Immigrazione, legge entro febbraio e “senza sanatorie”

08/01/2002





 
   



Immigrazione, legge entro febbraio e "senza sanatorie"
Il ministro Maroni fa il duro ma ammette "qualche eccezione". L’opposizione contesta, e il 19 tutti in piazza a Roma
M.D.C.

Sarà approvata al più presto, forse già entro febbraio, la nuova legge sull’immigrazione. Almeno questa è l’intenzione del governo, enunciata ieri ai microfoni di Radio Vaticana dal ministro del Welfare Roberto Maroni. In questo modo, "a maggio potremo procedere a emanare il decreto sui flussi migratori". Che prevederà eccezioni specifiche per lavoratori stagionali e per chi svolge lavori socialmente rilevanti. Ma non si tratterà di una sanatoria, garantisce Maroni, preoccupato delle ripercussioni all’interno del proprio elettorato di un’eventuale linea morbida del governo sulla questione: "Resta chiaro – ha detto – che chi è entrato in Italia irregolarmente ha violato le leggi e l’accordo di Shengen, e che il governo vuole porre fine a regolamentazioni postume perché questo favorisce gli ingressi irregolari". Per cui gli emendamenti alla legge non dovranno "intendersi come una sanatoria". Le eccezioni, secondo Maroni, terranno conto del disagio della famiglia che offre il lavoro e non della presenza dell’immigrato in Italia prima di una certa data. Inoltre, dovrebbero essere regolarizzati anche i lavoratori stagionali, per i quali si sta "studiando la situazione e le necessità con le associazioni di categoria".
Le dichiarazioni del ministro hanno provocato la dura reazione dei Verdi, che con il capogruppo al Senato Stefano Boco hanno giudicato "deliranti e illecite" le affermazioni. "E’ quasi imbarazzante rispondere al ministro Maroni, che dice di occuparsi dei lavoratori immigrati privi del permesso di soggiorno, quando ipotizza di scegliere una categoria da regolarizzare piuttosto che un’altra", ha detto Boco. E ancora: "Forse il ministro propone che un pizzaiolo che ha il datore di lavoro che vuole dichiararlo deve essere dichiarato come colf? Sarebbe, ovviamente, una dichiarazione falsa che, oltretutto, danneggerebbe le casse dell’Inps. Oppure il ministro vuole incitare gli immigrati privi di soggiorno a trovare dei truffatori che, a pagamento, li dichiarino come domestici?".
Intanto l’Arci invita alla mobilitazione per il 19 gennaio a Roma, dove si svolgerà la manifestazione nazionale per i diritti degli immigrati, che sarà "solo la prima tappa di una campagna vasta e unitaria contro il razzismo e per i diritti di tutti". Secondo il presidente nazionale Tom Benetollo, "la manifestazione sarà un momento decisivo per la creazione di un largo e plurale movimento in difesa della convivenza civile e della democrazia".