Immigrazione. Il contratto parte dal 10 settembre

16/09/2002

14 settembre 2002



NORME E TRIBUTI

IMMIGRAZIONE



Il contratto parte dal 10 settembre


ROMA – Il contratto di soggiorno e tutti gli obblighi legati allo svolgimento del rapporto di lavoro decorrono dal 10 settembre 2002. Lo chiarisce il ministero del Lavoro nella bozza di circolare su «dichiarazione di emersione di lavoro domestico irregolare e dichiarazione di legalizzazione di lavoro non domestico irregolare» che sarà diffusa all’inizio della prossima settimana. Il contratto di soggiorno è di due tipi: uno per colf e badanti, e uno per gli altri lavoratori dipendenti. In entrambi viene richiesto l’orario di lavoro. Per ogni singolo caso – spiega la bozza di circolare – «il modello contrattuale sarà fornito all’operatore della direzione provinciale del Lavoro dal terminalista che le Poste italiane metteranno a disposizione dello sportello polifunzionale» attivato presso tutte le prefetture. Al momento della stipula l’operatore dovrà controllare: i documenti di identità del datore di lavoro e del lavoratore extracomunitario; insieme con le parti, la correttezza dei dati e delle condizioni già compilate; in particolare, per la verifica dei minimi retributivi contrattuali, all’operatore saranno fornite apposite tabelle su supporti magnetici; farà completare alle parti le clausole contrattuali eventualmente ancora in bianco; farà apporre alle parti l’indicazione del luogo e della data, nonché la sottoscrizione. La bozza di circolare ministeriale ricorda anche che per la regolrizzazione dei domestici il reddito dell’extracomunitario non può essere inferiore a 439 euro e conferma che può essere conseguito anche con una pluralità di rapporti. In questi casi ciascun datore di lavoro dovrà presentare la propria dichiarazione alla Posta specificando nel modulo l’importo dello stipendio e le ore di lavoro prestate: nel modulo è prevista una casella dove è scritto «occupato presso n. … datori di lavoro. E mentre la somma delle cifre corrisposte dai vari datori di lavoro non può essere inferiore a 439 euro, il contributo forfettario (290 euro più 40 di spese) dovrà essere versato per intero da ciascuno di loro. Le singole dichiarazioni di emersione dovranno essere presentate in Posta in un’unica volta, magari da un singolo datore di lavoro. L’operatore potrà così raccoglierle insieme e spedirle in un solo plico alla prefettura competente. Quest’ultima inviterà tutte le parti coinvolte a firmare il contratto di soggiorno nella stessa data e presso un unico sportello. La bozza di circolare precisa ancora che «saranno stipulati tanti contratti quanti sono i datori di lavoro e sarà concesso, naturlamente, un unico permesso di soggiorno». Infine, le spese di viaggio in caso di rientro nel Paese di origine saranno a carico di tutti i datori di lavoro ciascuno per la sua quota.