Immigrati, passa il compromesso

17/05/2002





Altolà di Berlusconi alle liti e la Cdl trova l’intesa: per gli irregolari nell’industria provvedimento ad hoc
Immigrati, passa il compromesso
Mediazione di Tabacci – Il sì al Ddl Bossi-Fini dopo le urne
ROMA – Come ha sottolineato Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri di ieri, dopo aver invitato a chiare lettere gli alleati a darsi una calmata, un contrasto come quello esploso nella maggioranza sull’immigrazione «non può assolutamente esserci e non ha alcun senso». E soprattutto non può mettere a repentaglio la tenuta della coalizione, come si sono premurati di assicurare gli esponenti di tutte le forze della Casa delle libertà. Il premier non è entrato nel merito dell’iniziativa del presidente della commissione Attività produttive della Camera Bruno Tabacci che ha provocato il piccolo "terremoto" nella maggioranza («non sono un tuttologo, non ho ancora studiato l’emendamento Tabacci», ha spiegato). La proposta di Tabacci estendere a tutti i lavoratori extracomunitari la "sanatoria" prevista dal Ddl Bossi-Fini solo per colf e badanti ha però ricevuto un sostegno tale sia sul piano politico – dall’intero Udc e altre componenti della maggioranza, tra cui i socialisti, fino a gran parte dell’opposizione – sia dal mondo produttivo e sindacale, da obbligare Governo e maggioranza a ricercare una mediazione soddisfacente per tutti. Al termine di una lunga giornata, iniziata con il Consiglio dei ministri e proseguita in serata alla Camera con le prime votazioni sul Ddl immigrazione, un accordo sembra alla fine essere stato raggiunto, con la "benedizione" finale di tutti i principali protagonisti, Berlusconi in testa: «È andata bene così». Da un lato, per la soddisfazione di Umberto Bossi e della Lega, il Ddl sull’immigrazione va avanti senza cambiamenti, mantenendo l’accordo sulla regolarizzazioni delle sole badanti e colf. Dall’altro, riconosciute le ragioni di Tabacci, che non era disposto a ritirare il suo emendamento fino a quando il Governo non avesse accettato di trovare una soluzione al problema, la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari sarà inserita in un provvedimento ad hoc, forse un decreto, nel quadro dell’emersione del sommerso. Provvedimento che, sottolinena Tabacci, dovrà essere «contestuale» all’approvazione della legge sull’immigrazione. Ci lavoreranno i ministri Tremonti e Maroni, di cui Bossi ha ammesso di «fidarsi». Sullo sfondo delle elezioni amministrative del 26 maggio, la giornata di ieri ha così regalato un importante risultato a Tabacci e ai centristi della coalizione di governo, che hanno visto riconosciute le loro ragioni. L’Udc ha confermato il ruolo di forza moderata della Cdl («conservatrice», secondo la Lega), ha dimostrato di aver saputo condurre sino in fondo la battaglia in favore di una maggiore tolleranza nei confronti degli immigrati, particolarmente a cuore al mondo cattolico, e ha inoltre dimostrato di sostenere le richieste delle imprese, in particolare del Nord-Est, sulla necessità di regolarizzare i lavoratori immigrati. Ma anche il Carroccio non può lamentarsi, nonostante la decisione di ieri sera della conferenza dei capigruppo della Camera che ha rinviato alla prima settimana dopo la tornata amministrativa (ai primi di giugno) le votazioni finali sulla nuova normativa sull’immigrazione. Alla Lega non è così riuscito l’"en plein" di mantenere inalterato il testo del provvedimento, iniziare subito le votazioni e chiuderle la prossima settimana prima delle amministrative. La «maggioranza – ha spiegato il capogruppo leghista Alesandro Cé – si è rimessa alla decisione del Presidente (Casini ndr)» e comunque è «positivo» che si sia avviata la votazione degli emendamenti. Nonostante i tentativi "dilatori" dell’Ulivo, ieri sera l’Aula ha votato e bocciato le pregiudiziali di incostituzionalità del Ddd e si è così avviato l’iter in Aula. Luca Ostellino

Venerdí 17 Maggio 2002