Immigrazione, la Lega attacca ma l´Udc resiste

11/09/2002


        (Del 11/9/2002 Sezione: Interni Pag. 12)
        I COMITATI DEI CITTADINI DENUNCIANO TRUFFE: «4500 EURO PER UN CONTRATTO FINTO»
        Immigrazione, la Lega attacca ma l´Udc resiste
        Distribuiti dalle Poste i primi 8500 kit. Nessuna protesta per le impronte

        ROMA
        Mentre sul piano politico non mancano attacchi e contrattacchi, su quello operativo la prima giornata per la regolarizzazione e il tanto sospirato permesso di soggiorno si è conclusa all´insegna della civiltà e della pazienza. Nella capitale, tra gli immigrati non c´è stata alcuna protesta per il rilevamento delle impronte digitali di chi ha richiesto il rilascio o il rinnovo del documento. L´operazione, affidata alla polizia scientifica, viene eseguita grazie a un kit per la lettura elettronica oppure secondo il metodo tradizionale del tampone a inchiostro. Un ringraziamento alla efficiente rete degli uffici postali e alla preparazione accurata di funzionari e dipendenti delle Poste, è stato espresso dal ministro del Welfare, Roberto Maroni. Il ministro, inoltre, ha annunciato di aver già dato avvio alla procedura di consultazione per la definizione dei contenuti del decreto flussi per l’anno 2003, «con l’obiettivo di sanare il provvedimento entro un anno» Negli uffici postali non c´è stato il temuto assalto da "primo giorno" per la regolarizzazione di colf e badanti e degli stranieri che lavorano in nero nelle imprese. I moduli distribuiti sono stati 8.500, 7.000 kit bianchi per colf e badanti e 1. 500 blu per i lavoratori. Qualche preoccupazione, semmai, viene espressa da Cgil e associazioni di immigrati che, in Liguria, denunciano i primi casi di «licenziamenti sospetti da parte dei datori di lavoro». I kit che da ieri si possono riconsegnare, compilati, alle poste, contengono la dichiarazione di impegno a stipulare il contratto con un lavoratore extracomunitario e un bollettino per il pagamento di 330 euro per colf e badanti e 800 per lavoratori di imprese, quali contributi forfettari. Il versamento servirà di fatto a bloccare la posizione dell’ immigrato in attesa che la sua pratica venga esaminata. «Sappiamo di datori di lavoro – denuncia, però, Claudio Porchia, segretario della Cgil di Imperia – che, piuttosto di pagare, hanno licenziato i propri dipendenti. Casi simili si registrano un po´ dovunque, trasversalmente a tutti gli ambienti di lavoro». Diversa la situazione in Veneto, dove sono gli stessi datori di lavoro a chiedere più braccia straniere. Per gli industriali veneti, il decreto sulla regolarizzazione degli immigrati lavoratori deve essere modificato in sede di approvazione parlamentare. Lo ha dichiarato il loro presidente, Luigi Rossi Luciani, per il quale una sanatoria più ampia favorirebbe meglio la lotta al sommerso. Gli industriali, infatti, si erano attivati con la Regione Veneto per prevedere, in via sperimentale, una quota di lavoratori su base regionale. Rossi Luciani ritiene che siano necessarie alcune misure urgenti: da una parte, l’attuazione del Patto per l’Italia per aumentare la percentuale della popolazione attiva rispetto a quella in età lavorativa; dall’altra, il favorire una migrazione interna dei lavoratori. «Ma questo – ha concluso – non sarà sufficiente, perché avremo bisogno di lavoratori che vengano da fuori Italia». C´è poi chi, come il Comitato del quartiere del Carmine, a Brescia, lancia l´allarme sul pericolo truffe, rendendo noto il "listino prezzi" dei documenti falsi che vengono venduti agli immigrati per uscire dal sommerso. I Comitati di cittadini hanno diffuso un comunicato per spiegare che un contratto di lavoro può costare fino a 4.500 euro, un domicilio 400 euro, una mediazione 1.000 euro e il pagamento dei contributi 800 euro. Uno sfruttamento della «disperazione di centinaia di immigrati», praticato da «un capolarato mafioso», con la complicità di datori di lavoro. Per aiutare gli immigrasti a orientarsi, tra diritti e doveri, da oggi sarà attivo un numero verde: 800298298.
        Daniela Daniele