Immigrazione: proroga a doppia via per il sommerso

05/09/2002






      NORME E TRIBUTI
      IMMIGRAZIONE
      Giovedì 5 settembre 2002
      Proroga a doppia via per il sommerso

      Ministeri divisi sul decreto legge che il Governo dovrà varare domani insieme alla regolarizzazione degli extracomunitari dipendenti


      ROMA – Proroga a doppia via per l’emersione dal lavoro sommerso: a fine dicembre la procedura automatica, a febbraio-marzo 2003 quella progressiva. Sarà questa, con ogni probabilità, la via d’uscita per superare l’impasse che si è creata ieri presso la presidenza del Consiglio, durante la lunga e difficile riunione dei tecnici del ministero del Welfare, dell’Economia e dell’Interno. Una riunione terminata per molti aspetti con un nulla di fatto e con la proposta – se non la predisposizione – di testi alternativi da portare domani in Consiglio dei ministri. Dove sicuramente entrerà, come previsto dalla convocazione ufficiale, il decreto legge con la regolarizzazione degli extracomunitari irregolarmente occupati come lavoratori dipendenti. Ma l’intero provvedimento, allo stato attuale, potrebbe uscire dal Consiglio dei ministri in almeno quattro vesti.
      Il primo testo. La prima veste è la più scarna e corrisponde solo in parte alla linea del ministro del Lavoro, Roberto Maroni, sostenuto da tutta la Lega. In questo caso il testo consente la regolarizzazione solo degli extracomunitari a favore dei quali venga stipulato un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il provvedimento contiene anche una norma che precisa che l’immigrato – per essere messo in regola – deve avere lavorato per tutta la durata dei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della sanatoria. E questo vale anche per le colf e le badanti, come successivamente confermerà una circolare ministeriale. Questa prima ipotesi è la più scarna perché non contiene, come invece vorrebbe il ministro Maroni, le modifiche e la proroga delle norme con l’emersione dal sommerso. Contrario al differimento è infatti il ministero dell’Economia e delle finanze, che punta a chiudere i conti nel termine stabilito (30 novembre 2002). Al massimo – hanno detto ieri i tecnici dell’Economia – la proroga potrebbe essere concessa soltanto per un mese, e dunque a fine dicembre.
      Il secondo testo. Ed ecco la seconda, possibile veste del provvedimento di regolarizzazione. Oltre alla disciplina voluta da Maroni sugli extracomunitari lavoratori dipendenti, in questo caso il testo prolunga anche i termini del sommerso. Senza istituire però i Cles (Comitati per il lavoro e l’emersione dal sommerso), né introdurre altre modifiche, visto il poco tempo a disposizione e la breve durata del differimento. Ma il ministero del Lavoro spinge per una proroga più lunga (a febbraio-marzo 2002) e allora la via d’uscita potrebbe essere un’altra ancora.
      Il terzo testo. Ferma restando la regolarizzazione degli extracomunitari, per rispettare le promesse fatte alle parti sociali all’atto dell’approvazione dell’avviso comune (24 luglio) Maroni vuole riaprire i termini del sommerso e ampliarne i benefici per chi vi farà ricorso. Il contrasto con il ministero dell’Economia potrebbe così essere risolto prevedendo una doppia proroga: a fine dicembre per la procedura automatica, a febbraio-marzo del prossimo anno per quella progressiva. E in questo caso i Cles potrebbero utilmente essere istituiti. Ministero dell’Interno permettendo, però.
      Il quarto testo. Già, perché all’incontro di ieri i tecnici del Viminale hanno manifestato una serie di perplessità sui Comitati, soprattutto per avere a più riprese lavorato e investito per istruire i sindaci (di cui i Cles prenderebbero in pratica il posto) sulla procedura di emersione. La presa di posizione del ministero dell’Interno non si limita inoltre al sommerso. Sugli extracomunitari, infatti, la tesi sostenuta dai collaboratori del ministro Giuseppe Pisanu è molto meno restrittiva rispetto a quella di Maroni. Sia sul fronte dei contratti da stipulare dopo la regolarizzazione, sia sulla durata dell’attività prima della sanatoria. Il Viminale vorrebbe aprire anche ad altri tipi di contratto e consentire la messa in regola, magari solo in determinate ipotesi, anche a chi ha lavorato irregolarmente alle dipendenze di un datore di lavoro (anche domestico) per un periodo di tempo inferiore ai tre mesi.
      Carmine De Pascale
      Marco Peruzzi