Imprese di pulizia ancora al palo

20/12/2000

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Mercoledì 20 Dicembre 2000

Imprese di pulizia ancora al palo

( NOSTRO SERVIZIO)

Milano. Le "cooperative fantasma": questo è lo scoglio su cui si è arenato il rinnovo del contratto di lavoro degli oltre 400mila addetti delle imprese di pulizia. Quelle cooperative, cioè, sotto la cui ragione sociale si nascondono veri e propri lavoratori dipendenti e non soci in piena regola.

L’estensione del contratto nazionale ai soci-lavoratori, spiegano dalla Filcalms-Cgil, è un problema delicato: i soci per legge possono non aderire al contratto, ma quando si tratta di "finti soci", cioè di dipendenti mascherati, vuol dire escluderli dalle tutele. D’accordo anche la Fise-Confindustria, che al tavolo rappresenta le imprese private: «Si tratta di una battaglia che portiamo avanti da tempo – dice Sandro Di Macco, responsabile della delegazione – per controbilanciare alle gare d’appalto la concorrenza delle cooperative, che possono vantare costi inferiori sui minimi tabellari».

Si oppone, invece, la Confcooperative: «Il socio lavoratore – spiega Massimo Stronati, presidente della Federlavoro eservizi – per principio è un imprenditore. Difendiamo le nostre cooperative, che sono serie, con soci-lavoratori che non hanno bisogno del contratto collettivo ma di una legge specifica, per ora ferma alla Camera». Una impasse politica, questa, interna alla controparte imprenditoriale che potrebbe portare a due tavoli separati.

Soci a parte, la Filcalms denuncia altri problemi: «Le trattative sono sospese – dice il segretario nazionale, Carmelo Romeo – perchè le imprese vogliono abbassare i livelli di tutela dei lavoratori, in un gioco incrociato al ribasso tra cooperative e aziende private. Inoltre voglioni abolire la maggiorazione del 25% sullo stipendio per il lavoro prestato nel sesto giorno settimanale». Risponde la Fise: «Si tratta di una tradizione che va superata: oggi gran parte del lavoro delle imprese di pulizia si svolge il babato, cioè quando gli altri non lavorano».

Per il contratto, scaduto da 20 mesi, i sindacati minacciano uno sciopero nazionale e hanno chiesto la mediazione del Governo. Per ora, i lavoratori si limitano a sospendere lo straordinario.

Intanto, è stato siglato il rinnovo del contratto per il personale artistico, che introduce il part-time e il lavoro a tempo.

Mi.Ca.