Immigrati, sì alla regolarizzazione delle colf

25/01/2002
La Stampa web








(Del 25/1/2002 Sezione: Interni Pag. 9)
Immigrati, sì alla regolarizzazione delle colf
Accordo nel governo. La Lega: ma non chiamatela «sanatoria»

ROMA

Accordo fatto nel governo sulla regolarizzazione delle colf nonché degli extracomunitari che svolgono assistenza agli anziani e agli infermi nelle famiglie, i cosiddetti «badanti», secondo il neologismo in voga, fra i quali eccellono i filippini. Guai a chiamarla sanatoria. Anche se il senso della normativa che avrà la forma di un emendamento del governo al disegno di legge Bossi-Fini, è pur quello di rendere regolare la situazione di tanti immigrati, spesso clandestini e comunque irregolari, che lavorano da anni nelle case degli italiani. Un esercito che in mancanza di dati ufficiali ammonterebbe a decine di migliaia di persone. Che qualcosa andasse fatto per questa fascia di lavoratori era stato subito evidente. Moltissimi sono entrati in Italia clandestinamente, magari per turismo, non hanno permesso di soggiorno e lavorano in nero. Come era stata formulata la legge, non avrebbero avuto la possibilità di «emergere», o avrebbero dovuto tornarsene al luogo di origine per poi rientrare regolarmente dietro una precisa richiesta di assunzione. Uno stress con enormi costi materiali e umani per colf e badanti, ma anche per le famiglie, che infatti guardavano preoccupate alla nuova normativa. Così ieri a palazzo Chigi si sono riuniti il vicepresidente Gianfranco Fini, i ministri Roberto Maroni, Umberto Bossi e Carlo Giovanardi, il sottosegretario agli Interni con delega all´immigrazione Alfredo Mantovano, nonché il presidente della commissione Affari Costituzionali Andrea Pastore e il relatore in commissione Gabriele Boscetto di Fi. E si sono accordati su una soluzione. La vicenda «è stata definitivamente chiusa», ha annunciato Boscetto ai cronisti. Sebbene i dettagli, vale a dire i meccanismi che dovranno essere adottati per non aggirare la legge, in realtà restano tutti da definire. In pratica, per ottenere il permesso di soggiorno il collaboratore domestico dovrà dimostrare di essere regolarmente occupato da una certa data, di avere una dimora fissa e di non avere precedenti penali. La regolarizzazione – spiega Boscetti – dovrà comunque avere un costo. Il datore di lavoro dovrà pagare una certa quota di contributi arretrati, la colf o il «badante» dovrà versare una parte delle tasse dovute se fosse stato in regola. Sarà obbligatorio dichiarare da quanto è in atto il rapporto di lavoro, anche se si può supporre che, verosimilmente, in tanti risulteranno assunti solo da qualche mese. E saranno previste sanzioni per chi dichiara il falso. Una soluzione che non convince Livia Turco. «Nasce una sanatoria con tassa che soltanto i ricchi potranno sostenere», commenta sarcastica la madrina diessina della legge precedente. Che accusa il governo di «un mix di ipocrisia e schizofrenia» su una materia delicata come l´immigrazione. La maggioranza appare invece convinta. Alfredo Mantovano sottolinea la «rilevanza sociale» dei lavoratori domestici, e la necessità di regolarizzarli anche per il loro valore all´interno della famiglia. Forza Italia li chiama «irregolari veniali» e apprezza la soluzione «ancorata ai valori di solidarietà ed equità». Il Ccd, che fin dall´inizio spingeva per un ammorbidimento della normativa, plaude alla nuova intesa politica. «Non avrebbe avuto senso – spiega il ministro Carlo Giovanardi – mandare via delle persone che hanno già la fiducia delle famiglie, per sostituirle con altre sconosciute». Più sospettosa è la Lega. «Se si tratta di sanatoria il nostro gruppo parlamentare non sarà soddisfatto», mette le mani avanti il capogruppo alla Camera Alessandro Cè. Ma per Giovanardi definirla una sanatoria sarebbe una falsità. «Tra i 300.000 clandestini che si suppone circolino in Italia bisogna distinguere fra chi alimenta il racket, il traffico di droga e la prostituzione e chi ha un lavoro, magari sommerso. Sanare vuole dire "tutti dentro", mentre qui si aiuta chi già lavora ad emergere e sistemarsi. Dopo di che – aggiunge – il lavoro non deve essere fittizio. E ci saranno controlli e sanzioni pesanti». Chiuso il problema colf, martedì prossimo verrà affrontato quello dei lavoratori stagionali. Il problema è urgentissimo. «Le colture che rappresentano un primato per l´Italia, già colpite dalla siccità, sono a rischio – mette in guardia il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni. E una denuncia analoga, insieme alla richiesta di «superare le posizioni ideologiche» viene dal ccd Paolo Bedoni. Il ministro Maroni incontrerà i rappresentanti non solo del mondo dell´agricoltura ma del commercio e del turismo per definire un decreto ad hoc che venga incontro alle esigenze immediate di manodopera delle aziende. La quota di lavoratori fatti arrivare dal decreto del ministro verrà poi detratta da quella stabilita dal decreto sui flussi che seguirà il varo della Bossi-Fini.

Maria Grazia Bruzzone
 

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