Immigrati, per Maroni regolarizzazioni al 100%

03/12/2002


            3 dicembre 2002



            Immigrati, per Maroni regolarizzazioni al 100%
            M.SE.


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            ROMA – Oltre 700mila immigrati regolarizzati dalla Bossi-Fini. Ieri il dato è stato ufficializzato dal ministro del Lavoro Roberto Maroni che ha parlato di «un risultato superiore del 25% rispetto alle stime fatte a giugno». «La nostra – ha commentato Maroni – non è stata una sanatoria perché noi abbiamo regolarizzato solo le persone con un contratto di lavoro». E proprio in questi giorni il ministero sta verificando se le nuove regolarizzazioni trovano riscontro sul fronte della reale esistenza di altrettanti contratti di lavoro. «Anche se – ha precisato il ministro – penso che alla fine le conferme saranno molto vicine al 100 per cento. In passato era stata fatta una cosa molto diversa, perché veniva sanata la posizione di chi era in Italia in un determinato giorno senza guardare se avesse o meno un lavoro». Cresce intanto l’esigenza di costruire dei "modelli locali" per la gestione dell’immigrazione. Prende spunto proprio da questa necessità, avvertita sull’intero territorio nazionale, il convegno di studio in programma domani presso il centro congressi dell’Università La Sapienza di Roma. Un appuntamento che servirà anche a fare il punto sulla presenza straniera nel Lazio che è stata analizzata dal Cueim (Consorzio universitario di economia industriale e manageriale) su richiesta dell’assessorato per i Servizi sociali della Regione. Regione che concentra circa il 60% di tutti gli immigrati residenti nel Centro e, al suo interno, la provincia di Roma raccglie il 92% della popolazione straniera regionale. In particolare, nell’area capitolina risiede circa il 57% degli stranieri della provincia. Sensibili sono le differenze tra area romana e restanti province: mentre nella prima è preponderante la presenza straniera femminile e si registra una notevole dispersione etnica, nelle seconde prevale quella maschile e ci sono gruppi etnici rilevanti. La provincia più dinamica, dal punto di vista dell’incremento della popolazione straniera, è quella di Frosinone, mentre il pontino registra un rallentamento. In termini di insediamento nel territorio, l’afflusso di immigrati è ancora indotto dalla ricerca di lavoro (quasi il 60% delle richieste di soggiorno), sebbene le domande per il ricongiungimento familiare si attestino al 16 per cento. «Da alcuni sondaggi presso gli imprenditori locali – spiega Gaetano Golinelli, presidente del Cueim – emerge la disponibilità a non ricercare nel lavoro straniero la mera convenienza di costo: tuttavia il 44% degli intervistati lamenta la forte instabilità e discontinuità del legame del lavoratore straniero con l’azienda. Questo problema potrebbe essere superato incrementando la formazione e la qualificazione di tali soggetti».