Immigrati, passa la mediazione di Fini

31/05/2002





Prove d’intesa nella Cdl sulla regolarizzazione per i lavoratori dell’industria: oggi il Consiglio dei ministri studia un provvedimento ad hoc
Immigrati, passa la mediazione di Fini
Berlusconi: ci sarà una soluzione politica e normativa – Tabacci: ora un decreto
ROMA – «Domani (oggi, ndr) in Consiglio dei ministri ci sarà una soluzione politica e normativa per quanto riguarda l’immigrazione». Parola di Silvio Berlusconi. A mettere fine al lungo braccio di ferro a distanza tra l’Udc e la Lega Nord sull’emendamento Tabacci all’articolo 29 della legge Bossi-Fini, dunque, dovrà essere oggi il Governo al gran completo. Decisiva la mediazione del vicepremier Gianfranco Fini, tanto che Bruno Tabacci (Udc) parla di «disponibilità molto importante espressa da Fini che potrebbe consistere in un pronunciamento da parte del Consiglio dei ministri a favore di un decreto legge che entri in vigore contestualemnte all’approvazione definitiva della legge». «Non sono preoccupato – ha chiosato invece Umberto Bossi – sono solo sceneggiate». Per ora le votazioni sul Ddl sono state sospese e soltanto nella prossima settimana i deputati potranno approvare l’intero provvedimento. Per il quale, come ha spiegato il presidente della Camera, occorrono comunque ancora «tempi tecnici» di approfondimento, anche per consentire alla commissione Bilancio di approfondire la questione della copertura finanziaria. Anche per questo (oltre che per la questione dei contributi Inps dei lavoratori extracomunitari) si è votato il rinvio ella discussione a lunedì prossimo. Per tutto il giorno si sono succeduti colloqui più o meno formali nella maggioranza per cercare di disinnescare la mina dell’emendamento Tabacci. Particolarmente attivo, si diceva, è stato il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. Il quale prima ha cercato di tenere separati i due momenti: quello dell’approvazione della legge sull’immigrazione, da risolversi possibilmente subito, e quello dell’ emersione dal nero dei lavoratori extracomunitari. Insistendo soprattutto sul dato che con la riforma in discussione alla Camera si era determinato un buon equilibrio «basato su due capisaldi, disciplinare il regolare ingresso in Italia degli extracomunitari e rendere effettive le espulsioni dei clandestini». Successivamente però è stato lo stesso Fini ad annunciare che si era scelta la strada di accantonare l’articolo 29, perché i problemi politici posti dall’emendamento di Tabacci sarebbero stati risolti in Consiglio dei ministri. Il vicepresidente del Consiglio, che ha anche detto come su questa soluzione si sia trovato d’accordo lo stesso Tabacci, ha poi spiegato che la questione di trovare una soluzione al problema dei lavoratori extracomunitari in nero «non è legato all’immigrazione, ma all’emersione del sommerso». E anche il ministro Giovanardi ha ribadito che in discussione non c’è «una sanatoria», ma la regolarizzazione di «rapporti di lavoro in essere». Anche il presidente della Confindustria Antonio D’Amato è tornato ieri sui temi posti dalla legge in discussione alla Camera, auspicando «una politica di integrazione che garantisca livelli di adeguata accoglienza, ma anche con adeguati controlli dei confini». D’Amato ha anche tenuto a ribadire che quella del sommerso è «una priorità da affrontare». Quanto alla misura prevista dalla legge del prelievo delle impronte digitali a chi chiede il permesso di soggiorno ha osservato: «C’è una grande problema di controllo dei flussi di immigrazione. Vari Paesi hanno usato strumenti diversi. Questo potrà non essere il più simpatico di tutti, ma abbiamo anche la necessità per il controllo del territorio di garantirci con strumenti di identificazione adeguati». Un giudizio radicalmente negativo sulla legge Bossi-Fini viene invece da tutti i gruppi dell’opposizione. Ad un certo i parlamentari del Centro-sinistra hanno anche abbandonato l’Aula, nella quale procedeva l’esame dei diversi articoli del provvedimento. Peraltro, qualunque siano la decisione politica del Consiglio dei ministri e le conseguenti decisioni in sede parlamentare dell’Udc, tutto lascia prevedere che nella prossima settimana, quando il testo tornerà in Aula, l’Ulivo farà proprio l’emendamento Tabacci sull’articolo 29. A questo proposito va segnalato l’intervento dell’ex ministro dell’Industria Enrico Letta per il quale il Governo dovrebbe ascoltare la Confindustria dal momento che «questa legge è contro le imprese e contro lo sviluppo. Infatti aumenta i vincoli per le esigenze delle imprese del Nord di avere manodopera. E così la maggioranza, per ottenere un risultato elettorale e far dunque passare la linea dura sull’immigrazione, otterrà come risultato un effetto negativo sullo sviluppo e una crescita del lavoro sommerso». Ieri comunque, nel corso della discussione parlamentare e dopo qualche battibecco, il Governo ha accolto la proposta formulata a nome dell’opposizione da Massimo D’Alema e da Pierluigi Castagnetti «di approfondire il problema dei contributi Inps degli immigrati dei paesi che non hanno convenzioni previdenziali con l’Italia». È stato proprio Fini a esprimere parere favorevole all’«approfondimento tecnico» con il ritorno al Comitato dei 9.

R.R.
Venerdí 31 Maggio 2002