Immigrati, l´altolà di Prodi

19/06/2002


MERCOLEDÌ, 19 GIUGNO 2002
 
Pagina 24 – Interni
 
Il presidente della Commissione Ue contrario alla proposta di Italia, Spagna e Gran Bretagna
 
Immigrati, l´altolà di Prodi
 
"Serve l´integrazione, no alla politica delle sanzioni"
 
 
 
 
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FRANCO PAPITTO

BRUXELLES – «L´accordo è possibile ma gli aiuti non devono essere condizionati»: Romano Prodi frena sulle sanzioni contro i paesi che non mantengono gli impegni assunti nel contrastare l´emigrazione clandestina, come proposto da premier spagnolo e presidente di turno dell´Ue Jose Maria Aznar. E Da Copenaghen Aznar si è detto ieri convinto che venerdì e sabato prossimi, nel vertice di Siviglia, si troverà un accordo sul piano europeo contro l´immigrazione clandestina che lunedì a Lussemburgo aveva spaccato i ministri degli Esteri dei Quindici. «Vi è un ampio consenso a fronte di qualche sfumatura diversa», ha assicurato Aznar al termine di un incontro con il premier danese Anders Fogh Rasmussen. «Manca poco all´unanimità», ha aggiunto. I ministri degli Esteri si erano divisi a Lussemburgo sulla proposta spagnola di sospendere gli aiuti comunitari ai Paesi che non contribuiranno a fermare il flusso migratorio illegale e rifiuteranno il rimpatrio dei clandestini espulsi dall´Ue. Se l´ottimismo di Aznar non dovesse essere confermato a Siviglia, il premier danese Rasmussen si dichiara pronto a raccogliere il testimone nel secondo semestre dell´anno, quando sarà il suo paese ad assumere la presidenza di turno dell´Unione. Per Rasmussen l´iniziativa spagnola «è ben bilanciata» perché «noi tutti vogliamo continuare ad aiutare i paesi originari dei flussi migratori, ma è ovvio che l´Ue debba riservarsi uno strumento che garantisca le riammissioni dei clandestini nella loro patria».
La presidenza di turno spagnola tenta di superare le resistenze di alcuni partner – Francia, Svezia e Lussemburgo ma anche Finlandia e Portogallo – riscrivendo «in positivo» i passaggi più contestati della sua proposta. Piquè ha detto ieri a Bruxelles: «C´è l´accordo di tutti sul fatto che l´elemento centrale deve essere l´offerta di cooperazione: è certamente meglio ricevere e ottenere cooperazione che il contrario». Cioè si parlerà meno di sanzioni per chi non collabora e molto di più di incentivi per i paesi che che accoglieranno le esigenze dell´Ue. Per Piquè, «in caso di inadempienza reiterata da parte dei paesi terzi ovviamente l´Unione deve reagire». La «residua differenza» fra i Quindici sarebbe fra «chi vuole precisare quale sarà la reazione e chi vuole indicare il concetto in termini generali».
Prodi incoraggia la presidenza spagnola nell´operazione di ripulitura linguistica della sua proposta e dice che «si deve puntare a ottenere impegni alla cooperazione» da parte dei paesi d´origine dei clandestini «senza arrivare a una condizionalità degli aiuti». Per Prodi è «sbagliato» parlare di «sanzioni» ma è legittimo «pretendere dai paesi d´origine un comportamento molto cooperativo». Occorre poi «chiarire bene alle opinioni pubbliche», ha concluso Prodi, che l´immigrazione legale è «una fonte di vitalità e di energia indispensabile per un´Europa che invecchia. Ciò che dobbiamo fare, in buona sostanza, è rispondere alle preoccupazioni dei nostri cittadini, senza per questo cedere alla facile tentazione di dipingere scenari terribili che in realtà non esistono».