Immigrazione, non c’è accordo nel governo sulla «sanatoria delle colf»

23/01/2002






Il capogruppo della Lega: la Casa delle Libertà rischia di spaccarsi. Buttiglione: disumano cacciare chi è senza permesso

Immigrazione, non c’è accordo nel governo sulla «sanatoria delle colf»


Ieri la legge ha iniziato la sua maratona in Commissione affari costituzionali del Senato

      ROMA – Sull’immigrazione è ancora battaglia all’interno della maggioranza. E la prova sta nel fatto che nonostante la nuova legge di riforma della Turco-Napolitano sia già arrivata in commissione al Senato, il governo non ha ancora preparato il provvedimento che dovrebbe servire a regolarizzare, a seconda delle versioni, solo le colf oppure tutti i lavoratori in nero, compresi quelli impegnati nelle campagne e nei cantieri. Ieri la Lega è andata all’attacco con il capogruppo alla Camera, Alessandro Cè: «Sull’immigrazione la Casa delle Libertà rischia di spaccarsi». Ovviamente nell’occhio del ciclone è il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione convinto che si debba concedere il permesso di soggiorno a tutti coloro che dimostrano di svolgere un lavoro in Italia. Secondo Cè si tratta di dichiarazioni «che non vanno assolutamente bene». Ma il leader del Cdu insiste: «Se la filosofia della legge prevede che la regolarizzazione sia legata al lavoro, ciò deve valere non solo per chi deve venire in Italia, ma anche per chi ha già un impiego. Mandarli via sarebbe ingiusto e disumano». E, soprattutto, Buttiglione conferma che sull’argomento esiste «un preciso accordo di governo con Bossi e Fini».
      Intanto la legge ha cominciato ieri la sua maratona in Commissione affari costituzionali del Senato dove il centrosinistra ha presentato oltre mille emendamenti. L’Ulivo approfitta della lite interna al centrodestra per lanciare i suoi affondi. Ma c’è anche chi applaude alla posizione di Buttiglione come il capogruppo della Margherita al Senato Willer Bordon: «Finalmente si ascoltano voci sensate all’interno della maggioranza. Non è un caso che provengano dal mondo cattolico». E approfitta Bordon per dichiararsi pronto «a migliorare la normativa attuale in Parlamento se si mettono da parte le posizioni oltranziste di chi vuole buttare tutti gli immigrati a mare». Un segnale di dialogo. Ma non sarà facile per il centrosinistra rinunciare alla preziosa arma dell’ostruzionismo per far valere almeno una parte delle sue controproposte.
      Del resto non tutta la maggioranza punta a distendere il clima, come testimoniano le dichiarazioni «militanti» della Lega. Una prova delle difficoltà di fronte alle quali si trova la Casa delle Libertà sta nel fatto che il governo non è ancora riuscito a mettere a punto il provvedimento sulla regolarizzazione. Il ministro del Welfare Roberto Maroni ha già spiegato di essere favorevole a una «mini-sanatoria», cioè solo per le cosiddette colf «badanti» (che assistono anziani e malati), ma oltre al Ccd-Cdu anche una parte di An è convinta che la regolarizzazione debba essere «molto più ampia», come sostiene il responsabile della materia per il partito, Gian Paolo Landi di Chiavenna. E così sarà necessario nei prossimi giorni un nuovo confronto all’interno del centrodestra.
Roberto Zuccolini


Interni