Immigrati, sale lo scontro

16/06/2003



        Lunedí 16 Giugno 2003
        ITALIA-POLITICA


        Immigrati, sale lo scontro

        Regolarizzazione – Accuse incrociate tra i Poli sulla gestione dell’emergenza


        Gli ultimi massicci sbarchi di immigrati clandestini a Lampedusa, sono l’ennesima e più chiara dimostrazione che l’Italia, nonostante i toni minacciosi della Lega Nord, resta uno degli approdi privilegiati per l’esercito di disperati che si aggira nel Mediterraneo.
        A fronte di una legge come la Bossi-Fini (ancora priva di regolamento di attuazione) che prometteva di risolvere l’emergenza sbarchi con espulsioni lampo è un fatto che il nostro Paese, computando le 700 mila regolarizzazioni, diventerà, a fine 2003, il terzo Stato europeo con maggior numero di extracomunitari dopo Francia e Germania.
        E potrà salire ancora in graduatoria se – come si propone da più parti – si dovrà mettere in cantiere un’ulteriore sanatoria per 500mila clandestini. Scontro tra i Poli. È la dimostrazione che «la politica del Governo è stata un fallimento» sostengono i Ds con Livia Turco già autrice, insieme a Giorgio Napolitano, della legge 40.
        La Turco mette in evidenza come siano aumentati i clandestini in Italia perché si sono ridotte notevolmente le modalità di ingresso regolare e non si fanno politiche di integrazione. La Turco non manca tuttavia di correggere l’iniziale impostazione della legge 40 per il capitolo che riguarda un miglior collegamento tra domanda e offerta di lavoro.
        Di tutt’altro avviso il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, secondo il quale la legge 189 del 2002 è la traduzione legislativa della volontà politica di governare il fenomeno dell’immigrazione sempre di più a livello europeo. In questa prospettiva Mantovano guarda con fiducia alle decisioni che verranno assunte a livello europeo sotto la presidenza italiana dell’Unione europea per stringere accordi di riammissione comunitari e per adottare provvedimenti nel settore dell’asilo e dell’immigrazione.
        Settimana importante. Quella che comincia oggi sarà comunque importante sul fronte delle politiche per l’immigrazione. Nei prossimi giorni diventerà operativo il decreto del ministro del Welfare Roberto Maroni per l’ingresso di 19.500 immigrati da destinare a lavoro stagionale e subordinato. Per la prima volta il decreto conterrà anche la possibilità di ingresso per 500 dirigenti superqualificati in linea con quanto hanno già fatto le autorità tedesche con gli informatici indiani. Il Consiglio dei ministri di venerdì (Lega permettendo) dovrebbe poi approvare i decreti attuativi della Bossi-Fini che riguardano soprattutto al divisione di competenze per i pattugliamenti delle coste da parte delle forze della Marina, della Guardia di Finanza di Polizia e Carabinieri. Prima della pausa estiva potrebbe vedere la luce il decreto flussi 2003 ma bisognerà attendere probabilmente l’autunno per vedere approvato il regolamento di attuazione della Bossi-Fini. Il ministero del Welfare ha trasmesso le osservazioni all’Interno che coordina il gruppo di lavoro sul regolamento ma per la redazione finale si dovrà attendere ancora. Nei prossimi mesi, infine, sarà la Corte Costituzionale ad occuparsi della Bossi-Fini. Fino a ora sono state presentate alla Consulta ben 200 ordinanze da parte dell’autorità giudiziaria che sollevano questione di legittimità costituzionale sulle norme per le espulsioni in particolare in riferimento agli articoli 3 (principio di uguaglianza), 24 (diritti della difesa) e 111 (contraddittorio). Al vaglio della Corte le norme sull’accompagnamento coattivo alla frontiera, sull’arresto obbligatorio e sulle cause che giustificano le intimazioni a lasciare il Paese in cinque giorni.
        GERARDO PELOSI