Immigrazione: all’Ikea vince l’inserimento delle donne

28/06/2006
      DEL LUNED�
    luned� 26 giugno 2006

    ECONOMIA/IMMIGRAZIONE – Pagina 19

    Concertazione – Intesa tra Comune, sindacati e non profit

      All’Ikea vince l’inserimento delle donne

        Rita Fatiguso

          Ikea Italia, branch della multinazionale dell’arredamento notoriamente sensibile al tema della diversity aziendale, ha appena siglato il primo contratto integrativo per i suoi 5mila dipendenti che punta a valorizzare il personale extracomunitario, oggi "solo" a quota 8 per cento.

            Come lo spiega Alessandro Gallavotti, responsabile delle risorse umane di Ikea Italia, regista dell’operazione-integrativo, il quale specifica che �si terr� conto anche del "fattore immigrati" nella stabilizzazione del personale a tempo, attualmente a quota 20%, con un forte turnover da agosto a gennaio. Perch� vogliamo aumentare l’occupabilit� di queste persone anche curando la formazione del personale di provenienza extracomunitaria�.

              Le donne immigrate. Fiore all’occhiello, l’esperienza concertata dell’Ikea di Grugliasco che Alessandro Gallavotti si dice �disponibile a replicare anche in altre sedi della societ� sparsa in Italia�. Nel Comune dell’hinterland torinese � andata cos�: l’associazione Alma Terra di Torino, che tra le priorit� di intervento ha la promozione dell’integrazione soprattutto delle donne immigrate con un elevato retroterra culturale, si rivolge nel 2004 al Comune di Grugliasco per il finanziamento di un progetto di inserimento di personale in pianta stabile in aziende presenti sul territorio.

                Alla proposta aderisce soltanto Ikea, la responsabile risorse umane Cinzia Gibbin � entusiasta della proposta, insieme – Alma Terra, Comune, Ikea e sindacati locali – stilano un’ipotesi di accordo che vede protagonista anche il sindacato dell’azienda, firmano le tre sigle confederali, ma alla fine � Cgil a collaborare pi� direttamente.

                Formazione. Oggetto dell’intesa la selezione e formazione di 10 donne immigrate in un campione selezionato di 300, da inserire nei punti vendita dell’Ikea di Grugliasco. Alla fine restano in nove, 7 laureate e due diplomate, di cui tre marocchine, tre rumene, un’albanese, una libanese, una serba. Quattro hanno figli piccoli. Tutte sono sotto a trent’anni. La formazione prima dell’ingresso vero e proprio in azienda � durata sei mesi e Alma Terra ha garantito l’apporto di lezioni di interculturalit�.

                  Poi le nove immigrate hanno iniziato il lavoro e per il primo periodo, giravano in azienda con un cartellino sul petto con la scritta �sto imparando�, come d’uso per i nuovi assunti Ikea. Gli altri dipendenti sono stati coinvolti molto da vicino, addirittura � stata convocata un’assemblea per spiegare l’operazione a tutti gli altri. Alla fine Ikea le ha assunte tutte, tre a tempo indeterminato, le altre a tempo determinato. E tutte lavorano l�, ben inserite nell’azienda.

                  I commenti: �La triangolazione Impresa-Alma Terra-Sindacato � stata vincente�; dice Enrica Colombo, responsabile politiche del lavoro della Cgil di Grugliasco; e Cinzia Gubbin, responsabile delle risorse umane incalza: �Spero che ci siano associazioni, anche maschili a farsi avanti, anche gli uomini hanno tanto bisogno di lavorare�. L’assessore al lavoro del Comune, Vincenzo Porcelli: �Sono rimasto meravigliato: solo l’Ikea ha aderito all’appello, questa � una goccia nel mare�.

                  Soddisfatta Marit� Calloni, di Alma Terra, responsabile del progetto: �Questa iniziativa, rispetto all’inclusione lavorativa di donne migranti presenti nel territorio, pu� contare su un’arma ben precisa: i fondi sono finalizzati a uno scopo e tenuti sotto controllo, anche dal punto di vista degli esiti lavorativi "sorvegliati" dall’azienda�.