Immigrazione. Sanatoria solo a rapporti stabili

23/09/2002




22 settembre 2002


NORME E TRIBUTI
Sanatoria solo a rapporti stabili

Immigrazione – Il Welfare conferma l’interpretazione restrittiva del Viminale


La circolare del ministero del Lavoro n. 50/2002 (pubblicata sul Sole-24 Ore di ieri) getta luci su diversi argomenti, come i periodi di occupazione precedenti il 9 settembre scorso o i rapporti di lavoro anteriori al 10 giugno, pur lasciando dubbi su molti aspetti. È il caso, pertanto, di sottolineare alcune delle novità.
Periodo di occupazione precedente il 9 settembre 2002. Il ministero del Lavoro conferma l’interpretazione restrittiva degli Interni. La regolarizzazione è possibile solo se il rapporto di lavoro era già in essere al 10 giugno 2002 e si è poi svolto con continuità fino alla data di entrata in vigore dei due provvedimenti. Nessun riferimento nella circolare (anche se probabilmente è più di competenza del Viminale) sulla necessità o meno di dimostrare, al di là della dichiarazione di responsabilità del datore di lavoro, l’esistenza del rapporto al 10 giugno.
Verifiche dei trattamenti economici e normativi. Tra i compiti che il ministero affida ai suoi uffici periferici c’è anche quello di controllare la correttezza dei dati e delle condizioni contrattuali indicate nella domanda di emersione e della corrispondenza dell’orario settimanale alla retribuzione evidenziata. Al riguardo il ministero anticipa alcuni principi ai quali occorre fare attenzione nel momento in cui si presenta la domanda. In tema di classificazione contrattuale di lavoratori domestici, prima di tutto, il Lavoro ha precisato che, per le badanti, il livello non può essere inferiore al secondo e per le colf, non inferiore al terzo. Questo significa che, coerentemente con il principio secondo il quale la retribuzione non può essere inferiore a quella stabilita dai contratti collettivi, l’importo minimo di 439 euro copre, per i lavoratori non conviventi, una prestazione settimanale di 24 ore e 22 minuti settimanali per le badanti, e di 33 ore e 22 minuti settimanali per le colf. Per le prestazioni superiori occorrerà garantire un trattamento economico superiore applicando le tabelle allegate alla stessa circolare ministeriale. Se invece il lavoratore è convivente i limiti sono diversi. Se il rapporto è a tempo pieno, ad esempio, il problema si pone solo per le badanti, il cui trattamento economico minimo (secondo livello) è di 526,66 euro, mentre per le colf l’importo minimo previsto di 439 euro è già superiore al minimo contrattuale (405,59 euro). Per quanto riguarda i lavoratori subordinati, la legge non prevede un trattamento economico minimo. Ma anche in questo caso, tenuto conto che il lavoratore deve essere in possesso di mezzi sufficienti per il proprio mantenimento, il ministero ha stabilito che l’eventuale contratto a tempo parziale non può prevedere una prestazione inferiore a 20 ore settimanali.
Rapporto di lavoro dal 10 settembre 2002.
Il ministero conferma, in coerenza con l’articolo 2126 del Codice civile, che per il periodo successivo al 10 settembre, anche se il contratto di soggiorno non dovesse essere stipulato per motivi ostativi previsti dalla normativa vigente, sono dovuti i contributi previdenziali e i premi assicurativi. Il ministero non fa riferimento a tempi o modalità particolari, pertanto si ritiene che nel caso in cui il datore di lavoro decida di procedere alla regolarizzazione e indipendentemente da quando viene presentata o se viene accettata, il rapporto di lavoro successivo al 10 settembre deve essere gestito sulla base delle disposizioni di carattere generale applicabili ai rapporti di lavoro subordinato. In particolare si ritiene che i lavoratori da regolarizzare, devono essere registrati sul libro matricola e che alla fine del mese di settembre, deve essere elaborato il cedolino paga e devono essere versati i relativi contributi previdenziali e le ritenute fiscali entro il 16 ottobre, unitamente a quelli degli altri lavoratori. Un diverso comportamento (per esempio attendere la definizione contrattuale) potrebbe comportare l’applicazione delle sanzioni per tradivo versamento dei contributi e delle ritenute in quanto la non punibilità è prevista fino a tutto il 9 settembre. Ovviamente se si elabora il cedolino paga per tutto il mese di settembre, dovrà essere escluso dall’imponibile previdenziale il compenso relativo al periodo dal 1° al 9, in quanto i relativi contributi sono compresi nel versamento forfettario di 700 euro.

Nevio Bianchi