Immigrati, scontro tra le Regioni

12/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Mercato del lavoro – I Governatori, di opposto schieramento, presentano pareri distinti sul Ddl del Governo

    Immigrati, scontro tra le Regioni
    Formigoni: giudizio positivo ma servono modifiche sui flussi – Martini: sarà peggiorato il problema clandestinità
    Lina Palmerini
    ROMA – Un risultato in pareggio, 11 sì e 11 no, che ha riproposto anche tra le Regioni la frattura maggioranza-opposizione. È l’immigrazione a tagliare in maniera perfetta gli schieramenti politici delle amministrazioni regionali che ieri, al termine della Conferenza Stato-Regioni, hanno presentato due pareri distinti al Governo sul Ddl di riforma della legge Turco-Napolitano. I Governatori di Centro-sinistra hanno bocciato il testo dell’Esecutivo giudicandolo inadeguato oltre che sbagliato culturalmente, i "colleghi" del Polo hanno promosso l’impianto pur presentando degli emendamenti correttivi al testo. Insomma, sul terreno dell’immigrazione, più di altri, si sono scaricate le frizioni politiche e si è voluta marcare nettamente una distanza tra Regioni. «Una posizione netta – spiega Claudio Martini, presidente della Toscana – andava presa. Si tratta infatti di un provvedimento troppo importante, sia perché scuote le coscienze sia perché sposta elettoralmente consenso. Non si può, quindi, avere una visione riduttiva e ragionare da amministratori e non da politici. Del resto, l’abbiamo fatto su altri temi come il federalismo, non vedo perché tirarci indietro da un giudizio politico sull’immigrazione». Insomma, alla fine l’invito dei Governatori del Centro-destra di non ragionare come se si fosse in Parlamento, non ha avuto esiti. I Governatori dell’Ulivo si sono presentati al Governo contestando complessivamente il disegno di legge su più punti. «Innanzitutto – obietta Martini – la legge è sbilanciata perché da un lato inasprisce le sanzioni nei confronti dei clandestini, dall’altra rende più precaria l’immigrazione regolare al punto da sospingerla nell’illegalità». L’aver reso più difficili i ricongiungimenti familiari, inasprito il permesso di soggiorno, secondo i Governatori di Centro-sinistra, non farà che peggiorare il problema-clandestinità. «Ma – continua Martini – si complica anche la vita di chi vuole entrare con un lavoro eliminando lo sponsor e appesantendo la burocrazia. Complicazioni che avranno effetti anche sulla vita delle imprese. Inoltre c’è la mariginalizzazione del ruolo delle Regioni e c’è un rispetto solo parziale (nelle parti più restrittive) delle direttive europee». L’assalto al Disegno di legge proseguirà in Parlamento e questo implicherà anche l’accoglimento degli emendamenti correttivi proposti dai Governatori di Centro-destra. «Il nostro giudizio – commenta Roberto Formigoni, presidente della Lombardia – resta positivo soprattutto nel contrasto alla clandestinità e nella filosofia di legare gli ingressi al lavoro. Abbiamo, però, proposto alcune modifiche che il vicepremier Fini ha detto di voler accogliere. Si tratta in particolare della questione dei flussi e della necessità di sburocratizzare le procedure per evitare complicazioni soprattutto alle piccole e medie imprese». In particolare, i Governatori chiedono che le quote di ingresso degli immigrati vengano «codecise» tra Governo e Regioni. «Per noi – ha spiegato Formigoni – si tratta di un passaggio cruciale perché sono le Regioni il riferimento del mondo produttivo territoriale ma anche perché tutto il sistema assistenziale, formativo e di alloggi è comunque di nostra competenza. I flussi, quindi, non possono non essere decisi insieme». Dalla Lombardia è poi arrivata una richiesta specifica, che ha trovato d’accordo anche le altre Regioni del Nord: quella cioè di creare dei canali privilegiati per alcune professionalità come quella infermieristica e paramedica. «Nella nostra Regione – dice Formigoni – c’è necessità di almeno 8mila infermieri, bisogna che si individui un percorso ad hoc per queste che sono professioni essenziali». L’altra richiesta, pressante, è quella della sburocratizzazione. «Abbiamo chiesto che vengano ridotti al minimo i passaggi e le procedure burocratiche che mettono in grave difficoltà le piccole e medie imprese. In questo senso – precisa Formigoni – bisogna facilitare soprattutto gli immigrati assunti a tempo indeterminato: dalla mia Regione la richiesta che arriva è quella di un’immigrazione stabile, strutturale». Sullo sportello presso le Prefetture, che aveva creato più di un malumore tra le Regioni, «è stato chiarito che si occuperà di sicurezza, sul mercato del lavoro le competenze saranno condivise con la Provincia».
    Venerdí 12 Ottobre 2001
 
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