTI Responsabile delle relazioni industriali.

C.N.A. rappresentata dal Presidente Nazionale Filippo MINOTTI, dal Vice
Presidente Nazionale Vincenzo DI SARNO, dal Segretario Generale Federico
BRINI, dal Presidente della FIATS Giancarlo MAGGI, dal segretario nazionale
della FIATS Giulio BAGLIONE, assistiti da Alberto DE CRAIS Responsabile del
Dipartimento Relazioni Industriali e da Enrico AMADEI Responsabile della
Sezione Contrattazione.

C.A.S.A. rappresentata dal Presidente Comm. Giuseppe GUARINO, dal
Segretario Generale Dr. Giacomo BASSO con l’assistenza del Segretario
Confederale Dr. Paolo MELFA.

C.L.A.A.I. rappresentata dal Presidente Cav. Giuseppe FACCINI, dal Vice
Presidente Vicario Cav. Isidoro PLATANIA, dal Vice Presidente Comm. Carlo
PERUCCONI, e dai Sigg. Maurizio FERRARI, Ruggero GO, Pietro MANCINI, Rocco
MAURELLI, Sergio SANNA, Giovanni STRUZZOLA, assistiti da P. MAIOCCO.

A.G.C.I. rappresentata dal Presidente Dr. Luciano ZIGNANI e dai Sig.ri
Vincenzo IMPERIALI e Ludovico NERI.

CONFARTIGIANATO rappresentata dal Presidente Ivano SPALANZANI, dal
Segretario Generale Giorgio MELI, con l’assistenza della Divisione politica
del Lavoro, nelle persone del Responsabile di Divisione Bruno GOBBI, del
Responsabile del Settore Contrattuale Giovanna DE LUCIA e di Matilde
GENTILI.

CONFCOOPERATIVE (Federlavoro e Servizi) rappresentata dal Presidente Carlo
MITRA, dal Direttore Massimo APICELLA, dal Responsabile del settore servizi
Giovanni ZACCONE e da una delegazione composta dal Sig. Franco NICOLA,
Gianfranco BESSI, Giampaolo RONARI e Walter VENTURINI.

e le OO.SS.LL.

FILCAMS CGIL rappresentata dal Segretario Generale Aldo AMORETTI, dal
Segretario Generale Aggiunto Pietro RUFFOLO, dal Segretario Nazionale
Renata BAGATIN e dai Segretari Territoriali Salvatore SORCE, Corrado
MANESCHI, Antonio LARENO, Sandro MACATROZZO, Silvano CONTI, Fabio GIUNTI,
Amedeo FILERI, Rosario STORNAIUOLO, Giuseppe GIURI.

FIT CISL rappresentata dal Segretario Generale Salvatore FRISELLA, dal
Segretario Generale aggiunto Ulderico CANCILLA, dal Segretario Nazionale
Pierluigi PEZZI e dal Segretario Nazionale Giovanni MAGGIAN, dai
Responsabili Regionali: Lorenzo SPERANZA, Saverio RANIERI, Livio GREGGIO,
Francesco VERNICE, Guido TECCE, Antonio DEL GIUDICE, Enrico CARUSO, Maria
Luisa PUSCEDDU.

UIL TRASPORTI rappresentata dal Segretario Generale Sandro DEGNI, Paolo
CARCASSI, Segretario Nazionale Claudio PISONI, Lucio DE NICOLA, Antonio
MEFFE, Segretari Regionali.

è stato ratificato il C.C.N.L. per il personale dipendente da imprese
esercenti servizi di pulizia, disinfezione e derattizzazione con le
seguenti modifiche e/o aggiunte il cui protocollo d’intesa è stato siglato
sempre al Ministero del Lavoro in data 21 MAGGIO 1993.

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro

VERBALE DI ACCORDO

Il Ministro del Lavoro, in occasione della ratifica dell’accordo sul
rinnovo contrattuale del settore delle imprese esercenti servizi di
pulizia, allegato al presente verbale, su richiesta comune delle parti
datoriali e sindacali, riconosce la necessità di procedere ad una azione di
risanamento del settore, anche tramite le opportune iniziative
amministrative o legislative, con particolare riguardo alla materia degli
appalti di servizi, di trasparenza dei relativi bandi e delle condizioni di
aggiudicazione.

A tale riguardo, il Ministro del Lavoro appoggerà, per la sua competenza,
il disegno di legge di iniziativa parlamentare volto a istituire l’albo
delle imprese esercenti servizi di pulizia e conseguentemente subordinerà
alla iscrizione all’albo, le autorizzazioni di cui alla legge 1369/60, art.
5.

Inoltre il Ministro del Lavoro, d’intesa con il Ministro del Tesoro e
dell’Industria, adotterà iniziative adeguate affinché le clausole previste
nei bandi di rispetto dei contratti di lavoro siano effettivamente
perseguite con riferimento al costo della manodopera di cui ai contratti
collettivi vigenti ed alle condizioni economiche di aggiudicazione.

In questo quadro, il Ministro del Lavoro proporrà in sede di Governo che,
relativamente ai servizi di pulizia, sia possibile l’adeguamento del
corrispettivo d’appalto nei contratti ad esecuzione continuata, nell’ambito
di una tendenza, che va favorita, all’allungamento della durata degli
appalti, così da consolidare i rapporti di lavoro anche per la
qualificazione del personale.

Su richiesta delle parti, il Ministro del Lavoro disporrà per la
partecipazione di funzionari dell’amministrazione negli osservatori che
verranno costituiti dalle parti per valutare l’andamento del sistema degli
appalti ed individuare le iniziative da adottare.

Il Ministro del Lavoro, infine, terrà debito conto dei problemi specifici
del settore nell’ambito della più generale trattativa sulla riforma del
costo del lavoro.

Art. 1 – Sistema di informazioni

Fermo restando le autonome e distinte responsabilità delle parti, si
conviene quanto segue:

LIVELLO NAZIONALE

Di norma annualmente, e qualora eventi eccezionali lo richiedessero, su
richiesta di una delle parti, avrà luogo un incontro in sede nazionale nel
corso del quale l’Ausitra fornirà alle Organizzazioni sindacali stipulanti,
informazioni globali concernenti le linee generali del processo di sviluppo
e ristrutturazione del settore, l’assetto e la dinamica quantitativa e
qualitativa dell’occupazione.

Nel corso del predetto incontro verranno esaminate le iniziative da
assumere perché i trattamenti economici e normativi previsti dal contratto
e da accordi sindacali, assicurati dalle imprese rappresentate, trovino
generale applicazione.

Viene istituita la commissione paritetica nazionale per le relazioni
industriali formata da rappresentanti dell’Ausitra e delle Organizzazioni
sindacali stipulanti il C.c.n.l. di settore.

La commissione analizza con la periodicità richiesta dai problemi in
discussione le questioni che possono avere rilevanza ai fini di un
equilibrato sviluppo del settore con particolare riferimento ai livelli
occupazionali e alla corretta gestione ed applicazione del C.c.n.l..

La commissione si pone come obiettivo l’esame dell’andamento del settore in
relazione alla evoluzione delle tipologie di servizi che sono offerti ai
committenti, sia pubblici che privati, analizza nei vari comparti i
miglioramenti tecnologici possibili nell’esecuzione dei lavori anche
nell’ambito di una diversa e più funzionale organizzazione del lavoro,
tenute presenti le esigenze di una maggiore durata dei contratti di
appalto, nell’interesse comune dei committenti, delle imprese e dei
lavoratori.

La Commissione valuta le prospettive produttive conseguenti a programmi di
investimento, i piani di ammodernamento con particolare riferimento
all’introduzione di nuove tecnologie, le linee dell’azione diretta a
garantire nel rispetto delle esigenze della committenza, la sicurezza sul
lavoro e l’ambiente in cui si opera.

La Commissione altresì acquisisce informazioni globali relative ai dati
quantitativi dell’occupazione anche con riferimento alle diverse tipologie
di contratto ed all’andamento delle assunzioni (contratti di lavoro a tempo
pieno, a tempo parziale, contratti di formazione lavoro, ecc.).

La Commissione analizza l’evoluzione del settore, avuto riguardo alla
natura dei vari tipi di appalto, agli ambiti nei quali essi si esplichino,
nel rispetto dei criteri che verranno assunti per la istituenda disciplina
dell’Albo delle imprese del settore.

La Commissione conviene sull’opportunità di realizzare in armonia con
quanto previsto dalla Regolamentazione CEE del 13 dicembre 1984 n. 635 e
dalle disposizioni legislative in vigore in materia di parità uomo-donna,
attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione di azioni e ad
individuare eventuali ostacoli che non consentano una effettiva parità di
opportunità uomo-donna nel settore.

La Commissione analizza l’andamento dell’occupazione al fine di individuare
possibili soluzioni tendenti alla valorizzazione della professionalità di
tutto il personale occupato.

In presenza di rilevanti fenomeni di riconversione e ristrutturazione
aziendale che possono comportare la riqualificazione del personale, la
commissione li esaminerà per individuare possibili soluzioni idonee ai fini
di cui sopra.

I risultati e le notizie acquisite dalla Commissione saranno oggetto di
iniziative da parte dei soggetti stipulanti il presente C.c.n.l.
finalizzate allo sviluppo del settore e alla diffusione dell’immagine della
categoria quale operatore economico al servizio della collettività.

Nel corso di tali incontri potranno essere esaminate problematiche che non
sono state specificatamente richiamate anche al fine di opportuni
approfondimenti su argomenti che non hanno trovato collocazione nel
presente accordo.

LIVELLO REGIONALE

Di norma annualmente, e comunque ogni volta se ne presenti l’esigenza su
richiesta di una delle parti, si effettuerà un incontro a livello regionale
durante il quale verranno fornite alle OO.SS. informazioni globali
concernenti le linee generali del processo di sviluppo e ristrutturazione
del settore, l’assetto e la dinamica quantitativa e qualitativa
dell’occupazione. Inoltre verranno fornite informazioni per aree
territoriali e settori di committenza, sullo stato delle aziende del
settore nei rapporti con il personale dipendente, sulle sue dinamiche
strutturali, su eventuali processi di ristrutturazione, riorganizzazione,
diversificazione e sviluppo che possono avere riflessi sull’occupazione e
sulla professionalità dei lavoratori nell’ambito della regione.

In tale incontro saranno affrontati i problemi relativi alla
omogeneizzazione delle condizioni del lavoro nell’ambito della regione con
riferimento anche ai capitolati d’appalto nell’obiettivo anche di ricercare
le soluzioni più idonee per la possibile salvaguardia dell’occupazione.

LIVELLO AZIENDALE

Al livello aziendale formeranno oggetto di confronto le innovazioni
tecnologiche o le ristrutturazioni che abbiano implicazioni sui livelli
occupazionali, sull’organizzazione del lavoro, sulla professionalità dei
lavoratori.

Le aziende informeranno le R.S.A. semestralmente:

1) sulla consistenza numerica del personale;
2) sui programmi di formazione ed aggiornamento professionale del
personale;
3) sull’andamento del lavoro straordinario.

Art. 2 – Campo di applicazione del contratto

Il presente contratto si applica al personale dipendente da imprese
esercenti servizi di pulizia mostre, negozi, uffici ed in genere aree e
locali pubblici e privati, compresi i piazzali e reparti industriali,
servizi di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione.

RISPETTO DEL CONTRATTO

Le parti si impegnano a fare inserire nei contratti di appalto clausole che
garantiscono il rispetto del presente contratto ed ogni accordo sindacale.

Art. 3 – Cessione, trasformazione, fallimento e cessazione dell’azienda

In caso di cessione o trasformazione in qualsiasi modo dell’azienda, non si
risolve il rapporto di lavoro ed il personale ad essa addetto conserva
tutti i suoi diritti nei confronti del nuovo proprietario a meno che non
sia avvenuta regolare liquidazione di ogni ragione di credito e di diritto
da parte dell’azienda cedente.

Gli impiegati, nei casi di cui al primo comma, hanno facoltà di chiedere la
liquidazione dell’indennità di anzianità e di iniziare ex novo un altro
rapporto di lavoro.

In caso di fallimento dell’azienda, seguito dal licenziamento del
lavoratore, o in caso di cessazione dell’azienda, il lavoratore avrà
diritto all’indennità di preavviso e al T.F.R. come per il caso di
licenziamento.

Art. 4 – Cessazione di appalto

Le parti, tenuto conto delle caratteristiche strutturali del settore e
delle attività delle imprese regolate nella generalità dei casi da
contratti di appalto per lo più di breve durata e considerando le
conseguenti e specifiche problematiche occupazionali, si impegnano a
realizzare a livello territoriale e/o aziendale il seguente sistema di
procedure:

a) in caso di cessazione dell’appalto, l’azienda cessante ne darà
preventiva comunicazione, ove possibile nei 15 giorni precedenti, alle
strutture sindacali aziendali e/o territoriali, fornendo altresì
informazioni sulla consistenza numerica dei lavoratori interessati, sul
rispettivo orario di lavoro settimanale indicando i lavoratori impiegati
nell’appalto in questione da almeno 4 mesi;

b) l’azienda subentrante, con la massima tempestività, preventivamente
all’inizio della nuova gestione e, ove oggettivamente ciò non sia
possibile, in tempi utili e, comunque, su richiesta, darà comunicazione
alle organizzazioni territorialmente competenti del subentro
nell’appalto.

Il successivo incontro va finalizzato alla ricerca di soluzioni idonee a
possibilmente garantire l’occupazione dei lavoratori interessati, anche
facendo ricorso, a tale scopo, a tutti gli strumenti previsti dal vigente
C.c.n.l.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti si danno atto che la normativa di cui sopra, in caso di assunzione
per passaggio diretto ed immediato, non intende modificare il regime
connesso alla cessazione di appalto, che prevede la risoluzione del
rapporto di lavoro con l’impresa cessante e la costituzione "ex novo" del
rapporto di lavoro con l’impresa subentrante.

Art. 5 – Condizioni di miglior favore

Restano ferme le condizioni individuali complessive di miglior favore
nell’ambito di ogni istituto.

Rimangono ferme, inoltre, tutte le altre condizioni di miglior favore.

Art. 6 – Assunzione

L’assunzione verrà comunicata direttamente all’interessato con lettera
nella quale devono essere specificati:

1) la data di assunzione;
2) il livello cui il lavoratore viene assegnato ai sensi dell’articolo 10 e
in modo sommario le mansioni cui deve attendere;
3) il trattamento economico iniziale;
4) la durata dell’eventuale periodo di prova.

In ottemperanza a quanto previsto dall’art. 25, comma 2, della legge 23
luglio 1991, n. 223, le parti convengono che non rientrano nella quota di
riserva stabilita dal comma 1 dell’articolo precitato le assunzioni:

- di lavoratori con qualifica di quadro;
- di lavoratori con funzioni direttive;
- di impiegati di concetto.

Art. 7 – Consegna e restituzione dei documenti di lavoro

All’atto dell’assunzione il lavoratore deve presentare:

1) un documento di identità;
2) il libretto di lavoro;
3) il certificato generale del casellario di data non anteriore a tre mesi;
4) il numero di codice fiscale, il modello DM 10 L e quant’altro
eventualmente richiesto da particolari disposizioni di legge;
5) lo stato di famiglia.

Cessato il rapporto di lavoro l’impresa, non oltre il giorno successivo
alla cessazione, consegnerà al lavoratore, che ne rilascerà ricevuta, il
libretto di lavoro, le tessere di assicurazione ed ogni altro documento di
pertinenza dell’interessato; ciò sempre che non ne sia impedito per ragioni
indipendenti dalla sua volontà.

Art. 8 – Tutela del lavoro, delle donne e dei fanciulli

Per la tutela del lavoro, delle donne e dei fanciulli vengono richiamate le
norme di legge.

Art. 9 – Periodo di prova

Il lavoratore assunto in servizio può essere soggetto ad un periodo di
prova non superiore a:

- mesi 4 per i lavoratori inquadrati al 1° livello;
- mesi 3 per i lavoratori inquadrati al 2° livello;
- mesi 2 per i lavoratori con mansioni impiegatizie inquadrati al 3° e 4°
livello;
- giorni 30 lavorativi per i lavoratori con mansioni di operaio inquadrati
a qualsiasi livello.

Tale periodo di prova dovrà risultare dalla lettera di assunzione di cui
all’art. 6. Durante il periodo di prova sussistono tra le parti tutti i
diritti e gli obblighi del presente contratto, salvo quanto diversamente
disposto dal contratto stesso. Durante il periodo di prova la risoluzione
del rapporto di lavoro potrà aver luogo da ciascuna delle parti in
qualsiasi momento senza preavviso nè indennità per la risoluzione stessa.

Qualora la risoluzione avvenga per dimissioni in qualunque tempo o per
licenziamento durante i primi due mesi di prova per i lavoratori di 1°
livello e durante il primo mese per i lavoratori di 2° livello, la
retribuzione sarà corrisposta per il solo periodo di servizio prestato.

Qualora il licenziamento avvenga oltre i termini predetti, al lavoratore
sarà corrisposta la retribuzione fino a metà o alla fine del mese in corso,
a seconda che la risoluzione avvenga entro la prima o la seconda quindicina
del mese stesso.

Qualora alla scadenza del periodo di prova l’impresa non proceda alla
disdetta del rapporto il lavoratore si intenderà confermato in servizio e
tale periodo sarà computato agli effetti della determinazione
dell’anzianità di servizio.

Saranno esenti dal periodo di prova i lavoratori con qualifica operaia che
lo abbiano già superato presso la stessa impresa e per le stesse mansioni
nei 12 mesi precedenti o in caso di passaggio diretto ed immediato.

Art. 1O – Assunzione a termine

Le assunzioni a tempo determinato sono regolate dalle vigenti disposizioni
di legge.

Ai sensi dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987 n. 56, le parti
convengono che le imprese, oltre che nelle ipotesi previste dalla legge
230/62, e successive modifiche e integrazioni, nonchè della Legge n. 79/83,
potranno ricorrere ad assunzioni con contratto a tempo determinato nei
seguenti casi:

- espletamento del servizio in concomitanza di assenze per ferie;
- lavorazioni a carattere eccezionale che richiedono maestranze diverse,
per specializzazioni, a quelle normalmente impiegate.

Il contratto a termine di cui al precedente comma non potrà essere
inferiore a 30 giorni di calendario.

Il numero massimo di lavoratori che possono contemporaneamente essere
assunti con contratto di lavoro a termine per le ipotesi sopra indicate è
pari al:

- 33% per le aziende fino a 10 dipendenti con contratto a tempo
indeterminato;

- 20% per le aziende fino a 25 dipendenti con contratto a tempo
inderminato;

- 10% per le aziende fino a 70 dipendenti con contratto a tempo
indeterminato;

- 5% per le aziende con oltre 70 dipendenti con contratto a tempo
indeterminato.

L’azienda, a fronte della necessità di assumere personale
con contratto a tempo determinato per fronteggiare le situazioni di cui a
una o più delle ipotesi concordate, procederà all’assunzione stessa,
previa informazione alle Rappresentanze Sindacali Aziendali relativamente
al numero dei rapporti a termine, alle cause, alle lavorazioni e/o ai
reparti interessati e alla relativa durata.

Per quanto concerne il trattamento di malattia od infortunio il periodo
massimo di conservazione del posto è comunque limitato alla durata del
contratto a tempo determinato.

Art. 11 – Inquadramento del personale

In relazione alle mansioni svolte i lavoratori sono inquadrati nei seguenti
livelli, fermo restando che la distinzione tra impiegati e operai viene
mantenuta agli effetti di tutte le norme (legislative, regolamentari,
contrattuali, eccetera) che prevedono un trattamento differenziato e
comunque fanno riferimento distintamente a tali lavoratori.

Il lavoratore che svolge promiscuamente mansioni rientranti in livelli
diversi è inquadrato comunque al livello superiore indipendentemente dalla
prevalenza della mansione relativa, salvo il caso di mutamento temporaneo
di mansioni.

1° LIVELLO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni direttive
con facoltà di decisione ed autonomia di iniziativa, con discrezionalità di
potere, anche se limitate a determinati servizi di adeguata importanza.

Quadri

Appartengono al 1° livello anche i lavoratori che svolgono con carattere di
continuità, con un grado elevato di capacità gestionale, organizzativa,
professionale, funzioni articolate di rilevante importanza e responsabilità
ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi dell’impresa per
attività di alta specializzazione, coordinamento e gestione in settori
fondamentali, fornendo contributi qualificati per la definizione degli
obiettivi dell’impresa stessa; a questi lavoratori è attribuita la
qualifica di "quadro" di cui alla legge 13 maggio 1985 n. 190.

2° LIVELLO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto di carattere tecnico o amministrativo.

3° LIVELLO SUPER

Comprende caposquadra che nell’ambito delle direttive ricevute, pur
lavorando egli stesso manualmente, svolge di norma con autonomia operativa
e con apporto di capacità tecniche, funzioni di coordinamento e di
controllo dell’attività di più squadre, anche se operanti in complessi
diversi.

3° LIVELLO

Appartengono a questo livello i lavoratori adibiti ad operazioni per la cui
esecuzione sono richieste specifiche conoscenze tecniche e/o particolari
capacità tecnico-pratiche comunque acquisite.

Ad esempio: operatori addetti ai servizi di disinfezione, disinfestazione e
derattizzazione; lamatori; levigatori e vetrificatori pavimenti in legno;
lucidatori a piombo; conducenti di semoventi; conducenti di pale
caricatrici; capisquadra che, pur lavorando essi stessi manualmente
coordinano e sorvegliano l’attività dei lavoratori componenti la squadra;
addetti alle cabine e linee di verniciatura negli impianti industriali;
autisti conducenti veicoli per i quali sia previsto il possesso della
patente di grado C o superiore; impiegati tecnici e amministrativi aventi
mansioni esecutive che richiedono una generica preparazione professionale
con la sola eccezione di quelli espressamente richiamati al 4° livello.

Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente richiamate.

4° LIVELLO

Appartengono a questo livello i lavoratori adibiti ad operazioni per la cui
esecuzione sono richieste normali conoscenze e adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite.

Ad esempio: operaio qualificato che, pur lavorando manualmente egli stesso,
ha il compito di coordinare l’attività esecutiva di lavoratori inquadrati
in 5° livello; pulitori finiti che effettuano tutti i lavori di pulizia
(comprese le pulizie dei vetri e delle vetrine con uso delle scale) anche
con uso delle macchine industriali per la pulizia, conducenti di
autoveicoli e motocarri per i quali non è richiesto il possesso della
patente C, addetti ad operazioni ausiliarie alla disinfezione,
derattizzazione, disinfestazione, fattorini addetti a mansioni semplici di
segreteria, addetti al controllo documenti contabili relativi al movimento
del materiale, addetti al controllo fatture, dattilografi, centralinisti
telefonici, addetti a mansioni di scritturazione e copia.

Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente richiamate.

5° LIVELLO

Appartengono a questo livello i lavoratori adibiti ad operazioni per la cui
esecuzione si richiede il possesso di semplici conoscenze pratiche.

Ad esempio: addetti ai comuni lavori di pulizia; addetti ai lavori di
pulizia anche con l’uso di lucidatrici ed aspiratori nonché ai lavori di
pulizia dei vetri senza l’uso della scala; addetti alla rotazione e
trasporto di sacchi a perdere.

6° LIVELLO

Appartengono a questo livello i guardiani notturni nonché i lavoratori
addetti ai lavori di cui al 5° livello, di prima assunzione nel settore.

NORMATIVA QUADRI

Ai sensi e per gli effetti della legge 13 maggio 1985 n. 190 e della legge
2 aprile 1986 n. 106, le parti convengono quanto segue:

1) La determinazione dei requisiti di appartenenza alla categoria di
"quadro" viene effettuato dalle parti stipulanti con il presente
contratto nazionale di lavoro.

2) In relazione a quanto sopra definito, in sede di prima applicazione, i
datori di lavoro attribuiranno la qualifica di quadro ai lavoratori
interessati con decorrenza 1.7.1989.

3) L’azienda, ai sensi del combinato disposto dall’art. 2049 C.C. e
dall’art. 5 della legge 190/85 è responsabile per i danni conseguenti a
colpa arrecati dal quadro nello svolgimento della sua attività. La
suddetta responsabilità può essere garantita anche mediante la
sottoscrizione di apposita polizza assicurativa.

L’azienda garantirà al quadro dipendente, anche attraverso eventuale
polizza assicurativa, l’assistenza legale fino alla sentenza definitiva,
per i procedimenti civili e penali, nei confronti del quadro medesimo
per fatti che siano direttamente connessi all’esercizio delle funzioni
attribuitegli.

4) Oltre quanto previsto dalla vigente normativa di legge in materia di
brevetti e diritti d’autore, previa autorizzazione aziendale, è
riconosciuta ai quadri la possibilità di pubblicazione nominativa di
ricerche o lavori relativi alle attività svolte e di utilizzazione dei
dati e delle informazioni acquisite nell’ambito dell’attività lavorativa
medesima.

5) In relazione alle loro esigenze, le aziende di norma promuoveranno,
anche avvalendosi delle Associazioni territoriali imprenditoriali di
competenza, la partecipazione dei quadri ad iniziative di formazione
finalizzate al miglioramento delle capacità professionali.

6) A decorrere dalla data di riconoscimento della qualifica di quadro da
parte dell’azienda, verrà corrisposta ai lavoratori interessati una
indennità di funzione di importo pari a L. 50.000 mensili lorde da
computarsi su tutti gli istituti contrattuali.

7) Per quanto qui non espressamente contemplato si fa concorde rinvio alle
disposizioni proprie per la categoria degli impiegati.

8) Le parti si danno atto che, con la presente regolamentazione, si è data
piena attuazione al disposto della legge 13 maggio 1985 n.190 per quanto
riguarda la categoria dei "quadri".

STAZIONAMENTO AL LIVELLO CATEGORIALE DI BASE

I lavoratori che non hanno svolto alcuna esperienza nel settore
stazioneranno al 6° livello per accedere al 5° per i primi 9 mesi di
servizio.

Gli impiegati che non hanno svolto alcuna esperienza nel settore
stazioneranno:

al 4° livello per accedere al 3° per i primi 9 mesi di servizio;
al 3° livello per accedere al 2° per i primi 9 mesi di servizio.

PRECISAZIONE A VERBALE

Al personale già in servizio, le imprese dovranno comunicare per iscritto,
entro un mese dalla stipulazione del presente contratto, il livello al
quale viene assegnato ed il trattamento economico relativo.

Art. 12 – Passaggio di mansioni e di livello

Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato
assunto o a quelle corrispondenti ai livello superiore che abbia
successivamente acquisito o a mansioni corrispondenti alle ultime
effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione.

Il lavoratore che sia chiamato a compiere temporaneamente mansioni di
livello superiore ha diritto, per la durata dell’incarico, al trattamento
corrispondente all’attività svolta.

Salvo il caso in cui il disimpegno di mansioni di livello superiore abbia
avuto luogo per sostituzione di altro lavoratore assente, con diritto alla
conservazione del posto, il passaggio al nuovo livello diviene effettivo, a
tutti gli effetti, trascorso il periodo di due mesi dal disimpegno delle
mansioni superiori.

PRECISAZIONE A VERBALE

Le parti si danno atto che per i casi di passaggio a livello superiore
verificatisi prima del 31 maggio 1982 trova applicazione la normativa dei
precedenti contratti in materia di determinazione dell’indennità di
anzianità.

Art. 13 – Retribuzione

La retribuzione sarà corrisposta ad ogni fine mese con la specificazione
degli altri elementi costitutivi liquidabili mensilmente.

Il pagamento della retribuzione può avvenire mediante assegni bancari.

Nel caso l’impresa ritardi di oltre 10 giorni il pagamento della
retribuzione, decorreranno di pieno diritto gli interessi nella misura del
2 per cento in più del tasso ufficiale di sconto e con decorrenza dalla
scadenza di cui al comma precedente; inoltre il lavoratore avrà facoltà di
risolvere il rapporto di lavoro con diritto alla corresponsione del
trattamento di fine rapporto e dell’indennità sostitutiva del preavviso.

In caso di contestazione sulla retribuzione tabellare e sugli altri
elementi costitutivi della retribuzione, al lavoratore dovrà essere intanto
corrisposta la parte di retribuzione non contestata.

Per retribuzione tabellare si intende quella indicata dalla tabella di cui
al presente contratto.

Per retribuzione base si intende la somma della retribuzione tabellare e
della indennità di contingenza.

Per retribuzione globale mensile si intende quella risultante dalla somma
della retribuzione base e di ogni eventuale superminimo o assegno "ad
personam", nonché di ogni altro compenso comunque denominato, corrisposti
con carattere di continuità, esclusa ogni somma non avente carattere
retributivo (rimborso spese, ecc.).

Art. 14 – Determinazione del trattamento economico

La retribuzione mensile ed il trattamento relativo agli istituti
contrattuali aventi carattere economico, sono il corrispettivo di una
prestazione articolata su 40 ore settimanali.

Ai fini della determinazione della retribuzione oraria, il divisore mensile
è 173.

La determinazione della retribuzione giornaliera si ottiene dividendo la
retribuzione mensile per 22 nel caso di settimana corta e per 26 nel caso
di prestazione su sei giorni settimanali.

Art. 15 – Scatti biennali per gli impiegati e incremento automatico
biennale per gli operai

IMPIEGATI

Gli impiegati per l’anzianità di servizio maturata presso una stessa
impresa hanno diritto, per ogni biennio di anzianità di servizio, ad una
maggiorazione del 6,25% calcolata sulla retribuzione tabellare del livello
di appartenenza in vigore al momento della maturazione dello scatto e sulla
indennità di contingenza all’1/8/1983.

L’impiegato ha diritto a maturare un massimo di 8 scatti biennali di
anzianità, fino al raggiungimento del 50 per cento della retribuzione
tabellare dell’ultimo livello di appartenenza e dell’indennità di
contingenza al 1/8/1983.

Gli aumenti periodici di anzianità non possono essere assorbiti da
precedenti o successivi assegni di merito, nè gli aumenti di merito possono
essere assorbiti dagli aumenti periodici maturati o da maturare.

Gli aumenti periodici di anzianità decorrono dal primo giorno del mese
immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità
di servizio.

Nel caso di passaggio di livello il dipendente mantiene l’importo in cifra
degli aumenti maturati nel livello di provenienza.

La frazione di biennio in corso al momento di detto passaggio, è utile agli
effetti della maturazione del successivo aumento periodico.

Gli aumenti periodici di cui al presente articolo assorbono gli aumenti già
concessi per lo stesso titolo.

NORMA TRANSITORIA

L’importo maturato da ciascun lavoratore in servizio al 30/9/1983 a titolo
di scatti biennali di anzianità va tradotto in un numero di aumenti di
scatti biennali (e/o frazioni) dividendo l’importo stesso per la nuova
misura determinata come al 1° comma (6,25% della retribuzione tabellare al
2/10/1983 e indennità di contingenza all’1/8/1983) in corrispondenza del
livello di appartenenza.

Il lavoratore ha diritto a maturare tanti ulteriori scatti di anzianità
fino a raggiungere il numero massimo di scatti previsto al 2° comma.

OPERAI

L’incremento automatico biennale maturato al 1/1/82 continuerà ad essere
erogato nelle misure fisse riportate nella tabella:

- dalla data dell’1/1/1984 le retribuzioni tabellari a tale data subiranno
un ulteriore incremento automatico biennale nella misura del 3,50%;

- dalla data dell’1/1/1986 le retribuzioni tabellari a tale data subiranno
un ulteriore incremento automatico biennale nella misura del 3,50%;

- dalla data dell’1/1/1988 le retribuzioni tabellari a tale data subiranno
un ulteriore incremento automatico biennale nella misura del 3,50%;

- dalla data dell’1/1/1990 le retribuzioni tabellari a tale data subiranno
un ulteriore incremento automatico biennale nella misura del 3,50%.

I valori corrispondenti agli incrementi automatici biennali saranno tenuti
distinti dalla retribuzione tabellare e saranno computati ai fini dello
straordinario, ferie, festività, tredicesima, quattordicesima, indennità
sostitutiva di preavviso, indennità di fine rapporto, malattia ed
infortunio.

Art. 16 – Tredicesima mensilità

L’impresa corrisponderà una tredicesima mensilità pari alla retribuzione
mensile globale percepita dal lavoratore entro il 20 dicembre.

Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto durante il corso dell’anno,
il lavoratore non in prova avrà diritto a tanti dodicesimi dell’ammontare
della tredicesima mensilità per quanti sono i mesi di servizio prestato.

Le frazioni di mese non superiori ai 15 giorni non saranno calcolate,
mentre saranno considerate come mese intero se superiori ai 15 giorni.

Art. 17 – Quattordicesima mensilità

L’impresa corrisponderà entro il 15 luglio una 14° mensilità pari ad una
retribuzione globale mensile.

Il periodo di riferimento è fissato dal 1° luglio al 30 giugno.

Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso
dell’anno saranno corrisposti tanti dodicesimi della 14° quanti sono i mesi
di servizio prestato presso l’azienda nel periodo di riferimento.

La frazione di mese superiore ai 15 giorni sarà considerata mese intero,
mentre non sarà considerata la frazione fino a quindici giorni.

Art. 18 – Indennità varie

INDENNITA’ MEZZI DI LOCOMOZIONE

La ditta corrisponderà al lavoratore che usa il proprio mezzo per servizio,
una indennità mensile da concordarsi fra le rispettive organizzazioni
sindacali territoriali competenti.

INDENNITA’ LAVORO DISAGIATO

Per ogni giornata in cui i lavoratori effettuino le pulizie con l’impiego
di bilancino o ponte o di scala aerea o cosiddetta romana, sarà corrisposta
una speciale indennità nella misura del 15 per cento della retribuzione
tabellare.

INDENNITA’ DI ALTA MONTAGNA

Ai lavoratori inviati a prestare la loro opera fuori della loro normale
sede di lavoro in località di alta montagna, l’impresa corrisponderà
un’equa indennità da concordarsi fra le rispettive organizzazioni sindacali
territoriali competenti.

INDENNITA’ DI LONTANANZA DA CENTRI ABITATI

Qualora la sede dell’azienda disti dal perimetro del più vicino centro
abitato oltre 3 km, in mancanza di mezzi pubblici di trasporto, l’impresa
che non provveda direttamente al trasporto stesso corrisponderà un
indennizzo da concordarsi fra le rispettive organizzazioni sindacali
territoriali competenti.

INDENNITA’ ZONA MALARICA

Il lavoratore in zona malarica, riconosciuta tale dalle autorità sanitarie
competenti, ha diritto ad un’indennità di rischio, la cui entità deve
essere concordata dalle rispettive organizzazioni sindacali territoriali
competenti.

INDENNITA’ PER MANEGGIO DENARO

Al lavoratore che ha normalmente maneggio di denaro con oneri per errori
verrà corrisposta un’indennità nella misura del 3% sulla retribuzione
tabellare della sua categoria di appartenenza. Gli interessi derivanti da
eventuale cauzione andranno a beneficio dell’impiegato.

Al personale normalmente incaricato della riscossione con responsabilità di
bollette, fatture, note, eccetera, di importo complessivo superiore a lire
9.000 giornaliere, sarà corrisposta un’indennità nella misura del 5 per
cento sulla retribuzione base.

INDENNITA’ RIMOZIONE SCORIE E POLVERINO ALTOFORNI

Ai lavoratori addetti alla pulizia per la rimozione delle scorie e del
polverino degli alti forni, l’impresa corrisponderà una indennità di lire
95 per ogni ora di lavoro.

INDENNITA’ PULIZIA REPARTI LAVORAZIONI INDUSTRIALI

Ai lavoratori addetti alla pulizia dei soli reparti industriali destinati
alle lavorazioni, l’impresa corrisponderà una indennità di lire 70 per ogni
ora di lavoro.

Queste ultime due indennità sono da considerarsi come elemento utile ai
fini del calcolo dell’indennità sostitutiva di preavviso, del trattamento
di fine rapporto del trattamento di festività e di ferie nonché della 13°
mensilità e della 14° mensilità.

PRECISAZIONE A VERBALE

Le parti si danno atto che con la locuzione "pulizia dei soli reparti
industriali destinati alle lavorazioni" hanno inteso riferirsi
esclusivamente alla prestazione resa in quelle parti degli stabilimenti ove
si svolge l’attività industriale vera e propria.

L’indennità non spetta pertanto al personale che, pur lavorando all’interno
di stabilimenti industriali, è addetto ai servizi di pulizia in aree o
locali in cui non vengano svolte operazioni di trasformazione produttiva,
quali ad esempio cortili interni ed esterni, servizi igienici, uffici,
eccetera.

RIMBORSO SPESE DI LOCOMOZIONE

Al lavoratore che sia comandato in occasione del lavoro o per l’esecuzione
del lavoro, a spostarsi da un posto all’altro di lavoro, competerà il
rimborso a piè di lista delle spese sostenute, qualora detto spostamento
non avvenga con mezzi di trasporto messi a disposizione dall’impresa.

INDENNITA’ PULIZIA AMBIENTI RADIOATTIVI

Al personale professionalmente esposto ai pericoli di radiazioni (Alfa -
Beta – Gamma – Raggi X) sarà corrisposta una indennità di lire 240 per ogni
ora di lavoro prestata in specifiche zone controllate (Reattori nucleari in
funzione-trattamento radio-elementi, radioisotopi).

Detta indennità è da considerarsi come elemento utile ai fini del calcolo
del trattamento di festività, ferie, anzianità, 13° mensilità e 14°
mensilità e indennità sostitutiva del preavviso.

INDENNITA’ PER LAVORI NEL SOTTOSUOLO

Ai lavoratori che effettuano prestazioni in cunicoli, canali, gallerie,
locali sotterranei non ventilati, sarà corrisposta una indennità di lire 50
per ogni ora di lavoro, non cumulabile con altre analoghe indennità.

PRECISAZIONE A VERBALE

Attese le particolari caratteristiche tecniche non ricorrenti in attività
similari o analoghe, per i lavori effettuati nelle metropolitane in locali
che si trovano al coperto sotto il livello stradale (stazioni, passaggi,
etc…) verrà corrisposta al personale un’indennità oraria di lire 60 non
cumulabile con l’indennità per lavori nel sottosuolo.

Tale indennità non spetta al personale che, pur prestando la propria opera
nelle stazioni della Metropolitana o lungo le linee della stessa svolga la
propria attività all’aperto o sotto la pensilina.

INDENNITA’ AEROPORTUALE

In sede provinciale le parti stipulanti potranno concordare per i
lavoratori che svolgono la propria attività esclusivamente nell’ambito
aeroportuale un’indennità giornaliera il cui importo assorbirà fino a
concorrenza eventuali altre indennità già erogate a qualsiasi titolo.

Art. 19 – Alloggio al personale

Al personale cui, per esigenze di servizio, la ditta chieda di restare a
disposizione nei locali dell’azienda, la concessione dell’alloggio sarà
gratuita.

Art. 20 – Indumenti di lavoro

Le imprese forniranno ogni anno gratuitamente a tutto il personale operaio
due tute o due camiciotti e due pantaloni o due indumenti equivalenti.

L’impresa concorderà in sede aziendale con le Rappresentanze sindacali
aziendali l’eventuale fornitura di ulteriori indumenti in relazione al
grado di rischio per la salute e l’incolumità del lavoratore nelle
prestazioni richieste.

L’impresa terrà in dotazione impermeabili con relativo copricapo, a
disposizione di quei lavoratori che siano costretti a svolgere la loro
attività sotto la pioggia.

I lavoratori sono tenuti a curare la buona conservazione degli indumenti
loro affidati.

Le imprese che intendono fare indossare al personale una tenuta di propria
prescrizione, sono obbligate a fornirla a loro spese ed il personale deve,
durante il servizio, vestire la tenuta fornitagli.

Art. 21 – Trasferte

L’impresa per esigenze di servizio può inviare il lavoratore fuori
dell’abituale sede di lavoro.

In tale caso il lavoratore conserva la retribuzione relativa alla propria
sede di lavoro ed avrà diritto:

a) al rimborso delle spese effettive di viaggio corrispondenti ai normali
mezzi di trasporto;

b) al rimborso delle spese di vitto e/o alloggio a piè di lista, quando la
durata della missione obblighi il lavoratore ad incontrare tali spese;

c) al rimborso delle altre spese vive necessarie all’espletamento della
missione.

Lo stesso trattamento compete al lavoratore chiamato come teste in causa
civile e penale per ragioni inerenti il servizio.

Art. 22 – Riproporzionamento della retribuzione

Nei casi di assenza per malattia ed infortunio o di assenze non retribuite,
non compete il relativo trattamento economico giornaliero, salvo quanto
disposto dall’art. 39.

Art. 23 – Mobilità aziendale

I provvedimenti di variazione definitiva del o dei posti abituali di
lavoro, nell’ambito comunale, non possono avvenire se non per ragioni
tecniche-organizzative e produttive e vanno comunicati al lavoratore
interessato e contestualmente alle R.S.A.

Art. 24 – Trasferimenti

Il lavoratore non può essere trasferito da una sede di lavoro ad un’altra
se non per motivate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Il lavoratore trasferito conserva il trattamento economico goduto
precedentemente, escluse quelle indennità e competenze che siano inerenti
alle condizioni locali e alle particolari prestazioni presso la sede di
origine e che non ricorrano nella nuova destinazione.

Il lavoratore che non accetti il trasferimento avrà diritto alla indennità
di fine rapporto e al preavviso, salvo che per i lavoratori di 1° e 2°
livello se all’atto dell’assunzione sia stato espressamente pattuito il
diritto dell’impresa di disporre il trasferimento del lavoratore o tale
diritto risulti in base alla situazione di fatto vigente per i lavoratori
attualmente in servizio, nei quali casi il lavoratore che non accetta il
trasferimento stesso viene considerato dimissionario.

Al lavoratore che venga trasferito sarà corrisposto il rimborso delle spese
di viaggio e di trasporto per sè, per le persone di famiglia e per gli
effetti familiari (mobilio, bagagli, ecc.).

Le modalità ed i termini dovranno essere preventivamente concordati con
l’impresa.

E’ dovuta inoltre la diaria nella misura di un terzo della retribuzione
globale mensile al lavoratore celibe senza conviventi a carico, e nella
misura di due terzi della retribuzione globale mensile, oltre a un
quindicesimo della stessa per ogni familiare a carico che con lui si
trasferisca, al lavoratore con famiglia.

Qualora per effetto del trasferimento il lavoratore debba corrispondere un
indennizzo per anticipata risoluzione di contratto di affitto, regolarmente
registrato o denunciato al datore di lavoro precedentemente alla
comunicazione del trasferimento, avrà diritto al rimborso di tale
indennizzo fino alla concorrenza di un massimo di 4 mesi di pigione.

Il provvedimento di trasferimento dovrà essere comunicato al lavoratore per
iscritto con il preavviso di un mese.

Al lavoratore che chieda il suo trasferimento non competono le indennità di
cui sopra.

Art. 25 – Orario di lavoro

Per la durata dell’orario di lavoro si fa riferimento alle norme di legge e
alle relative deroghe ed eccezioni.

La durata dell’orario contrattuale di lavoro è di 40 ore settimanali, salvo
quanto disposto al successivo art. 26.

La prestazione è distribuita in 5 giorni lavorativi consecutivi.

I due giorni di riposo devono comprendere la domenica salvo i casi di
attività lavorative nei settori di pubblica utilità e di quelli di attività
a ciclo continuo.

In deroga a quanto sopra, per esigenze tecniche o produttive ovvero
organizzative, fermo restando il riposo domenicale, l’altro giorno di
riposo può essere fruito nell’arco della settimana.

L’attuazione di quanto sopra e la programmazione dei riposi avverrà previo
confronto tra le parti e sarà portata a conoscenza dei lavoratori
interessati con almeno 15 giorni di anticipo o comunque con congruo
anticipo.

Con le rappresentanze sindacali aziendali, assistite dalle Organizzazioni
sindacali territoriali, potrà essere concordata una distribuzione in 6
giornate in relazione alle esigenze aziendali.

Nel caso di prestazione nel 6° giorno sarà corrisposta la retribuzione
globale oraria per le ore lavorate, con la maggiorazione del 25 per cento,
calcolata sulla retribuzione base.

La distribuzione giornaliera dell’orario di lavoro può essere articolata in
non più di due turni.

Fermo restando le situazioni in atto, con decorrenza 2 maggio 1980, è
abolita la possibilità di concordare un terzo turno giornaliero ex art. 22
comma 8° del c.c.n.l. 13 dicembre 1977.

Le ore prestate oltre le 40 ore settimanali saranno compensate con una
maggiorazione del 25 per cento calcolata sulla retribuzione base.

Le percentuali di maggiorazione di cui all’8° e 10° comma (prestazione nel
sesto giorno della settimana e prolungamento orario) non sono cumulabili
fra di loro (nel senso che la maggiore esclude la minore) e non sono
altresì cumulabili con le maggiorazioni previste nel successivo art. 31
(lavoro straordinario, notturno, festivo).

L’orario di lavoro va conteggiato dall’ora preventivamente fissata
dall’impresa per l’inizio dell’attività lavorativa.

Qualora il lavoratore, presentandosi nell’ora preventivamente fissata per
l’inizio della prestazione giornaliera, non dovesse essere adibito al
lavoro o gli venisse richiesta una prestazione di durata inferiore
all’orario predisposto, ha diritto al trattamento retributivo che gli
sarebbe spettato come se avesse lavorato.

Durante la giornata e nelle ore di minor lavoro, il lavoratore ha diritto
almeno ad un’ora di libertà, non retribuita, per la consumazione del pasto.

L’impresa nel fissare i turni di lavoro o di riposo tra il personale avente
le medesime qualifiche, curerà che compatibilmente con le esigenze
dell’azienda, siano coordinati in modo che le domeniche e le ore notturne
siano equamente ripartite tra il personale stesso garantendo a ciascuno,
oltre il riposo giornaliero, 24 ore di ininterrotto riposo per ogni
settimana.

L’orario di lavoro ed i turni devono essere predisposti dall’impresa in
modo che il personale ne abbia tempestiva cognizione.

Nel caso di lavoro a turno, il personale del turno cessante non può
lasciare il servizio, se non quando sia stato sostituito da quello del
turno successivo, entro i limiti delle due ore.

Il tempo passato a disposizione dell’impresa – in attesa di impiego, per
spostamenti da un posto all’altro di lavoro anche quando fossero quelli
abituali, e per eventuali inoperosità nel corso dell’orario di lavoro per
esigenze aziendali – è computato nell’orario effettivo di lavoro come
prestazione lavorativa e come tale retribuita.

Le spese di viaggio che il lavoratore sopporta per ragioni di lavoro nel
corso della sua prestazione giornaliera – comprese quelle derivanti da
spostamenti da un posto all’altro di lavoro, anche se rientranti fra quelli
abituali – sono rimborsate dall’impresa. Sono escluse dal rimborso le spese
di viaggio che il lavoratore sopporta per raggiungere il posto di lavoro,
per l’inizio della sua prestazione giornaliera, e per rientrare al proprio
domicilio.

Il tempo che il lavoratore impiega per trasferirsi da un posto all’altro,
tra l’inizio e il termine della prestazione, è considerato come prestazione
lavorativa a tutti gli effetti.

Col primo gennaio 1986, l’orario di lavoro sarà ridotto di 40 ore annue, di
norma attraverso il riconoscimento di corrispondenti giornate di riposo
ovvero con modalità da definire in sede aziendale tenendo conto delle
esigenze tecnico-produttive ed organizzative.

Le predette riduzioni assorbono eventuali riduzioni concesse a livello
aziendale.

Per i servizi di pulizia negli impianti industriali, a fronte di esigenze
oggettive dell’attività produttiva, l’orario normale di lavoro di cui al
presente articolo può essere realizzato anche come media su un arco di più
settimane.

L’attuazione di quanto sopra sarà realizzato previo confronto tra le parti.

L’effettuazione di orario flessibile non comporterà variazioni al
trattamento retributivo mensilizzato fatta eccezione per le settimane nelle
quali, in regime di flessibilità, siano superate le 45 ore settimanali. In
tal caso per le ore di lavoro prestate oltre le 40 settimanali sarà
corrisposta una maggiorazione del 10% della retribuzione tabellare e
indennità di contingenza erogata nel mese in cui dette ore vengono
prestate.

Le eventuali ore prestate oltre le 40 medie nell’arco del periodo
prestabilito per il regime di flessibilità, saranno retribuite con la
maggiorazione dovuta per le prestazioni straordinarie.

Quanto sopra non è cumulabile con quanto previsto al comma 5 del presente
articolo in tema di scorrimento del secondo giorno di riposo.

Art. 26 – Rapporto a tempo parziale

Il rapporto di lavoro a tempo parziale è regolato dalle disposizioni
contrattuali per il personale ordinario, salvo quanto appresso specificato:

a) nella lettera di assunzione dovranno essere specificati:

1) – l’eventuale periodo di prova;
2) – l’orario settimanale;
3) – la qualifica assegnata.

Il minimo settimanale dell’orario di lavoro non può essere inferiore a
14 ore.

Qualora non sia possibile il raggiungimento di detto minimo in un’unica
ubicazione di servizio le parti si danno atto che il rispetto dello
stesso è possibile solo a fronte della disponibilità del lavoratore ad
operare su più appalti ove l’impresa ne abbia nello stesso ambito
territoriale e non si oppongano impedimenti di natura tecnico-produttiva
ed organizzativa derivanti da criteri e modalità di esecuzione dei
servizi.

Nel caso in cui il lavoratore con rapporto a tempo parziale presti
l’attività lavorativa in due appalti per il raggiungimento del minimo
settimanale, non si applica la normativa di cui al 18° comma dell’art.
25, per la parte relativa allo spostamento da un posto all’altro di
lavoro.

Restano comunque salve le situazioni in atto presso le singole aziende.

Nei casi di disponibilità di nuove prestazioni derivanti dalla
acquisizione di nuovi servizi, dalla vacanza di posti derivanti da
cessazioni di rapporti di lavoro in atto, le imprese – esclusi i casi di
passaggi di gestione da un’azienda ad un’altra – in relazione alle
esigenze tecnico-produttive ricercheranno, dandone comunicazione alle
R.S.A., soluzioni per un aumento del numero delle ore settimanali del
personale part-time procedendo prioritariamente ad integrare la
prestazione del personale con orario settimanale inferiore a quello
minimo;

b) il personale a tempo parziale, fermo restando quanto stabilito al 9°
comma dell’articolo 25, può essere utilizzato anche con articolazioni
dell’orario giornaliero diverse da quelle fissate per il restante
personale;

c) la variazione con carattere di continuità dell’orario settimanale, di
cui alla lettera di assunzione, dovrà essere comunicata per iscritto al
lavoratore interessato e contestualmente alle R.S.A.;

d) il personale assunto a tempo parziale è retribuito in base alle ore
prestate nel mese. In ogni caso la retribuzione non potrà essere
inferiore a quella corrispondente all’orario settimanale risultante
dalla lettera di assunzione o dalla comunicazione di cui al punto c) che
precede;

e) la retribuzione oraria si ottiene come stabilito dall’art. 14;

f) la indennità di lavoro disagiato di cui all’art. 18 e l’incremento
automatico biennale (art. 15) saranno applicati sulla quota oraria della
retribuzione tabellare;

g) i corrispondenti trattamenti economici relativi all’indennità di fine
rapporto, alla 13° mensilità (art. 16), 14° mensilità (art. 17), ai
compensi stabiliti dagli accordi integrativi (art. 47), alle ferie (art.
34), alle festività (art. 33) e alla riduzione dell’orario di lavoro
(art. 25, 21 comma), troveranno applicazione ridotta in misura
proporzionale alle ore lavorate e comunque non inferiori all’orario
settimanale risultante dalle comunicazioni di cui ai punti a) e c) che
precedono;

h) per la 13° mensilità e la 14° mensilità si fa riferimento alla media
delle ore lavorate nell’anno di riferimento.

Per il trattamento di fine rapporto si applicano le disposizioni di
legge vigenti.

Il trattamento di malattia e di infortunio e quello relativo alle
lavoratrici madri (artt. 39 e 41) e qualsiasi altro trattamento
contrattuale e di legge sarà garantito in proporzione alla durata della
prestazione di cui ai punti a) e c) che precedono;

i) il passaggio dei lavoratori dal rapporto a tempo parziale al rapporto a
tempo pieno e viceversa può essere disposto dall’impresa qualora
sussista il consenso del lavoratore, previa verifica con le R.S.A.;

l) ogni qualvolta si rendesse disponibile un posto di lavoro a tempo pieno,
l’azienda in un incontro con le R.S.A. concorderà una graduatoria dei
lavoratori a tempo parziale seguendo i seguenti criteri di priorità:

a) appartenenza allo stesso livello e allo stesso impianto per cui – si
è reso disponibile il posto di lavoro;

b) carichi familiari;

c) anzianità di servizio.

In caso di passaggio del lavoratore dal rapporto di lavoro a tempo
parziale al rapporto di lavoro a tempo pieno e viceversa il trattamento
di fine rapporto sarà determinato in base alle norme dettate dalla legge
31.5.1982 n. 297.

I ratei di retribuzione globale mensili relativi a tutti gli altri
istituti contrattuali nell’anno di passaggio dal rapporto a tempo
parziale al rapporto a tempo pieno e viceversa saranno calcolati in
misura proporzionale all’effettiva durata della prestazione lavorativa
nei due distinti periodi.

Nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro o di assunzione nel corso
dell’anno i trattamenti derivanti dalle norme che precedono trovano
applicazione in rapporto al periodo lavorato.

Le parti allegano l’accordo 5 luglio 1985 tra Ausitra e Cgil-Cisl-Uil,
tuttora in vigore.

NOTA A VERBALE

Le parti si danno atto che per i casi di passaggio dal rapporto di lavoro a
tempo parziale al rapporto a tempo pieno e viceversa verificatisi fino al
31.5.1982 trova applicazione la corrispondente normativa di cui al punto m)
dell’art. 24 del c.c.n.l. 16 maggio 1980.

LAVORO SUPPLEMENTARE

Le parti stabiliscono che la durata dei contratti a tempo parziale non
debba essere inferiore alle 14 ore settimanali.

Periodicamente l’Azienda riesaminerà l’orario stabilito nella lettera di
assunzione: tale operazione sarà finalizzata ad una verifica dell’orario
medio effettivamente praticato.

Qualora detto orario medio "di fatto", non risultante da situazioni di
carattere eccezionale (così come specificate ai punti a), b), c), d) del
successivo paragrafo sul lavoro supplementare), fosse diverso rispetto a
quello previsto nel contratto individuale di lavoro (cioè nella lettera di
assunzione), l’Azienda provvederà alla scadenza del terzo mese ad un
adeguamento dell’orario individuale previsto nella lettera di assunzione.

Nell’ambito degli incontri previsti dal sistema di informazioni le aziende
forniranno i dati riferiti ai mutamenti di orario supplementare inerenti al
semestre precedente. L’Azienda, fermo restando quanto previsto dal
paragrafo precedente sul lavoro part-time, concorderà con il singolo
lavoratore prestazioni di lavoro supplementare (rispetto all’orario
indicato nel contratto individuale di lavoro a tempo parziale) con
particolare riferimento ai seguenti casi:

a) vacanza determinata da dimissioni improvvise di dipendente;

b) necessità di rimpiazzo determinato da assenza per breve periodo di
personale dovuta a malattia, infortunio e/o causa di forza maggiore;

c) necessità di rimpiazzo di personale per brevi periodi (ferie di breve
durata, permessi retribuiti e non retribuiti di qualunque natura);

d) per l’esecuzione di lavori urgenti ed eccezionali di breve durata.

Art. 26 bis – Contratto di formazione lavoro

Il rapporto di lavoro instaurato con il contratto di formazione e lavoro è
regolato dalla Legge 19 dicembre 1984, n. 863 e dall’accordo
interconfederale 18 dicembre 1988, stipulato tra CONFINDUSTRIA e CGIL,
CISL, UIL.

Le parti si attiveranno con incontri in sede territoriale al fine di
rimuovere eventuali ostacoli alla corretta applicazione delle predette
normative.

Art. 27 – Interruzioni e sospensioni di lavoro

In caso di interruzione della prestazione normale, sarà riservato agli
operai il seguente trattamento:

1) per le ore perdute, ma passate a disposizione dell’impresa, sarà
corrisposta la retribuzione globale con la facoltà per l’impresa di
adibire gli operai stessi ad altri lavori;

2) per le ore perdute, per le quali gli operai non vengono trattenuti a
disposizione, non essendo stati preavvisati in termine utile in
relazione alla prevedibilità dell’evento, sarà corrisposto per la prima
giornata di sospensione il 70% della retribuzione tabellare;

3) per le ore perdute e per le quali gli operai siano stati tempestivamente
preavvisati, non sarà dovuta alcuna retribuzione.

Nei casi di contrazione totale o parziale dell’attività lavorativa per le
cause previste dalla legge 164/1975 l’impresa potrà richiedere l’intervento
della Cassa Integrazione guadagni con le modalità stabilite dalla Legge
surrichiamata.

Nel caso di sospensione di lavoro per un periodo maggiore di 8 giorni
l’operaio ha facoltà di dimettersi con diritto alla indennità sostitutiva
del preavviso ed a quella di fine rapporto.

Art. 28 – Assenze, permessi, congedo matrimoniale

ASSENZE

Salvo i casi di comprovato impedimento, tutte le assenze devono essere
comunicate all’Azienda nella giornata in cui si verificano. Nel caso di
turni serali si intende le 24 ore dall’inizio del turno medesimo.

Le assenze devono essere giustificate entro i due giorni successivi, salvo
i casi di comprovato impedimento.

Le assenze non giustificate potranno essere punite ai sensi dell’articolo
38.

PERMESSI

Al lavoratore che ne faccia domanda le imprese possono accordare brevi
permessi per giustificati motivi, con facoltà di non corrispondere la
relativa retribuzione.

In occasione della nascita di un figlio sarà concessa al lavoratore una
giornata di permesso retribuita.

Al lavoratore colpito da lutto familiare per la morte di un genitore, di un
figlio, di un fratello o del coniuge, l’impresa concederà un permesso
retribuito di tre giorni se l’evento luttuoso si sia verificato nella città
sede di lavoro o nella sua provincia e di cinque giorni, di cui tre
retribuiti, se l’evento si sia verificato fuori dalla provincia.

Se l’evento luttuoso si verifica nel corso della prestazione, al lavoratore
sarà concesso di assentarsi immediatamente dal posto di lavoro con diritto
all’intera retribuzione giornaliera, in aggiunta a quanto previsto dal
precedente comma.

Tali permessi non si computano nell’annuale periodo di ferie.

CONGEDO MATRIMONIALE

Al lavoratore che contrae matrimonio sarà concesso un congedo di 15 giorni
lavorativi, con trattenuta di quanto eventualmente corrisposto per tale
periodo dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Tale congedo non si computa nel periodo annuale delle ferie.

Art. 29 – Diritto allo studio

I lavoratori che, al fine di migliorare la propria cultura anche in
relazione all’attività dell’impresa, intendono frequentare, presso istituti
pubblici o legalmente riconosciuti, corsi di studio hanno diritto, con le
precisazioni indicate ai commi successivi, di usufruire di permessi
retribuiti a carico di un monte ore triennale messo a disposizione di tutti
i dipendenti.

Le ore di permesso da utilizzare nell’arco del triennio, sono usufruibili
anche in un solo anno.

All’inizio di ogni triennio verrà determinato il monte ore a disposizione
dei lavoratori per l’esercizio del diritto allo studio, moltiplicando ore
10 annue per tre e per il numero totale dei dipendenti occupati
nell’impresa o nell’unità produttiva in quella data, salvo conguagli
successivi in relazione alle variazioni del numero dei dipendenti.

I lavoratori che contemporaneamente potranno assentarsi dall’impresa o
dall’unità produttiva per l’esercizio del diritto allo studio non dovranno
superare il 2 per cento del totale della forza occupata; dovrà essere
comunque garantito in ogni reparto lo svolgimento della attività
produttiva, mediante accordi con le Rappresentanze Sindacali Aziendali.

I permessi retribuiti potranno essere richiesti per un massimo di 150 ore
procapite per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, sempre che il
corso al quale il lavoratore interessato intende partecipare si svolga per
un numero di ore doppio di quelle richieste come permesso retribuito. A
tale fine il lavoratore interessato dovrà presentare domanda scritta
all’impresa nei termini e con le modalità che saranno concordate a livello
aziendale. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al trimestre.

Qualora il numero dei richiedenti comporti il superamento di un terzo del
monte ore triennale e determini l’insorgere di situazioni contrastanti con
le condizioni di cui al quarto comma, la Direzione e le Rappresentanze
Sindacali Aziendali, stabiliranno, tenendo presenti le istanze espresse dai
lavoratori in ordine alla frequenza dei corsi, i criteri obiettivi per la
identificazione dei beneficiari dei permessi, fermo restando quanto
previsto al quarto comma, quali età, anzianità di servizio, caratteristiche
dei corsi di studio, ecc…

Saranno ammessi ai corsi coloro che siano in possesso dei necessari
requisiti e sempre che ricorrano le condizioni oggettive indicate ai commi
precedenti.

I lavoratori dovranno fornire all’impresa un certificato di iscrizione al
corso e successivamente certificati di frequenza con l’indicazione delle
ore relative.

Eventuali divergenze circa l’osservanza delle condizioni specificate dal
presente articolo saranno oggetto di esame congiunto tra la Direzione e le
Rappresentanze Sindacali Aziendali.

Le imprese erogheranno, durante la frequenza dei corsi, acconti mensili
conguagliabili, commisurati alle ore di permesso usufruito, fermo restando
che il presupposto per il pagamento di dette ore, nei limiti ed alle
condizioni indicate al quarto comma, è costituito dalla regolare frequenza
dell’intero corso.

Art. 30 – Permessi a lavoratori studenti

I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio di
scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione
professionale, statali, parificate o legalmente riconosciute, o comunque
abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a permessi
retribuiti nella misura di:

- due giorni per ciascun esame universitario;
- cinque giorni per il conseguimento del diploma di licenza elementare;
- otto giorni per il conseguimento del diploma di licenza media inferiore;
- dieci giorni per il conseguimento del diploma di licenza media superiore.

Art. 31 – Lavoro straordinario, notturno e festivo.

Qualora particolari esigenze di servizio lo richiedano, il dipendente è
tenuto a prestare la sua opera anche oltre l’orario normale stabilito, sia
di giorno che di notte, salvo giustificato motivo individuale di
impedimento.

L’impresa non potrà richiedere un prolungamento orario e una prestazione
straordinaria eccedente le 150 ore annue.

E’ considerato lavoro straordinario, e dà luogo ad un compenso, quello
disposto dall’impresa ed eseguito oltre la durata normale del lavoro di cui
all’art. 25.

Le prestazioni di lavoro straordinario vanno retribuite con quote orarie
della retribuzione globale mensile.

Il lavoro straordinario e quello compiuto nei giorni festivi e in ore
notturne deve essere compensato con le seguenti percentuali di
maggiorazione:

1) lavoro straordinario diurno feriale _______________________________ 25%
2) lavoro straordinario notturno _____________________________________ 50%
3) lavoro straordinario festivo ______________________________________ 65%
4) lavoro straordinario notturno festivo _____________________________ 75%
5) lavoro compiuto nei giorni considerati festivi ____________________ 50%
6) lavoro notturno, compreso in turni avvicendati ____________________ 20%
7) lavoro notturno, non compreso in turni avvicendati ________________ 30%

Le percentuali di cui sopra verranno calcolate sulla quota oraria della
retribuzione base al momento della liquidazione di esse.

Le suddette percentuali di maggiorazione non sono cumulabili, nel senso che
la maggiore assorbe la minore.

Si intende per lavoro notturno quello compreso fra le ore 22 e le ore 6 del
mattino.

Nei soli casi di prestazione notturna continuativa, la relativa
maggiorazione dovrà essere computata nei seguenti istituti contrattuali:

a) ferie;
b) festività;
c) tredicesima mensilità;
d) quattordicesima mensilità;
e) T.F.R.;
f) indennità sostitutiva, di preavviso;
g) malattia e infortunio.

Per il personale impiegatizio, restano ferme le condizioni di miglior
favore.

Art. 32 – Riposo settimanale

Il riposo settimanale deve cadere normalmente di domenica, salvo le
eccezioni di legge.

Per i lavoratori per i quali è ammesso il lavoro nei giorni di domenica con
riposo compensativo in altro giorno della settimana, la domenica sarà
considerata giorno lavorativo mentre sarà considerato festivo a tutti gli
effetti il giorno fissato per il riposo compensativo.

Qualora per esigenze di servizio la giornata di riposo compensativo dovesse
essere spostata in un altro giorno della settimana, non previsto dal turno
di servizio prestabilito almeno 6 giorni prima – sempre che tale
spostamento non comporti il superamento del limite di sei giornate di
ininterrotta prestazione – il lavoratore avrà diritto ad una indennità pari
al 7% della retribuzione base di una giornata lavorativa.

Per i lavoratori che svolgono le loro prestazioni in 5 giornate lavorative
è considerato giorno di riposo settimanale il secondo giorno di riposo.

Art. 33 – Ricorrenze festive

Sono da considerarsi giorni festivi:

a) tutte le domeniche, oppure i giorni di riposo compensativo di cui
all’articolo 32 (riposo settimanale); nel caso di settimana corta è
considerato festivo il secondo giorno di riposo;

b) le festività del 25 aprile, 1° maggio, stabilite dalle vigenti
disposizioni di legge, salvo le eventuali sostituzioni od aggiunte che
intervenissero per disposizioni di carattere generale;

c) le seguenti festività:

1) Capodanno (1° gennaio);
2) Epifania del Signore (6 gennaio);
3) Pasqua (mobile);
4) Lunedì dopo Pasqua (mobile);
5) assunzione (15 agosto);
6) Ognissanti (1° novembre);
7) Immacolata Concezione (8 dicembre);
8) S.Natale (25 dicembre);
9) S.Stefano (26 dicembre);
10) Festa del Patrono della località in cui il lavoratore presta la sua
opera (per il comune di Roma, SS.Pietro e Paolo – 29 Giugno).

In quelle località in cui la festa del Patrono coincide con altre festività
di cui alle lettere b) e c) le Associazioni territoriali stabiliranno una
giornata di festività sostitutiva di quella del Patrono, in modo da
mantenere invariato il numero delle festività delle citate lettere b) e c).

Soltanto nel caso in cui le ricorrenze festive di cui alle lettere b) e c)
cadano in giornata di riposo settimanale (art. 32) spetta, in aggiunta al
normale trattamento economico, un importo pari alle quote giornaliere degli
elementi della retribuzione globale mensile.

FESTIVITA’ ABOLITE. LEGGE 5.3.1977 N. 54

Per quanto riguarda le 2 festività civili (2 giugno e 4 novembre) la cui
celebrazione ha luogo rispettivamente nella prima domenica di giugno e
nella prima domenica di novembre, il lavoratore beneficerà del trattamento
previsto per le festività che coincidono con la domenica, fermo restando
che nessun compenso aggiuntivo compete nel caso di prestazione effettuata
nei giorni di calendario 2 giugno e 4 novembre.

Nel caso in cui l’azienda disponga la prestazione lavorativa per le 4
festività religiose soppresse, al lavoratore che in dette giornate presti
la propria opera non compete alcun compenso aggiuntivo alla normale
retribuzione mensile e verranno invece assegnati permessi compensativi
retribuiti per quante sono state le giornate lavorate, in corrispondenza
alle predette festività.

I permessi di cui sopra non saranno cumulabili con il periodo feriale e
saranno assegnati compatibilmente con le esigenze di servizio, tenute
presenti le aspettative del lavoratore e dovranno essere usufruiti entro
l’anno in cui si riferiscono; nel caso in cui il lavoratore non usufruisca
nei termini suddetti dei permessi, allo stesso competeranno tante quote
giornaliere di retribuzione globale mensile per quante sono state le
giornate ex festive religiose lavorate.

Nel caso in cui le 4 festività religiose cadano nel periodo di ferie, si
farà luogo a un corrispondente prolungamento del periodo feriale.

Nel caso di coincidenza delle 4 festività religiose con il riposo
settimanale di cui all’art. 32 al lavoratore non spetterà alcun permesso
compensativo, ma beneficerà del trattamento previsto al 3° comma del
presente articolo.

Il trattamento di tutte le festività non lavorate, di cui al presente
articolo è compreso nel trattamento retributivo mensile.

Nel caso in cui gli istituti previdenziali corrispondano ai lavoratori
assenti per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, un trattamento
per le festività di cui al presente articolo, l’impresa dovrà corrispondere
solo la differenza fra tale trattamento e l’intero compenso per festività.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Per i lavoratori di aziende operanti nel comune di Roma, qualora oltre la
festività dei SS. Pietro e Paolo venga usufruito un ulteriore giorno di
riposo per il S.Patrono, il numero dei permessi di cui al 5, 6, e 7 comma
del presente articolo è ridotto a 3.

Art. 34 – Ferie

Il lavoratore che ha un’anzianità di dodici mesi presso l’impresa, ha
diritto ogni anno ad un periodo di ferie pagate:

- pari a 22 giorni lavorativi nell’ipotesi di prestazione settimanale
distribuita su cinque giornate (settimana corta);

- pari a 26 giorni lavorativi nell’ipotesi di prestazione settimanale
distribuita su sei giornate.

In caso di licenziamento comunque avvenuto o di dimissioni, il lavoratore,
qualora abbia maturato il diritto alle ferie intere, avrà diritto al
compenso per le ferie stesse.

Qualora non abbia maturato il diritto alle ferie intere, il lavoratore avrà
diritto a tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi interi di anzianità.

La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata mese intero,
mentre non sarà considerata la frazione inferiore a 15 giorni.

Al lavoratore che all’epoca delle ferie non ha maturato il diritto
all’intero periodo di ferie per non avere ancora un’anzianità di servizio
di almeno 12 mesi consecutivi presso l’impresa spetterà un dodicesimo delle
ferie per ogni mese di servizio prestato.

In caso di ferie collettive al lavoratore che non abbia maturato il diritto
alle ferie intere, competerà il godimento delle ferie in rapporto a tanti
dodicesimi quanti sono i mesi di anzianità.

In caso di festività nazionali o infrasettimanali cadenti durante il
periodo di ferie, sarà prolungato tale periodo per il numero delle suddette
festività.

Il periodo di preavviso non può essere considerato periodo di ferie.

L’epoca delle ferie sarà stabilita secondo le esigenze di lavoro, di comune
accordo tra le parti, contemporaneamente per reparto, per scaglione o
individualmente.

L’impresa assicurerà comunque, al lavoratore per ogni anno di anzianità il
godimento di due settimane di ferie nel periodo 1° giugno 30 settembre.

La norma del precedente comma non trova applicazione per le imprese di
disinfezione-disinfestazione e derattizzazione.

Il pagamento del periodo feriale deve essere effettuato in via anticipata.

Dato lo scopo igienico e sociale delle ferie non è ammessa rinuncia
espressa o tacita di esse, nè la sostituzione con compenso alcuno. Il
lavoratore che nonostante l’assegnazione delle ferie non usufruisce per sua
volontà delle medesime non ha diritto a compenso alcuno nè al recupero
negli anni successivi.

Restano salve le condizioni di miglior favore.

Art. 35 – Servizio militare

Il servizio militare (chiamata o richiamo alle armi) non risolve il
rapporto di lavoro ed il tempo passato sotto le armi agli effetti della
sola indennità di anzianità – salvo per i lavoratori in prova – si
considera come passato in servizio presso l’impresa.

Terminato il servizio militare, il lavoratore dovrà presentarsi, nel
termine di 30 giorni, all’impresa per riprendere il servizio; non
presentandosi nel termine suddetto sarà considerato dimissionario.

Quanto sopra salvo diverse disposizioni di leggi speciali più favorevoli al
lavoratore.

Le norme di cui al presente articolo si applicano, per effetto dell’art. 7
della legge 15 dicembre 1972, n. 722, sul riconoscimento dell’obiezione di
coscienza, anche ai lavoratori che prestano il servizio civile sostitutivo.

Art. 36 – Doveri del lavoratore

Il lavoratore ha l’obbligo di:

a) eseguire con la massima diligenza il compito a lui affidato, assumendone
la personale responsabilità ed attenendosi alle direttive dall’impresa
fissate con ordini di servizio o con particolari disposizioni;

b) osservare l’orario di lavoro;

c) comportarsi in modo corretto ed educato nei confronti dei superiori,
colleghi, dipendenti e pubblico;

d) avere la massima cura di tutti gli apparecchi, oggetti, locali,
dotazioni personali di proprietà dell’impresa, rispondendo
pecuniariamente, salvo le maggiori responsabilità dei danni arrecati per
accertata sua colpa, mediante trattenute sulla retribuzione previa
comunicazione scritta del relativo addebito;

e) uniformarsi all’ordinamento gerarchico dell’impresa nei rapporti
attinenti al servizio;

f) osservare scrupolosamente tutte le norme di legge sulla prevenzione
infortuni che l’impresa porterà a sua conoscenza nonché tutte le
particolari disposizioni a riguardo emanate dall’impresa stessa.

Art. 37 – Ritiro patente

L’autista al quale sia dall’Autorità, per motivi che non comportano il
licenziamento in tronco, ritirata la patente per condurre autoveicoli, avrà
diritto alla conservazione del posto per un periodo di 6 mesi senza
percepire retribuzione alcuna.

L’autista durante questo periodo potrà essere adibito ad altri lavori ed in
questo caso percepirà la retribuzione del livello nel quale viene a
prestare servizio.

Nelle imprese che occupano più di 20 dipendenti, oltre alla conservazione
del posto di cui sopra l’impresa dovrà adibire l’autista a qualsiasi altro
lavoro, corrispondendogli la retribuzione propria del livello al quale
viene adibito.

Qualora il ritiro della patente si prolungasse oltre i termini suddetti
oppure l’autista non accettasse di essere adibito al lavoro cui l’impresa
lo destina, si fa luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro. In tal
caso all’autista verrà corrisposto il trattamento di fine rapporto di cui
all’art. 44 secondo la retribuzione percepita nel livello cui il dipendente
apparteneva prima del ritiro della patente.

Art. 38 – Provvedimenti disciplinari

Le mancanze del lavoratore possono essere punite, a secondo della gravità,
con i seguenti provvedimenti disciplinari:

a) rimprovero orale;

b) rimprovero scritto;

c) multa non superiore a 3 ore di retribuzione base;

d) sospensione dal servizio e della retribuzione fino a 10 giorni.

Incorre nel licenziamento con preavviso e con indennità di fine rapporto il
lavoratore nei casi di ripetute gravi inosservanze delle disposizioni
antinfortunistiche di cui al precedente art. 36 lettera f) ovvero nel caso
che sia incorso per almeno 3 volte nel corso di due anni per la stessa
mancanza o per mancanze analoghe in sospensione dal lavoro e dalla
retribuzione per un totale di 20 giorni o, nello stesso periodo di tempo,
abbia subito almeno 4 sospensioni per 35 giorni complessivamente, anche se
non conseguenti ad inosservanza dei doveri di cui all’art. 36.

Il licenziamento senza preavviso e con indennità di fine rapporto viene
adottato nei confronti del lavoratore colpevole di mancanze che non
consentano la prosecuzione del rapporto di lavoro.

L’impresa può portare a conoscenza del personale, con apposito ordine di
servizio, le sanzioni disciplinari inflitte. In tal caso sarà indicata la
motivazione.

L’impresa non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti
del lavoratore senza avergli preventivamente contestato per iscritto
l’addebito e senza averlo sentito a sua discolpa.

Il lavoratore potrà farsi assistere, da un rappresentante
dell’Organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.

In ogni caso i provvedimenti disciplinari di cui alle lettere b), c) e d)
non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla
contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.

Fermo restando quanto previsto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non
possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti
definitivi del rapporto di lavoro.

Ferma restando la facoltà di adire l’autorità giudiziaria, il lavoratore al
quale sia stata applicata una sanzione disciplinare di cui alle lettere b),
c) e d) ad eccezione fatta per le contestazioni comportanti i provvedimenti
di licenziamento, può promuovere nei 20 giorni successivi, anche per mezzo
dell’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritto ovvero conferisca
mandato tramite l’Ufficio provinciale del lavoro e della massima
occupazione, la costituzione di un Collegio di conciliazione ed arbitrato,
composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro
scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal Direttore
dell’Ufficio del Lavoro.

La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del
Collegio.

L’importo delle multe di cui al punto c) verrà versato a favore di
eventuali istituzioni assistenziall aziendali ed in mancanza all’INPS.

Qualora il datore di lavoro non provveda, entro 10 giorni dall’invito
rivoltogli dall’Ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in
seno al Collegio di cui al comma precedente, la sanzione disciplinare non
ha effetto. Se adisce l’Autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare
resta sospesa fino alla defizione del giudizio.

Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi
due anni dalla loro applicazione.

Art. 39 – Trattamento di malattia ed infortunio

L’assenza per malattia deve essere comunicata, salvo il caso di
giustificato impedimento, entro il normale orario di lavoro della giornata
in cui si verifica l’assenza, ai rappresentanti aziendali a tale scopo
designati e comunicati dalla direzione aziendale.

L’eventuale prosecuzione dello stato di inidoneità al servizio deve essere
comunicato all’impresa entro il normale orario di lavoro del giorno che
precede quello in cui il lavoratore avrebbe dovuto riprendere servizio e
deve essere attestato da successivi certificati medici che il lavoratore
deve consegnare nel termine di cui al successivo comma.

ll lavoratore in ogni caso è tenuto a consegnare o far pervenire il
certificato di malattia entro due giorni dalla data del rilascio.

Il diritto alla conservazione del posto viene a cessare qualora il
lavoratore anche con piu periodi di infermità raggiunga in complesso dodici
mesi di assenza nell’arco di 36 mesi consecutivi. Ai fini del trattamento
di cui sopra si procede al cumulo dei periodi di assenza per malattia
verificatisi nell’arco temporale degli ultimi 36 mesi consecutivi che
precedono l’ultimo giorno di malattia considerato.

La disposizione di cui al precedente comma vale anche se i 36 mesi
consecutivi sono stati raggiunti attraverso più rapporti di lavoro
consecutivi nel settore.

A tal fine il datore di lavoro è obbligato, al momento della risoluzione
del rapporto di lavoro a rilasciare una dichiarazione di responsabilità,
dalla quale risulti il numero di giornate di malattia indennizzate nei
periodi di lavoro precedenti sino ad un massimo di tre anni.

Superati i limiti di conservazione del posto, l’azienda su richiesta del
lavoratore concederà un periodo di aspettativa non superiore a 4 mesi
durante il quale il rapporto di lavoro rimane sospeso a tutti gli effetti
senza decorrenza della retribuzione e di alcun istituto contrattuale.

Detto periodo di aspettativa potrà essere richiesto una sola volta
nell’arco dell’attività lavorativa con la stessa impresa.

Decorsi i limiti di cui sopra, l’impresa ove proceda al licenziamento del
lavoratore, corrisponderà il trattamento di fine rapporto di lavoro e
l’indennità sostitutiva di preavviso e quant’altro eventualmente maturato.

Qualora il lavoratore non possa riprendere il servizio oltre i suddetti
termini lo stesso potrà risolvere il contratto di lavoro con diritto alla
sola indennità di fine rapporto. Ove ciò non avvenga e l’impresa non
proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso, salvo la decorrenza
dell’anzianità.

Per i casi di t.b.c. – fermo restando quanto previsto dal presente articolo
- si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge.

Per il trattamento di malattia e infortunio valgono le norme di carattere
generale. Fermo restando quanto disposto dall’art. 5, legge 20 maggio 1970
n. 300, per quanto concerne il controllo delle assenze per malattia, le
parti concordano quanto segne:

- il lavoratore assente è tenuto a trovarsi nel proprio domicilio
disponibile per le visite di controllo nelle fasce orarie previste dalle
norme vigenti e precisamente dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore
17.00 alle 19.00;

- sono fatte salve le eventuali documentabili necessità di assentarsi dal
domicilio per visite, prestazioni ed accertamenti specialistici nonché
per visite di controllo, di cui il lavoratore darà preventiva
informazione all’azienda.

In mancanza di tali comunicazioni o in caso di ritardo oltre i termini
sopra indicati, a meno che non vi siano giuste ragioni di impedimento,
l’assenza si considera ingiustificata.

Ogni mutamento di indirizzo durante il periodo di malattia o infortunio non
professionale deve essere tempestivamente comunicato all’impresa.

Al termine della malattia o dell’infortunio il lavoratore deve presentarsi
immediatamente nel suo abituale posto di lavoro.

Il lavoratore, che risulti assente alle visite di controllo effettuate
nelle fasce orarie predeterminate, decade dal diritto all’integrazione da
parte dell’azienda per lo stesso periodo per il quale l’INPS non erogherà
l’indennità di malattia.

Costituisce grave inadempimento contrattuale lo svolgimento di attività
lavorativa anche a titolo gratuito durante l’assenza.

Nel caso in cui il lavoratore abbia impedito senza giustificata ragione
sanitaria il tempestivo accertamento dello stato di infermità, lo stesso è
obbligato al rientro immediato in azienda.

Diversamente l’assenza sarà considerata ingiustificata.

Resta inteso che la predetta normativa sarà adeguata in relazione a
provvedimenti di legge che, successivamente al presente accordo,
statuiranno sull’argomento.

Trattamento economico per malattia e infortunio per gli impiegati

Nel caso di interruzione del servizio dovuta a infortunio o malattia, non
determinati da eventi gravemente colposi imputabili all’impiegato verrà
accordato all’impiegato non in prova il seguente trattamento:

- corresponsione dell’intera retribuzione (stipendio e contingenza) per 5
mesi e della metà di essa per gli altri 7 mesi. Uguali diritti spettano
all’impiegato nel periodo di preavviso e sino alla scadenza del periodo
stesso. Il trattamento avanti stabilito cesserà qualora l’impiegato con
più periodi di malattia, raggiunga nel complesso, durante 36 mesi
consecutivi, il limite massimo previsto dal 4° comma del presente
articolo.

Trattamento economico per malattia e infortunio per gli operai

Per le assenze per malattia all’operaio sarà corrisposto:

a) a partire dal 2° giorno lavorativo di assenza fino al 180° giorno
un’integrazione del trattamento INPS fino a raggiungere il 100% della
retribuzione globale (art. 13 uitimo comma) netta, a far data 1° luglio
1991 il trattamento di cui alla precedente lettera a) spetta a partire
dal 1° giorno lavorativo;

b) dal 181° giorno al 270° corresponsione del 50% della retribuzione
globale. Nei casi di infortuni sul lavoro, all’operaio sarà corrisposto
il 100% della retribuzione globale a decorrere dal 2° giorno e fino a
guarigione clinica.

NOTA A VERBALE

Nei casi di sopravvenuta impossibilità della prestazione per inidoneità
fisica del lavoratore l’azienda valuterà la possibilità, in relazione alle
proprie esigenze organizzative tecnico-produttive di adibire il lavoratore
stesso in altre mansioni esistenti, confacenti col suo stato fisico.

Art.40 – Tutela dei tossicodipendenti

L’azienda, compatibilmente con le esigenze del servizio, concederà al
lavoratore che ne faccia richiesta un solo periodo di aspettativa non
retribuita motivata dalla necessità di assistere a familiari a carico che
effettuano terapie di riabilitazione da eseguire presso il Servizio
sanitario nazionale o presso strutture specializzate riconosciute dalle
competenti istituzioni.

Parimenti, l’azienda compatibilmente con le esigenze del servizio,
concederà a richiesta, al lavoratore in condizioni di tossicodipendenza, un
solo periodo di aspettativa non retribuita per documentata necessità di
terapie riabilitative da eseguire presso il Servizio sanitario nazionale o
presso strutture specializzate riconosciute dalle competenti istituzioni.

L’aspettativa di cui al precedente punto non potrà superare i limiti di
conservazione del posto in caso di malattia stabilita nel contratto, fermo
restando la sospensione a tutti gli effetti contrattuali e di legge del
rapporto di lavoro.

Nell’eventualità che il ciclo di terapia riabilitativa non sia completato
nei predetti limiti temporali, l’azienda, a fronte di adeguata
documentazione e compatibilmente con le esigenze tecnico-produttive,
valuterà la possibilità di estendere ulteriormente il periodo di
aspettativa non retribuita.

Art. 41 – Trattamento personale gestante

Per quanto riguarda il trattamento di gravidanza e puerperio si fa
riferimento alle vigenti disposizioni di legge in materia.

Per le lavoratrici con mansioni impiegatizie si applica, in quanto più
favorevole, il seguente trattamento:

a) conservazione del posto per un periodo di otto mesi di cui due prima del
parto e sei dopo;

b) corresponsione della retribuzione intera per i primi quattro mesi di
assenza e del 50% di essa nei due mesi successivi, fatta deduzione di
quanto le lavoratrici percepiscono per atti di previdenza cui l’impresa
è tenuta per disposizioni di legge.

Ove durante il periodo di cui al punto a) intervenga una malattia si
applicheranno le disposizioni di cui all’ art. 39 del presente contratto in
quanto più favorevoli e con decorrenza dal giorno in cui si manifesta la
malattia stessa.

L’assenza per gravidanza e puerperio non interrompe il decorso della
anzianità di servizio per il periodo di cui al punto a).

Art. 42 – Previdenza

A favore degli impiegati regolati dal presente contratto è mantenuto il
trattamento di previdenza istituito con l’art. 25 del contratto collettivo
impiegati 5 agosto 1937 con le successive modifiche ed integrazioni.

Le norme relative alla previdenza non si applicano durante il periodo di
prova, superato tale periodo le norme stesse saranno però applicate con
decorrenza alla data di assunzione.

Art. 43 – Preavviso

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non può essere risolto da
nessuna delle due parti senza un preavviso, i cui termini sono stabiliti
come segue:

IMPIEGATI

a) per gli impiegati che, avendo superato il periodo di prova, non hanno
superato i 5 anni di servizio:

1 – mesi due e quindici giorni per gli impiegati di 1° livello;
2 – mesi uno e quindici giorni per gli impiegati di 2° livello;
3 – mesi uno per gli impiegati di 3° e 4° livello;

b) per gli impiegati che hanno superato i cinque anni di servizio e non
dieci:

1 – mesi tre e quindici giorni per gli impiegati di 1° livello;
2 – mesi due per gli impiegati di 2° livello;
3 – mesi 1 e quindici giorni per gli impiegati di 3° e 4° livello;

c) per gli impiegati che hanno superato i dieci anni di servizio:

1 – mesi quattro e quindici giorni per gli impiegati di 1° livello;
2 – mesi due e quindici giorni per gli impiegati di 2° livello;
3 – mesi due per gli impiegati di 3° e 4° livello.

OPERAI

Giorni 15 di calendario per gli operai di qualsiasi livello, a prescindere,
dalla loro anzianità di servizio.

I termini di preavviso di cui al 1° comma sono ridotti rispettivamente al
50% per gli impiegati e ad 7 giorni di calendario per gli operai qualora
sia il lavoratore a dare il preavviso.

I termini della disdetta decorrono dalla metà e dalla fine di ciascun mese.

La parte che risolve il rapporto senza osservanza dei predetti termini di
preavviso, deve corrispondere all’altra una indennità pari all’importo
della retribuzione globale per il periodo di mancato preavviso.

Il datore di lavoro ha diritto di ritenere, su quanto sia da lui dovuto al
lavoratore un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di
preavviso da questi eventualmente non dato.

Il periodo di preavviso anche se sostituito dalla corrispondente indennità,
sarà computato nell’anzianità agli effetti della indennità di
licenziamento.

E’ in facoltà della parte che riceve la disdetta ai sensi del 1° comma di
troncare il rapporto, sia all’inizio sia nel corso del preavviso, senza che
da ciò derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non
compiuto.

Durante il compimento del periodo di preavviso il datore di lavoro
concederà al lavoratore dei permessi per la ricerca di nuova occupazione;
la distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabiliti dal
datore di lavoro in rapporto alle esigenze dell’impresa.

Tanto il licenziamento che le dimissioni saranno comunicate per iscritto.

Art. 44 – Trattamento di fine rapporto

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro al lavoratore spetta il
trattamento di fine rapporto ai sensi della legge n. 297/1982.

Per i lavoratori con mansioni operaie la quota da corrispondere sarà
computata in ragione di 25/30. Tale misura sarà portata a 30/30 secondo
quanto previsto dalia citata legge n. 297/1982 ovvero secondo quanto potrà
essere stabilito da successivi rinnovi contrattuali.

Sono elementi utili ai fini della determinazione del trattamento di fine
rapporto di lavoro gli istituti tassativamente sotto indicati.

1) retribuzione tabellare;

2) indennità di contingenza di cui alla legge 297 del 1982;

3) incremento automatico biennale per gli operai e scatti biennali per
impiegati;

4) eventuali aumenti di merito e/o superminimi;

5) 13° mensilità;

6) 14° mensilità;

7) indennità che abbiano carattere non occasionale;

8) accordi integrativi.

NOTA A VERBALE

Di seguito si riportano le misure dell’indennità di anzianità maturata fino
al 31.5.1982 dai lavoratori con mansioni operaie:

- per l’anzianità decorrente dal 2 maggio 1980: 25/30 della retribuzione
globale mensile;

- per l’anzianità decorrente dal 1° maggio 1975: 22/30 della retribuzione
globale mensile;

- per l’anzianità decorrente dal 1.2.1973 al 30.4.1975: 13,846/30, per
anzianità fino a 8 anni; 16,153/30, per anzianità oltre gli 8 anni;

- per l’anzianità decorrente dal 1.1.1971 al 31.1.1973: 11,538/30 per
anzianità fino a 8 anni; 13,846/30 per anzianità oltre gli 8 anni;

- per l’anzianità decorrente dal 1.12.1968 al 31.12.1970: 8,076/30 per
anzianità da 1 a 3 anni; 9,230/30 per anzianità oltre i 3 anni fino a 5
anni; 11,538/30 per anzianità oltre i 5 anni fino a 10 anni; 13,846/30
per anzianità oltre i 10 anni;

- per l’anzianità decorrente dal 1.6.1947 al 30.11.1968: 8,076/30 per
anzianità da 1 a 5 anni; 9,230/30 per anzianità oltre i 5 fino a 10 anni;
11,538/30 per anzianità oltre i 10 fino a 15 anni; 13,846/30 per
anzianità oltre i 15 anni.

Ai fini della individuazione delle misure comprese nei singoli scaglioni di
cui innanzi per la determinazione della indennità spettante per l’anzianità
maturata sino al 30 aprile 1975, dovrà essere assunta a base di computo
l’anzianità globale maturata dal 1.6.1947 o dal successivo inizio del
rapporto di lavoro sino alla scadenza dei singoli scaglioni stessi, quella
cioè maturata complessivamente alla data del 30 novembre 1968, 31 dicembre
1970, 31 gennaio 1973, 30 aprile 1975.

Agli effetti della liquidazione di tale indennità, le frazioni di anno si
computano in dodicesimi, considerando come mese intero la frazione di mese
superiore a 15 giorni di calendario ed escludendo dal computo la frazione
di mese inferiore.

Art. 45 – Indennità in caso di morte

Nel caso di morte del lavoratore le indennità indicate agli articoli 43 e
44 devono corrispondersi agli aventi diritto secondo le disposizioni di
legge fatta deduzione di quanto essi percepiscono per eventuali atti di
previdenza compiuti dall’impresa.

Non sono però deducibili le somme spettanti per la previdenza prevista
dall’art. 42 del presente contratto.

La ripartizione delle indennità, se non vi è accordo tra gli aventi
diritto, deve farsi secondo le norme della successione legittima.

E’ nullo ogni patto anteriore alla morte del prestatore di lavoro circa
l’attribuzione e la ripartizione delle indennità.

RACCOMANDAZIONE A VERBALE

In caso di morte del lavoratore, il datore di lavoro valuterà, per le
anzianità inferiori ai 5 anni, la opportunità di integrare il trattamento
di fine rapporto dovuta a termine di contratto, nella ipotesi di
sopravvivenza del coniuge o dei figli minori già conviventi a carico del
lavoratore defunto ed in condizioni di particolare bisogno.

Art. 46 – Contrattazione aziendale

Alle Rappresentanze sindacali aziendali sono demandati i compiti sia della
gestione del contratto che quelli espressamente previsti nei singoli
istituti del presente contratto e dalla vigente legislazione.

Alle Rappresentanze sindacali aziendali spetta:

a) di intervenire presso la Direzione aziendale per l’esatta osservanza
delle norme di legislazione sociale e di igiene e sicurezza del lavoro;

b) di intervenire presso la Direzione aziendale per l’esatta applicazione
dei contratti di lavoro e degli accordi aziendali.

L’azienda esaminerà con le R.S.A.:

a) fermo restando l’ora di inizio e di cessazione del lavoro imposta dalle
esigenze di servizio le eventuali modifiche alla distribuzione
dell’orario di lavoro;

b) l’eventuale diversa programmazione delle ferie rispetto alla norma
contrattuale;

c) la necessità di lavoro straordinario fuori della norma contrattuale,
programmabile a lungo termine.

Saranno altresì oggetto di esame congiunto:

1) nel rispetto della classificazione contrattualmente definita, i ricorsi
in materia di inquadramento presentati in prima istanza dai lavoratori
interessati per il tramite delle R.S.A.;

2) l’eventuale necessità di determinare la priorità nella concessione di
permessi per frequentare corsi di studio (art. 29).

Art. 47 – Accordi integrativi

La contrattazione integrativa, territoriale, provinciale o regionale, potrà
avere luogo a decorrere dal 1° aprile 1990, fermo restando che gli accordi
integrativi territoriali in vigore, siano essi provinciali o regionali,
sono prorogati sino al 31 marzo 1990.

La fascia di contrattazione di detti accordi integrativi va da un minimo
del 3% ad un massimo del 5% della retribuzione tabellare.

Stante il carattere transitorio della presente soluzione negoziale
nell’arco di vigenza del presente CCNL non avrà luogo contrattazione
integrativa sia a livello territoriale che aziendale.

Art. 48 – Controversie

Le controversie individuali – anche se plurime – che sorgessero nello
svolgimento del rapporto di lavoro in relazione all’applicazione del
presente contratto, qualora non venissero conciliate con la Direzione
dell’impresa tramite le rappresentanze sindacali aziendali entro 20 giorni,
verranno sottoposte all’esame delle competenti Organizzazioni degli
imprenditori e dei lavoratori, le quali dovranno pronunciarsi in merito
entro i successivi 40 giorni.

Le controversie collettive sulla interpretazione del presente contratto
saranno esaminate dalle competenti organizzazioni territoriali entro 40
giorni, e, in caso di mancato accordo, da quelle nazionali, le quali
dovranno pronunciarsi in merito non oltre i successivi 50 giorni.

Art. 49 – Diritti sindacali

A) permessi per cariche sindacali ed aspettative

Ai lavoratori che siano membri dei comitati direttivi delle
Confederazioni sindacali, dei comitati direttivi delle Federazioni
nazionali di categoria stipulanti il presente c.c.n.l. e dei Sindacati
provinciali ad esse aderenti, potranno essere concessi compatibilmente
con le esigenze di servizio brevi permessi retribuiti per il disimpegno
delle loro funzioni quando l’assenza dal lavoro venga espressamente
richiesta per iscritto dalle Organizzazioni predette.

Tali permessi saranno concessi per un massimo di giorni 25 all’anno per
ciascuna organizzazione sindacale.

Ove alle dipendenze di una stessa impresa vi siano più lavoratori che ne
possano beneficiare, i permessi che saranno concessi ai singoli si
sommano e nel complesso non potranno comunque superare il massimo di 60
giorni all’anno.

I permessi per i componenti degli organi direttivi sindacali saranno
concessi su esibizione della lettera di convocazione all’impresa almeno
24 ore prima.

Le qualifiche sopra menzionate e le variazioni relative dovranno essere
comunicate per iscritto dalle Organizzazioni predette alle Associazioni
territoriali degli industriali che provvederanno a comunicarle
all’impresa cui il lavoratore appartiene.

Per l’adempimento delle funzioni sindacali di cui sopra nonché per
quelle inerenti a cariche pubbliche elettive potrà essere concesso un
periodo di aspettativa per tutta la durata del loro mandato, durante il
quale il rapporto di lavoro rimane sospeso a tutti gli effetti.

I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto, per
l’espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.

Hanno diritto a tali permessi almeno:

a) un dirigente per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle
unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti della categoria
per cui la stessa è organizzata;

b) un dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti per ciascuna
rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive che
occupano fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui la stessa è
organizzata;

c) un dirigente ogni 500 o frazioni di 500 dipendenti della categoria
per cui è organizzata la rappresentanza sindacale aziendale nelle
unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero minimo
di cui alla precedente lettera b).

I permessi retribuiti per i dirigenti sindacali aziendali non potranno
essere inferiori a 10 ore mensili nelle imprese di cui alle lettere b) e
c) del comma precedente; nelle imprese di cui alla lettera a) i permessi
retribuiti non potranno essere inferiori a due ore e mezza all’anno per
ciascun dipendente.

Il lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al 7° comma deve
darne comnnicazione scritta all’impresa, di regola 24 ore prima, tramite
le rappresentanze sindacali aziendali. I dirigenti sindacali aziendali
hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a
trattative sindacali e a congressi e convegni di natura sindacale, in
misura non inferiore a otto giorni all’anno.

I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma
precedente devono darne comnnicazione scritta all’impresa di regola tre
giorni prima, tramite le rappresentanze sindacali aziendali.

B) Assemblea.

In osservanza dell’art. 20 dello statuto dei lavoratori le aziende
garantiscono l’esercizio del diritto di assemblea nei luoghi di lavoro.

Nell’ipotesi di provata carenza di locali nei luoghi di lavoro,
l’azienda metterà a disposizione altro locale o altra area idonea da
concordare con le strutture sindacali aziendali.

L’assemblea può essere convocata anche dalle organizzazioni sindacali
territoriali delle federazioni dei lavoratori stipulanti il c.c.n.l.

C) Versamento contributi sindacali.

L’impresa provvederà a trattenere sulla retribuzione mensile del
lavoratore che ne faccia richiesta mediante delega scritta, l’importo di
contributi associativi da versare all’Organizzazione sindacale,
firmataria del presente contratto dal lavoratore stesso indicata, nella
misura dell’1% della retribuzione tabellare e indennità di contingenza
per 14 mensilità.

L’impresa non darà corso a quelle deleghe che non contengano gli
elementi riportati nello schema tipo di cui all’allegato C del presente
contratto.

La delega, datata e sottoscritta dal lavoratore, dovrà riportare il mese
di decorrenza.

Nel caso in cui la retribuzione mensile non venga corrisposta non potrà
darsi luogo ad alcuna trattenuta nè al suceessivo recupero.

Ove la delega dovesse pervenire all’impresa oltre il giorno 5 del mese
di decorrenza indicato dal lavoratore, la trattenuta sarà operata
soltanto a partire dal mese successivo a quello di ricevimento senza
attuare alcun recupero per il periodo precedente.

L’eventuale revoca della delega nel corso dell’anno solare dovrà anche
essa essere redatta per iscritto ed indicare il mese a decorrere dal
quale non dovrà più essere effettuata la trattenuta.

Ove la revoca dovesse pervenire oltre il giorno 5 del mese indicato dal
lavoratore, la cessazione della trattenuta avrà effetto dal mese
successivo senza alcun conguaglio.

Sia la delega che la revoca sono atti di libera manifestazione di
volontà e quindi strettamente personali, di conseguenza essi devono
essere singoli e non cumulativi.

Quando la revoca si accompagna una nuova delega sottoscritta a favore di
un’altra Organizzazione sindacale, la data della prima deve essere
anteriore o contemporanea a quella della seconda.

La delega e la revoca saranno consegnate, o fatte pervenire,
dall’interessato all’impresa.

I contributi trattenuti verranno versati mensiimente dall’impresa alla
Organizzazione sindacale interessata.

Art. 50 – Consigli unitari – Rappresentanze sindacali aziendali

Ad iniziativa delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente
contratto possono essere costituiti consigli unitari che avranno le
prerogative, i compiti e la tutela delle rappresentanze sindacali
aziendali.

Quando la costituzione dei consigli unitari non sia possibile possono
essere costituite rappresentanze sindacali aziendali ai sensi degli artt.
19 e 29 della legge 300 – 20 maggio 1970.

Nei casi in cui non è consentito dalla legge n. 300 – 20 maggio 1970 la
costituzione di rappresentanze sindacali aziendali, è fatta comunque salva
la elezione del delegato di impresa ai sensi dell’Accordo Interconfederale
18 aprile 1966.

Art. 51 – Mense aziendali

Le aziende si impegnano a richiedere alle stazioni appaltanti, informandone
le Organizzazioni sindacali, servizi di mensa che possono essere fruiti dai
propri dipendenti le cui prestazioni coincidano con gli orari di erogazione
dei pasti.

Art. 52 – Ambiente di lavoro – Prevenzione degli infortuni e malattie
professionali

Le R.S.A. hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere
la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a
tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

Vengono istituiti:

a) il registro dei dati biostatistici. In esso saranno annotati i dati
biostatistici relativi alle visite periodiche di cui al presente
articolo e alle assenze per infortunio, malattia professionale e
malattia comune; il predetto registro sarà tenuto dall’azienda a
disposizione delle R.S.A.;

b) il libretto sanitario personale nel quale vengono annotati il risultato
dell’eventuale visita medica di assunzione, eventuali visite periodiche
di cui al presente articolo nonché i dati relativi agli infortuni e alle
malattie professionali.

Il libretto è tenuto da ogni singolo lavoratore.

Le annotazioni vanno effettuate da personale medico.

Negli impianti industriali che espongono il lavoratore all’aria soggetta ad
inumidirsi notevolmente (es. lavori di pulizia nei sotterranei, nelle
gallerie, ecc.) i lavoratori devono essere sottoposti a visita medica prima
della loro assunzione per constatare se essi abbiano i requisiti di
idoneità al lavoro al quale sono destinati e successivamente
all’assunzione, ogni anno.

Dovranno essere sottoposti a visita medica trimestrale i lavoratori addetti
all’impiego professionale di antiparassitari contenenti composti organici
del fosforo, gli addetti alla derattizzazione e disinfestazione che siano a
contatto con acido cianidrico, anidride solforosa, solfuro di carbonio.

Dovranno essere sottoposti a visita medica trimestrale i lavoratori addetti
alle operazioni di pulimento con o su materiali piombiferi, o in ambienti
in cui il sollevamento di polvere di piombo possa nuocere alla loro salute.

Saranno sottoposti a visita medica annuale i lavoratori addetti alle
operazioni di pulimento nelle cabine di verniciatura e gli addetti alla
pulizia degli altoforni.

I lavoratori che beneficiano dell’indennità pulizia ambienti radioattivi,
saranno sottoposti a visita medica periodica ogni anno.

La prevenzione degli infortnni e delle malattie professionali ed il
rispetto delle relative norme di legge e di quelle a tal fine emanate dagli
organi competenti costituiscono un preciso dovere dell’impresa e dei
lavoratori.

Il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prescrizioni che,
nell’osservanza delle leggi, gli verranno impartite dall’azienda per la
tutela della salute e dell’integrità fisica.

Art. 53 – Patronati

Gli istituti di patronato delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
stipulanti il presente contratto (INCA-CGIL, INAS-CISL, ITAL-UIL) hanno
diritto di svolgere, ai sensi dell’art. 12 della legge 20.05.1970 n. 300, i
compiti di cui al D.L. del C.P.S. del 29.7.1947 n. 804.

Il lavoratore può prendere contatto con gli istituti di patronato in
azienda durante le pause di lavoro.

L’azienda consentirà l’affissione di comunicati dei patronati sugli albi
murali già esistenti e l’utilizzazione degli stessi locali messi a
disposizione delle R.S.A.

Art. 54 – Norma generale

Per quanto non regolato dal presente contratto si applicano le norme di
legge e degli accordi interconfederali.

Vengono riconfermate le norme dell’art. 4 anche rispetto alle condizioni
del presente accordo.

Art. 55 – Decorrenza e durata

Salvo quanto diversamente disposto nei singoli istituti, il presente
contratto decorre dal 1° maggio 1993 e avrà scadenza al 31 dicembre 1994.

Si intenderà automaticamente prorogato di anno in anno se non sarà disdetto
da una delle parti almeno tre mesi prima della scadenza a mezzo di lettera
raccomandata.

Garanzia del funzionamento dei servizi essenziali

Le parti si danno atto che nell’ambito dei servizi svolti sussistono
attività socialmente utili per la salute, l’assistenza, la funzione
educativa dell’ambiente.

A tal fine convengono sulla necessità di dotarsi di uno strumento di
regolamentazione del diritto di sciopero nelle seguenti aree: la sanità,
l’igiene nei luoghi di degenza privati e pubblici con specifica attenzione
alle sale operatorie, pronto soccorso, ecc…; nelle case di riposo, negli
asili nido e scuole materne, nei servizi aeroportuali e assimilati. Altri
ambiti potranno essere di comune accordo individuati.

A livello territoriale e/o aziendale le parti definiranno criteri, limiti
della normativa di regolamentazione, gli organici minimi e le aree di
intervento per i settori suindicati, al fine di definire i servizi minimi
da garantire in caso di sciopero. Tali intese saranno raggiunte entro il 30
settembre 1993.

In caso di mancato accordo, interverranno le parti a livello nazionale.

TABELLE SALARIALI

Resta inteso che nell’arco di vigenza del presente CCNL non avrà luogo
contrattazione integrativa sia a livello territoriale che aziendale.

+—————————————+
¦ Aumenti ¦ Nuove Retribuzioni ¦
¦ Salariali ¦ Tabellari ¦
+—————————————¦
¦ ¦
¦ Aumento dall’1/5/1993 ¦
¦ ¦
¦1 91.100 ¦ 1.009.700 ¦
¦2 74.600 ¦ 826.600 ¦
¦3S 60.500 ¦ 669.600 ¦
¦3 58.100 ¦ 643.600 ¦
¦4 53.300 ¦ 591.200 ¦
¦5 50.000 ¦ 554.500 ¦
¦6 47.300 ¦ 523.300 ¦
¦ ¦
¦ Aumento dall’1/1/1994 ¦
¦ ¦
¦1 91.000 ¦ 1.100.700 ¦
¦2 74.500 ¦ 901.100 ¦
¦3S 60.300 ¦ 729.900 ¦
¦3 58.000 ¦ 701.600 ¦
¦4 53.300 ¦ 644.500 ¦
¦5 50.000 ¦ 604.500 ¦
¦6 47.100 ¦ 570.400 ¦
¦ ¦
¦ Aumento dall’1/7/1994 ¦
¦ ¦
¦1 91.000 ¦ 1.191.700 ¦
¦2 74.500 ¦ 975.600 ¦
¦3S 60.300 ¦ 790.200 ¦
¦3 58.000 ¦ 759.600 ¦
¦4 53.300 ¦ 697.800 ¦
¦5 50.000 ¦ 654.500 ¦
¦6 47.100 ¦ 617.500 ¦
+—————————————+

Allegato A – lstituzione Osservatorio Nazionale Imprese di Pulizia

Le Parti

premesso di aver preso in considerazione l’attuale situazione del mercato
dei servizi in appalto ed aver in argomento espresso valutazioni negative
collegate, da un lato, alle sempre più numerose irregolarità di vario tipo
che tendono a caratterizzare la gestione (come lavoro nero ed evasioni
contributive, incompleta applicazione delle norme contrattuali collettive,
ribassi significativamente al di sotto anche di minimi livelli di costo del
lavoro nelle gare di appalto, ecc…) e, dall’altro, ai danni
contemporaneamente derivanti sia alle imprese di servizi in regola con
leggi e contratti e sia ai lavoratori di questo comparto produttivo;

considerato di essersi trovate d’accordo, ciascuna parte nell’interesse dei
propri rappresentati, sulla opportunità di promuovere idonee azioni di
difesa, nei confronti della situazione sopra indicata, e di inversione
delle accertate tendenze negative onde restituire al settore una sua più
ampia correttezza;

hanno convenuto di costituire un Osservatorio retto dalle seguenti regole.

- L’Osservatorio è composto da 7 membri effettivi, di cui 4 nominati dalla
parte datoriale (AUSITRA-ANIP; CONFAPI-UNIONSERVIZI; MOVIMENTO
COOPERATIVO; ARTIGIANI) e 3 dalle OO.SS. (FILCAMS-CGIL, FIT-CISL,
UILTRASPORTI), nonché da 7 membri supplenti oltre al funzionario del
Ministero del Lavoro, e costituisce lo strumento del settore per la
ricerca di soluzioni ai problemi evidenziati in premessa, per lo sviluppo
dell’associazionismo e la prevenzione e soluzione dei conflitti, anche
sindacali, di particolare rilevanza e interesse per il settore.

- L’Osservatorio avrà durata di 3 anni dalla firma del presente accordo.
Potrà essere rinnovato con il consenso esplicito di tutte le parti.

- Il funzionamento dell’Osservatorio avviene inizialmente per un periodo di
6 mesi senza oneri e la partecipazione al medesimo da parte di ciascuno è
a titolo gratuito.

- L’Osservatorio opera senza l’osservanza di forme particolari, salvo
quanto potrà essere stabilito dalle parti per regolamentare ed
assicurarne il funzionamento, svolgendo le proprie funzioni con l’unica
condizione dell’accordo, di volta in volta, delle due parti, datoriale e
sindacale.

- L’Osservatorio si riunisce di norma presso il Ministero del Lavoro ogni
qualvolta se ne presenti l’esigenza, su richiesta di una delle parti, e
comunque almeno una volta al mese.

- L’Osservatorio ha il compito di vigilare sul corretto comportamento degli
operatori e dei lavoratori del settore, con il più generale obiettivo di
perseguire la più ampia applicazione dei contratti di lavoro e la più
concreta ottemperanza delle vigenti disposizioni di legge.

A tal fine può prendere in esame anche segnalazioni che provengano da parte
di associati e non.

I membri dell’Osservatorio sono tenuti ad osservare il massimo riserbo su
tutto quanto forma oggetto delle proprie funzioni e nell’esercizio delle
medesime.

- L’Osservatorio effettua, ove ne sia aceertata l’esigenza, monitoraggi,
studi ed analisi dell’andamento del mercato degli appalti e
dell’occupazione, acquisendo anche dati relativi agli operatori del
settore, al numero degli occupati, all’utilizzo del part-time, del
contratto di formazione ecc…

- L’Osservatorio, nell’obiettivo di perseguire una moralizzzione del
settore, ricercherà strumenti e regole per il rispetto generalizzato
delle norme del C.c.n.l. e delle relative intese integrative,
riconoscendo nell’adesione al rispettivo sistema associativo uno
strumento essenziale per lo sviluppo e la gestione delle problematiche
del settore.

- L’Osservatorio provvede, ove si raggiunga l’accordo di tutte le parti, a
segnalare le irregolarità che ritenga motivatamente di riscontrare agli
organi pubblici competenti (Ministeri, Sedi competenti dell’Ispettorato
del Lavoro, Inps, Inail, Magistratura).

- Esso può, anche, inoltrare analoghe comunicazioni ai committenti, sia
pubblici che privati, agli operatori ed ai lavoratori.

- L’Osservatorio prospetta altresì schemi tipo di capitolato d’appalto in
relazione alle diverse tipologie del servizio (pulizie ospedaliere,
servizi presso enti pubblici, pulizie di impianti industriali, ecc…)
per interventi sulla committenza al fine di assicurare una corretta
gestione delle gare, la remuneratività dei canoni e la stabilità
occupazionale.

- Nell’ambito di quanto sopra e di quanto previsto dai vigenti accordi
interconfederali l’Osservatorio elabora proposte in materia di formazione
e qualificazione professionale, all’uopo anche esaminando la concreta
fattibilità con organismi istituzionali competenti di corsi specifici per
particolari qualifiche o tipologie di attività avvalendosi dei contributi
regionali.

- L’Osservatorio, nell’obiettivo di perseguire la qualificazione dei
servizi e la formazione del personale, interverrà anche presso le
competenti commissioni dell’URLMO e del Collocamento per rimuovere
eventuali ostacoli al rispetto delle leggi e degli accordi
interconfederali in materia.

- L’Osservatorio potrà formulare proposte per la soluzione dei problemi
occupazionali che si dovessero manifestare e comunque assumere tutte le
iniziative più opportune per la tutela dell’occupazione.

- L’Osservatorio può invitare a partecipare ai propri lavori, ove sia
concordemente ritenuto opportuno, anche rappresentanti di altri Organi
pubblici di cui sopra e di esperti del settore.

Allo stesso modo, esso può sentire eventuali interessati e/o comunque
coinvolti nelle varie questioni.

- Di ogni decisione verrà redatto un apposito verbale in duplice originale,
uno per ciascuna parte.

- Le parti convengono che entro un anno dalla data della firma della
presente intesa, si incontreranno per una verifica dei risultati
conseguiti e per eventualmente adeguare gli obiettivi e gli strumenti
organizzativi alle mutate e consolidate esigenze determinatesi,
concordando che la pariteticità che caratterizza l’Osservatorio e le sue
attività dovrà essere assicurata anche nella partecipazione alle
eventuali misure di sostegno che dovessero rendersi necessarie.

ANIP-AUSITRA FILCAMS-CGIL
UNIONSERVIZI-CONFAPI FIT-CISL
MOVIMENTO COOPERATIVE UILTRASPORTI
CONFEDERAZIONI ARTIGIANE

Allegato B – CCNL Imprese di Pulizia – Norma per l’applicazione dell’intesa
del 21.5.1993 alle imprese artigiane.

In relazione alla particolarità della situazione esistente nell’
artigianato, derivante dal fatto che in assenza di specifico CCNL di
settore si è dato luogo all’applicazione di diverse normative contrattuali,
le parti convengono che per le imprese artigiane restino invariate le
condizioni economiche e normative riconosciute all’atto della stipula della
presente intesa, fatta eccezione per le norme in essa contenute.

Ne consegue che, per l’applicazione delle regolamentazioni introdotte dalla
presente ipotesi di accordo si dovrà tener conto degli istituti ai quali
tali regolamentazioni si riferiscono, senza che ciò comporti l’automatico
adeguamento agli articoli specificatamente richiamati nell’intesa.

In particolare, per quanto attiene agli incrementi retributivi, questi
verranno erogati in aggiunta alle retribuzioni riconosciute dalle singole
imprese artigiane all’atto della stipula della presente ipotesi,
procedendo, nel caso di aumenti intervenuti a partire dall’1.8.1991 in base
agli accordi o ai contratti collettivi applicati, al relativo
riassorbimento degli importi corrisposti fino a concorrenza.

Le parti stabiliscono altresì di istituire una Commissione che, nel corso
della vigenza della presente intesa, analizzi la situazione complessiva
relativamente all’applicazione di trattamenti economici e normativi
differenziati e definisca nei tempi rapidi possibili modalità per
l’armonizzazione dei vari istituti, al fine di una normalizzazione
complessiva delle condizioni contrattuali nel settore, nonché in vista
della definizione di uno specifico CCNL per le imprese artigiane di
pulizia.

In considerazione di quanto convenuto le parti stabiliscono, infine, che
sempre per l’artigianato, non si procederà, a livello locale, nel corso
della vigenza della presente ipotesi di accordo, alla stipula di diversi
nuovi accordi fra le parti.

Allegato C – Lettera per la richiesta della trattenuta del contributo
sindacale

Spett.le Direzione

Io sottoscritto …………………………………………………..
in qualità di dipendente dell’Azienda ……………………………….
chiedo a Codesta Direzione ai sensi dell’art. 49 del Contratto collettivo
nazionale di lavoro, di trattenere dalle mie competenze ad ogni scadenza
mensile l’1% della retribuzione tabellare e indennità di contingenza e di
effettuare il versamento per mio conto al Sindacato (1)

Distinti saluti

Data, …………………

(1) Indicare l’esatta denominazione dell’Organizzazione sindacale

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