Immigrati: la lite di maggioranza continua

13/09/2002


  Politica




13.09.2002
Immigrati: la lite di maggioranza continua

di 
Nedo Canetti


 Non accenna a placarsi la polemica tra Lega e Udc sul decreto Maroni che prevede la sanatoria per gli immigrati irregolari. Lo scontro è ieri continuato per l’intera giornata, proprio nelle stesse ore in cui le commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Senato avviavano l’esame del provvedimento. Ogni giorno si apre un fronte. Ora sono di scena le impronte. Il giorno prima, Umberto Bossi e ieri il capogruppo del Carroccio alla Camera, Alessandro Cé, hanno insistito sulla necessità di annullare la norma che stabilisce l’obbligo delle impronte per tutti i cittadini, anche italiani. Brusca la risposta negativa del ministro Carlo Giovanardi, Udc. Accogliere la proposta di Bossi – ha affermato – «è assolutamente impossibile» perché, «c’è un impegno pubblico preso a tutti i livelli; il governo ha votato in Consiglio dei ministri, ed è un impegno anche dal punto di vista costituzionale, perché non è immaginabile una discriminazione tra extracomunitari e italiani dal punto di vista della sicurezza». «Il ministro Giovanardi – ribatte Cè – vuole modificare il ddl sulle espulsioni ed allo stesso tempo lo ritiene immodificabile nella parte che riguarda le impronte digitali: le sue dichiarazioni hanno certamente del paradossale». Sulle impronte, la Lega perde anche l’alleato An. Lo stesso vicepremier Gianfranco Fini ritiene, infatti, che la norma non debba essere cambiata. E subito gli replica, rancoroso, il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli. «Bossi ha parlato chiaro – taglia corto – basta con questo buonismo assurdo di Fini». Durissimo il commento del responsabile immigrazione dei Ds, Giulio Calvisi. «Ormai Bossi -ha affermato- non si contiene più. La sua natura di leader razzista si sta rivelando con sempre maggiore nitidezza. Le sue dichiarazione contro la Chiesa cattolica e le ultime sulle impronte, intese come misure "per schedare immigrati e delinquenti", entrano di diritto a far parte della top ten del razzismo europeo degli ultimi cento anni». Cé, come ogni giorno la «Padania», come ripetutamente, nelle ultime ore Bossi e Maroni (che ha, tra l’altro, querelato «Liberazione» perché si ritiene insultato dai titoli e dagli articoli del quotidiano di Rifondazione), apre un ennesimo fuoco di sbarramento contro l’eventualità che al Senato, i centristi della Cdl (con la firma di Maurizio Eufemi) presentino un emendamento al decreto (c’è tempo sino a mercoledi) con il quale si chiederà che vengano messi in regola tutti gli extracomunitari che hanno ricevuto un semplice foglio di via senza accompagnamento alle frontiere, insieme alla proposta di far slittare il termine per la presentazione delle domande per la regolarizzazione dal 10 ottobre almeno all’11 novembre, data stabilita per le badanti e colf. Il capogruppo Udc al Senato, Francesco D’Onofrio, noto berlusconiano, e il ministro Rocco Buttiglione provano a gettare qualche secchio d’acqua sul fuoco. Il primo trincerandosi dietro l’odg approvato a Palazzo Madama, in occasione del voto sulla Bossi-Fini che, sostiene, deve essere rispettato da tutti (odg talmente generico da provocare tutte le successive polemiche). La dichiarazione di D’Onofrio sembra anche una sorta di alto là ai senatori del suo gruppo. «Attendiamo – propone infatti- con serenità che il governo ci dica se occorrono modifiche nel decreto-legge per renderlo totalmente compatibile con quell’odg». Dire «governo» è però piuttosto generico. D’Onofrio infatti sembra dimenticarsi che nell’esecutivo, su questo punto, si scontrano tesi diametralmente opposte tra i ministri del suo partito e quelli della Lega. Buttiglione la butta sul sentimento. Non leggendo evidentemente la «Padania» dice che, alla fine le cose si aggiusteranno, perché anche i padani vorranno essere, come tutti loro, della Cdl «severi ma non crudeli». «Bossi -dice tra il sornione e il bonario- fa la parte di quello che va giù a muso duro, ma anche i leghisti sono italiani (?) e hanno un cuore: non se la sentirebbero mai di buttare sulla strada una persona che lavora onestamente». Chissà che ne pensano i Borghezio, i Calderoli, i Gentilini e compagnia bella di questo appello alla carità cristiana, che è lo stesso che anima i «vescovoni», i parroci e il volontariato cattolico, messi alla gogna dal Bossi. Eufemi, comunque, tira dritto. All’uscita dalla seduta di commissione, ha dichiarato che il suo gruppo (ma D’Onofrio lo sa?) presenterà gli annunciati emendamenti. Da qui a mercoledi saranno in tanti, comunque, a cercare di rabberciare la maggioranza. Ci proverà An, annuncia Fini, che presenterà una soluzione non di mediazione, come pareva di capire dalle parole di Ignazio La Russa, ma «propositiva» perché, sostiene, non si può generalizzare «tra chi non ha commesso irregolarità, se non quella di entrare senza permesso e chi ha avuto ordine di espulsione o ha commesso altri reati». Mentre fa il pesce in barile il sottosegretario Alberto Brambilla, secondo il quale occorre avere i dati precisi sulla rilevanza del fenomeno «sanatoria», spunta l’ipotesi di un tavolo presieduto da Gianfranco Fini, al quale siedano i leader dei partiti della maggioranza, i ministri, i responsabili dell’immigrazione.