Immigrazione, sfida in maggioranza

02/11/2001

INDICE EDIZIONI
Giovedì 1 Novembre 2001


DURA POLEMICA
Immigrazione, sfida in maggioranza

Il «senatùr» e Fini: nessuna sanatoria, neanche per le colf. Ma il Biancofiore insiste

EMANUELE IMPERIALI
L’immigrazione scuote le certezze del governo di centrodestra. E apre un fronte polemico che non è destinato ad assorbirsi facilmente. Dopo l’aut aut di Umberto Bossi, «il testo di legge è blindato, non voglio trattare, siamo d’accordo, noi leghisti, Forza Italia e An», scatta una dura reazione dei cattolici centristi della Casa delle Libertà. «È vero che il consiglio dei ministri ha varato all’unanimità la legge – ricorda al ministro per le Riforme Istituzionali quello dei Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, del Ccd – Ma all’unanimità abbiano anche deciso di rimettere al Parlamento la possibilità di aggiungere norme».
Chi ha ragione? Chi ha torto? E, soprattutto, qual è il vero motivo del contendere? Una forma di sanatoria mascherata per consentire a decine di migliaia di famiglie italiane di regolarizzare i rapporti con il lavoratore o la lavoratrice extracomunitari impegnati come collaboratori familiari o nell’assistenza agli anziani. I centristi del Polo, ma anche dell’Ulivo, e la sinistra, sono favorevoli a regolarizzare queste colf, che hanno un proprio lavoro, un proprio reddito, un alloggio e che potrebbero così lavorare alla luce del sole, consentendo anche all’Inps di recuperare i contributi previdenziali oggi evasi. C’è una discreta ma autorevole pressione in tal senso della Chiesa cattolica, e di alcune sue strutture come la Caritas, la quale ha collocato molte di queste lavoratrici giunte clandestinamente in diverse famiglie, a sanare queste situazioni di irregolarità. Compiendo un atto di giustizia.
«Se il ministro Bossi ritiene superato quest’accordo – attacca Giovanardi – è giusto ridiscutere l’intera materia in consiglio dei ministri». Altro che ricorso al voto di fiducia, come minaccia Bossi. «Non ho ben capito se parla Bossi o l’incredibile Hulk – ironizza il presidente del Ccd, Marco Follini – Il Parlamento è fatto per legiferare e nel centrodestra nessuno di noi si sente figlio di un dio minore». «Qualche modifica va fatta – rincara la dose il leader del Cdu e ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione – Quanto alla sanatoria per gli immigrati, se facciamo emergere il lavoro nero va bene perchè è coerente con la linea generale del Governo». Tocca al forzista Enrico La Loggia tentare di mediare tra i contendenti: «In linea di principio Bossi ha ragione – spiega il ministro per gli Affari regionali – il testo sull’immigrazione può essere considerato blindato, ma è ovvio che se emergeranno idee brillanti e migliorative ne discuteremo tra noi e con l’opposizione». Il classico ”un colpo al cerchio e uno alla botte”. Il momento dello scontro è rinviato al dibattito nelle aule parlamentari.