Imperia. Turismo e servizi sciopero riuscito

06/05/2003




              IL 50% DI ADESIONI FRA I 5 MILA ADDETTI IN PROVINCIA
              Turismo e servizi sciopero riuscito

              6/5/2003

              IMPERIA
              Un’adesione che supera il 50 per cento: dei 5 mila addetti impiegati nei settori di commercio, turismo e servizi in provincia, almeno uno su due se n’è rimasto a casa. E’ stata alta, secondo le segreterie provinciali di Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs, la partecipazione alla giornata di agitazione indetta ieri a livello nazionale, dato che il contratto di categoria è scaduto da oltre un anno. Vista l’importanza del comparto in un distretto che fa dell’accoglienza la sua carta vincente, si tratta di un segnale importante in Riviera. Commentano i segretari imperiesi Marengo, Bosio e Gullone: «Il risultato ottenuto è indicativo dello stato di disagio del settore: la concomitanza dello sciopero con altre iniziative non ci ha permesso di organizzare molte assemblee nei luoghi di lavoro, ma nonostante ciò l’adesione è stata altissima». I risultati? «In quasi la totalità delle mense non sono stati distribuiti i pasti, molti approdi turistici hanno dovuto ridurre i servizi, mentre per i ristoranti, essendo il lunedì giornata di turno di chiusura, le ripercussioni sono state minori. Il sacrificio finanziario che la protesta comporta non ha scoraggiato i lavoratori che temono per il loro futuro. In una provincia che sta perdendo la vocazione turistica si continuano a chiudere esercizi, si ricorre in modo preoccupante al lavoro nero, non si impedisce il degrado ambientale e si privilegiano scelte speculative improntate al turismo residenziale, sostituendo agli alberghi con contenitori abitativi che non portano alcun beneficio occupazionale».
              Lo sciopero ha visto riuniti sotto un unico scontento chi opera in alberghi, campeggi, bar, stabilimenti balneari, imprese di viaggio, impianti sportivi, porti e sale Bingo. L’agitazione prevedeva il blocco di tutto il turno lavorativo e quindi colpiva «al cuore» le attività turistiche.
              Proseguono i sindacalisti: «La chiusura di decine di strutture alberghiere, la necessità di adeguamento per moltissime delle rimaste rispetto alla mutate esigenze del mercato, la viabilità, la mancanza di parcheggi, l’impoverimento del sistema ambientale ci spingono a proporre una Conferenza dei servizi con compiti di analisi, monitoraggio e progettazione in grado di trovare soluzioni per lo sviluppo del comparto, anche a seguito della prossima chiusura delle Apt e della nuova legge in materia di promozione turistica che la Regione promulgherà fra breve tempo».

              e. f.