Immigrazione, alta tensione fra i Poli

18/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    L’Ulivo attacca la Lega ma Bossi chiarisce: clandestini non vuol dire terroristi – Swg: stranieri «risorsa» per il 54% degli italiani

    Immigrazione, alta tensione fra i Poli
    Maroni: no a sanatorie, per le colf si vedrà – D’Alema: questa riforma produce criminalità
    Mariolina Sesto
    (NOSTRO SERVIZIO)
    ROMA – L’immigrazione si conferma più che mai terreno di scontro fra maggioranza e opposizione. Alle critiche sulla nuova legge messa a punto dal Governo, ieri si sono aggiunte le accuse dell’opposizione a una parte della maggioranza, individuata in primo luogo nella Lega, di fomentare atteggiamenti razzisti creando degli accostamenti tra immigrazione e terrorismo. La giornata si è aperta con un vivace scambio di battute tra il capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante e il ministro del Lavoro Roberto Maroni che hanno partecipato alla presentazione di una ricerca sull’immigrazione dell’istituto People-Swg. «Il dibattito sull’immigrazione capita in un momento rischioso – ha ammonito Violante, facendo riferimento alla strage di New York – ma bisogna stare attenti a evitare toni da guerra religiosa che irrigidiscono gli spiriti». «Le guerre di religione arrivano da Kabul, non certo dall’Italia» è stata l’immediata replica di Maroni. Al ministro del Lavoro è toccato poi chiarire la posizione della Lega in tema di immigrazione e terrorismo dopo che, domenica, a una manifestazione del Carroccio a Venezia erano circolati volantini in cui veniva formulata l’eguaglianza tra immigrati clandestini e terroristi. «L’uguaglianza "clandestino uguale terrorista" non la fa Borghezio – ha precisato Maroni – ma una parte di cittadini che vede entrare in casa immigrati che li derubano, violentano, a volte ammazzano. Poi qualcuno fa confusione e pensa anche ad altri che dirottano aerei e mettono bombe. L’uguaglianza è facile, non giustificabile, ma comprensibile». Sulla questione ha messo in serata un punto fermo lo stesso leader della Lega. Intervenendo a una trasmissione su Telelombardia, Umberto Bossi ha dichiarato: «Quel volantino l’ho visto, sono tutte stupidaggini e non ne so niente, e comunque non è il pensiero della Lega». Invita in ogni caso a tenere alta la guardia sull’immigrazione clandestina il sottosegretario all’Interno di Forza Italia Antonino D’Alì che avverte: «Laddove assistiamo a continui afflussi di immigrati come quei novecento arrivati in Calabria è facile che ci siano possibili componenti di reti terroristiche». La presentazione della ricerca People-Swg, i cui dati dimostrano un aumento degli italiani favorevoli all’immigrazione (definita «una risorsa» dal 54% degli intervistati), è stata anche l’occasione per tornare a parlare del Ddl licenziato dall’ultimo Consiglio dei ministri. Il ministro Maroni ha ribadito il suo «no» a eventuali sanatorie, pur aprendo uno spiraglio per quella parte di immigrati impiegata come colf. «Sulla questione degli immigrati impegnati nell’attività di cura e assistenza – ha spiegato Maroni – non abbiamo ancora trovato una soluzione. È certamente un mondo da investigare cercando di far emergere il sommerso probabilmente intervenendo non tanto sulla legge sull’immigrazione quanto sui contratti». Maroni ha poi affrontato uno snodo importante quale è l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro immigrato. Per il ministro «le strutture periferiche del governo non sono attrezzate per gestire l’avvio di extracomunitari al posto di lavoro». Il responsabile del Welfare ha infine annunciato che «è in corso un’indagine sugli uffici provinciali dell’impiego e se i numeri saranno consistenti come credo, prima di far entrare nuovi cittadini bisogna avviare al lavoro chi già c’è». Piovono intanto le critiche al Ddl dall’opposizione, a cui si aggiungono gli strali dell’Arci e della Cisl. Il presidente dei Ds Massimo D’Alema insorge contro l’introduzione del reato di immigrazione clandestina: «È una misura dannosa – attacca – produce criminalità e clandestinità invece di combatterle». Intanto l’ex ministro per gli Affari sociali Livia Turco preannuncia il voto contrario dei Ds alle norme. Secondo la parlamentare il difetto maggiore della legge consiste nel fatto che non sia stata prima discussa con le Regioni. Anche la Cisl si schiera tra i contrari. «Il progetto di riforma del Governo – sostiene il responsabile delle politiche migratorie Oberdan Ciucci – non è frutto di confronto preventivo con il sindacato e con le associazioni degli immigrati. C’è solo la falsa illusione di assecondare una parte di opinione pubblica intollerante». Dall’Arci viene invece la richiesta di una immediata convocazione della Consulta per l’immigrazione istituita presso la presidenza del Consiglio. www.ilsole24ore.com/politica
    Martedí 18 Settembre 2001
 
   
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