Immigrati, nuovi contratti più complicati

09/04/2003

              9/4/2003


              COLPO DI SCENA SULLA QUESTIONE DEL SUBENTRO PER GLI EXTRACOMUNITARI
              Immigrati, nuovi contratti più complicati
              «Una volta licenziati devono restare disoccupati fino alla regolarizzazione»

              MILANO
              La questione del «subentro», che garantisce agli extracomunitari in fase di regolarizzazione di essere assunti da un nuovo datore di lavoro nel caso in cui perdano la prima occupazione, ha ogni giorno di più il sapore di una telenovela. L’ultimo colpo di scena porta la data di ieri. Il ministero del Welfare ha diffuso una circolare, firmata dal direttore generale Giuseppe Maurizio Silveri, con «precisazioni» riguardanti il documento, fatto arrivare il 3 aprile alle Prefetture di tutta Italia dal ministero dell’Interno, che permetteva agli immigrati ancora nelle more della regolarizzazione di essere assunti immediatamente da un nuovo datore in caso di licenziamento.
              Il nuovo testo conferma sostanzialmente quanto stabilito dalla circolare del dicastero di Pisanu, fino alle tre righe finali. Dove si legge invece: «Nelle more della conclusione della procedura di regolarizzazione, il rapporto di lavoro non potrà avere corso, potendosi instaurare soltanto all’atto della stipula del contratto di soggiorno per lavoro». Ebbene, questo di fatto smentisce quanto sta accadendo: molti datori di lavoro hanno già provveduto a notificare alla Prefettura di competenza le avvenute nuove assunzioni. Ci sono così svariati extracomunitari che, in attesa di essere convocati allo sportello, lavorano quindi per una persona diversa da quella che aveva inoltrato la domanda di regolarizzazione. A confermare questa situazione è, ad esempio, la Prefettura di Milano, la prima a muoversi su un terreno tanto delicato. La circolare del ministero del Welfare, che impone questa ulteriore attesa, si basa sulla convinzione che i tempi per la convocazione, «giacché è previsto un esame prioritario mediante una postazione di lavoro dedicata», dovrebbero essere molto brevi. La realtà è però ben diversa, come spiega il professore Tito Boeri, docente di Economia del Lavoro all’Università Bocconi di Milano: «Sono stati pubblicati fior di studi, in Italia e in Europa, che dimostrano come la durata media di un rapporto di lavoro per gli immigrati non superi in media i 6 mesi. Il turn-over è fortissimo, perché gli extracomunitari svolgono una funzione di cuscinetto e aggiustamento per le imprese». Questo significa quindi che, nelle prossime settimane, a ricorrere a questa «procedura d’urgenza» potrebbero essere non poche decine di persone, ma parecchie migliaia.

              Tiziana Prezzo