Immigrati, la sanatoria non decolla

04/10/2002



            4 ottobre 2002


            NORME E TRIBUTI


            Immigrati, la sanatoria non decolla

            Extracomunitari – Ancora pochi i kit consegnati dai datori di lavoro per la legalizzazione di colf, badanti e lavoratori subordinati delle imprese

            Marcello Frisone


            ROMA – Marciano a rilento le sanatorie per colf, badanti e lavoratori subordinati extracomunitari. Dopo la ressa di extracomunitari registrata davanti gli uffici postali nei primissimi giorni di distribuzione dei kit, non c’è stato un analogo "ritorno" dei datori di lavoro che avrebbero dovuto regolarizzare i dipendenti impiegati in nero, anche se dalle poste e dal ministero dell’Interno non vengono forniti altri dati se non quelli resi noti nei giorni scorsi: allo stato attuale sono solo 60mila i kit riconsegnati a fronte di quasi 1.500.000 plichi distribuiti. Sulla marcia, invece, del provvedimento di conversione del decreto legge 195/2002 sulla regolarizzazione dei lavoratori subordinati delle imprese, alla Camera vogliono concludere in tempi stretti, dopo l’approvazione del Senato il 26 settembre scorso. «Entro giovedì 10 ottobre – spiega Isabella Bertolini (Fi), relatrice alla Camera – concluderemo l’esame in commissione Affari costituzionali per poi dare la possibilità all’aula di discuterne il 14. Già a Palazzo Madama abbiamo fatto in modo che le modifiche introdotte siano le ultime, così da raggiungere una facile e veloce approvazione». In quella sede, infatti, dopo numerose discussioni all’interno della stessa maggioranza si è consentito di mettere in regola anche i lavoratori stranieri che hanno ricevuto il foglio di via ma a determinate condizioni: non è possibile la revoca del decreto di espulsione per chi è stato colto in flagranza di reato, per chi è stato sottoposto a procedimento penale per delitto non colposo, per chi è rientrato illegalmente nel nostro Paese dopo essere stato mandato via. Agli immigrati regolarizzati, il Senato ha previsto anche che dovrà essere fatto un contratto di lavoro a tempo indeterminato o per un periodo di almeno un anno. Inoltre, il termine per la presentazione delle domande di regolarizzazione alle Poste slitta all’11 novembre prossimo, così come è già previsto dalla legge 189/2002 per colf e badanti. In ambito di conversione del Dl 195/2002 sui lavoratori subordinati delle imprese si è anche previsto che le modifiche vadano a incidere sulla legge Bossi-Fini in modo da uniformare le disposizioni sulla regolarizzazione per tutti i lavoratori extracomunitari. Così, anche per i lavoratori domestici che hanno avuto il foglio di via non sarà possibile la sanatoria se ricadono nelle stesse condizioni, sopra ricordate, dei lavoratori subordinati delle imprese. Ma a frenare la "marcia" dei datori di lavoro verso la regolarizzazione, oltre all’evolversi delle norme già a sanatoria avviata, ci sono anche i dubbi ancora non risolti inerenti all’alloggio, spese di rimpatrio e adempimenti nei confronti dell’Inail (si veda l’articolo qui sopra). «Sulle eventuali sanzioni Inail – dice Bertolini – dovremo affrontare meglio la questione. Certo che se gli emendamenti proposti in Senato non sono sufficienti a tutelare i datori di lavoro che hanno già presentato la dichiarazione per i dipendenti delle imprese, il testo dovrà passare ancora una volta a Palazzo Madama».