Imprese, crescita a rilento

21/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Economia e Politica
Numero 095, pag. 5 del 21/4/2004
Autore: di Filippo Caleri
 
Imprese, crescita a rilento
 
Lo rileva il consueto rapporto Unioncamere. Bene edilizia e attività ricreative.
Nel primo trimestre dell’anno aumento dello 0,14%
 
Crescita quasi piatta per il sistema imprenditoriale italiano nel 1° trimestre del 2004. L’aumento rispetto al trimestre precedente è stato solo dello 0,14%. Il saldo tra le aziende che hanno chiuso i battenti e quelle che hanno iniziato l’attività è stato, infatti, positivo. Ma solo di 6.753 imprese. Sono stati l’edilizia e le attività ricreative i settori più dinamici. Mentre hanno perso colpi il manifatturiero e il commercio. Aumentano in percentuale più che altrove le nuove aziende in Calabria e diminuiscono in Trentino-Alto Adige. Prevale per le nuove realtà imprenditoriali, infine, la forma della società di capitale. È quanto emerge dal rapporto diffuso ieri da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulle iscrizioni e cessazioni di imprese condotta da InfoCamere, la società consortile di informatica delle camere di commercio. I primi tre mesi dell’anno si sono chiusi, dunque, all’insegna della stabilità per il sistema imprenditoriale italiano. Tra gennaio e marzo le nuove iscrizioni al registro delle imprese gestito dalle camere di commercio italiane sono state 113.879, le cessazioni di attività 107.126. E il saldo è stato positivo di 6.753 nuove imprese, con un tasso di crescita, rispetto al trimestre precedente, dello 0,14% (nel 2003 lo stesso periodo si era chiuso con un aumento dello 0,13%).

La rilevazione conferma quanto avviene regolarmente dal 1998. Il saldo attivo delle nuove aziende è da attribuire in gran parte alle società di capitale: la differenza tra quelle cessate e le nuove iscrizioni è pari a 11.427 unità. Un dato che compensa quello negativo delle società di persone (-1.409 unità) e delle ditte individuali (-3.646 unità).

Quanto alla situazione regionale, in valore assoluto i migliori risultati del trimestre si registrano nel Lazio (+2.174 imprese), in Puglia (+1.341) e in Campania (+1.257). I saldi sono invece negativi in Piemonte (-789 imprese), Liguria (-424) e Trentino-Alto Adige (-383). Diversa la situazione se si prendono in considerazione le percentuali di crescita. La classifica vede al comando la Calabria (+0,79% il tasso di crescita del trimestre), seguita dalla Puglia (+0,47%) e dal Lazio (+0,45%). All’estremo opposto si collocano il Trentino-Alto Adige (-0,50%), la Valle d’Aosta (-0,43%) e la Liguria (-0,29%).

L’edilizia e i servizi connessi continuano a rappresentare il settore industriale più dinamico per la crescita delle aziende: 3.534 è il numero delle unità in più registrate a fine trimestre nella sezione Costruzioni del registro delle imprese. Segue quella relativa ad Altri servizi pubblici, sociali e personali, che, tra gennaio e marzo, ha aumentato lo stock di 3.406 unità.

Un risultato interamente determinato dalle attività ricreative, culturali e sportive (+4.203 imprese in tre mesi). La sezione Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca è al terzo posto con una crescita complessiva pari a 2.121 nuove aziende. I processi di ristrutturazione e, in alcuni casi, la crisi internazionale che caratterizza le macro-sezioni Attività manifatturiere e Commercio hanno determinato, nel primo trimestre dell’anno, ulteriori riduzioni degli stock relativi.

Sono così mancate all’appello 4.551 aziende nel settore manifatturiero e 4.277 in quello del commercio. (riproduzione riservata)