“Immigrazione” Cancellato il visto turistico

31/01/2007
    mercoledì 31 gennaio 2007

    Pagina19 – Cronaca

    ALLO STUDIO LE MODIFICHE ALLA LEGGE BOSSI-FINI SULL’IMMIGRAZIONE

      Cancellato il visto turistico

        Il Viminale:
        «Recepiamo solo
        una direttiva Ue
        Sarà come negli Usa»

          Francesca Paci

            TORINO

            L’Italia si appresta a mandare in pensione il visto turistico: d’ora in poi per rimanere nel nostro Paese meno di tre mesi basterà un’autocertificazione. E’ solo una delle modifiche alla legge Bossi-Fini, annunciata ieri dal ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero. E, a suo dire, neppure delle più rivoluzionarie: «Niente a che vedere per esempio con l’autosponsorizzazione, la possibilità per una certa quota di persone l’anno di venire nel nostro Paese a cercare lavoro». Ma per il centrodestra, ipersensibile al tema delle frontiere, rappresenta assai più d’un emendamento, è il simbolo della politica ulivista delle porte «indiscriminatamente aperte all’immigrazione».

            «Gran parte dei clandestini entrano in Italia con il permesso turistico e si trattengono illegalmente», accusa il senatore di Alleanza Nazionale Alfredo Mantovano. Pensa a quei circa 200 mila irregolari attualmente stimati in Italia, «di cui almeno conosciamo le generalità perché l’ingresso è avvenuto con un visto». L’autocertificazione, aggiungono i senatori leghisti Piergiorgio Stiffoni, Ettore Pirovano e Massimo Polledri, «impedisce la verifica dell’identità». E preoccupa gli apocalittici: «Se tutti sono turisti chi finirà più nei Cpt?».

            «E’ una polemica basata sul nulla», replica il ministro per la Solidarietà. «Recepiamo una direttiva europea che mette l’Italia nelle stesse condizioni degli Stati Uniti. Ai fini della violazione della legge non cambia niente: se a permesso scaduto lo straniero non se ne va, diventa clandestino ugualmente».

            Al centrodestra non basta. E non basta neppure la spiegazione del ministro dell’Interno Giuliano Amato: «Si tratta di un obbligo comunitario, l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia». Mantovano annuncia ostruzionismo: «E’ un emendamento che ci pone fuori dall’Europa perché abolisce la nozione stessa di clandestinità».

            Abolire la nozione di clandestinità? «Questa sì che sarebbe una rivoluzione», commenta Mohammad, magrebino, responsabile di uno degli sportelli immigrazione di Torino. Ma è assai meno ottimista del ministro Ferrero: «Altro che la Lega, saranno le ambasciate italiane a bloccare l’emendamento. I visti sono un bel business: buona parte dell’introito dei consolati viene da lì, 70 euro per ciascun permesso turistico che finiscono direttamente in cassa…».