Immigrati, sanatoria più larga

14/05/2002





Non solo colf e badanti: emendamento dell’Udc estende le regolarizzazioni ai lavoratori già occupati
Immigrati, sanatoria più larga
La proposta accoglie le richieste delle imprese soprattutto del Nord-Est – Rischio tensione con la Lega

Luca Ostellino
ROMA – Dopo la tormentata approvazione da parte del Senato, il disegno di legge Bossi-Fini sull’immigrazione è approdato ieri nell’Aula di Montecitorio accompagnato da una importante novità che rischia di fare saltare l’accordo faticosamente raggiunto nella maggioranza sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari impiegati nel servizio di assistenza a domicilio ad anziani non autonomi, malati, disabili (le cosiddette badanti) e nel lavoro domestico (colf). La "bomba", che promette di riaprire le ostilità tra Lega e Udc, è contenuta in un emendamento di due righe presentato dal presidente della commissione Attività produttive della Camera Bruno Tabacci (Udc) all’articolo 29 (dichiarazione di emersione del lavoro irregolare) del provvedimento. Due righe che estendono la possibilità di regolarizzare personale extracomunitario «occupato alle proprie dipendenze» prima del 1° gennaio 2002 a tutti i lavoratori subordinati e non più solamente a colf e badanti, venendo così incontro, in particolare, alle richieste delle imprese, soprattutto del Nord-Est, che impiegano manodopera extracomunitaria irregolare. In base all’articolo 29, che aveva suggellato la mediazione raggiunta nella Casa delle libertà, entro due mesi dall’entrata in vigore della nuova legge sull’immigrazione «chiunque ha occupato alle proprie dipendenze personale di origine extracomunitaria, adibendolo ad attività di assistenza a componenti della famiglia affetti da handicap…ovvero al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, può denunciare la sussistenza del rapporto di lavoro mediante presentazione alla prefettura-ufficio territoriale del Governo competente per territorio della dichiarazione di emersione nelle forme previste» dallo stesso articolo 29. Mentre non sono posti limiti alle regolarizzazioni delle badanti, l’articolo stabilisce che sarà possibile mettere in regola una sola colf per famiglia. Tabacci interviene così per sopprimere la limitazione a colf e badanti, sottolineando che è necessario «varare un’iniziativa volta a a fare emergere tutti i lavoratori subordinati extracomunitari attualmente occupati in modo irregolare al fine di integrarli nel tessuto sociale». Per il presidente della commissione Attività produttive – che ha peraltro recentemente espresso un parere in questo senso – «limitare la sanatoria a determinate di attività lavorative, oltre alle perplessità sotto il profilo del diritto di uguaglianza, non consentirebbe di fare venire alla luce realtà produttive importanti del nostro Paese che risulterebbero fortemente danneggiate». Vedi le medie e piccole imprese del Nord-Est, che questa sanatoria la hanno a lungo richiesta. Assolutamente negativo è il giudizio espresso a caldo dal capogruppo della Lega alla Camera, Alessandro Cé, già contrario alla sanatoria per le colf. «Abbiamo fatto una concessione per le colf – spiega – che ha indebolito il messaggio di rigore verso l’esterno che il provvedimento doveva contenere, aprendo la strada alla vecchia logica dell’"ultima" sanatoria generalizzata». Per la Lega, aggiunge Cé, questo emendamento non è accettabile perché «vanifica l’aspetto più positivo della legge, che era appunto dare la percezione di un forte cambiamento e di ripristino della legalità e ci riporta indietro». Mentre ieri in Aula l’opposizione è ripartita all’attacco, presentando circa mille proposte di modifica, il "vero" confronto sul Ddl torna così a essere combattuto all’interno della Cdl, in particolare tra Lega e centristi, come era già avvenuto anche al Senato. Tutto è rinviato, comunque, a dopo la tornata amministrativa, quando a giugno inizieranno le votazioni degli emendamenti.

Martedí 14 Maggio 2002