Immigrati, la legge fantasma

22/01/2003

22 gennaio 2003

 
 
Pagina 12 – Cronaca
 
 
Immigrati, la legge fantasma
Mancano regole e decreti. E la sanatoria è bloccata dossier
          Il flop della Bossi-Fini Finora i regolarizzati sono solo poche centinaia

          GIOVANNA CASADIO

          ROMA – Bossi l´ha ripetuto al coordinatore delle segreterie regionali della Lega, Roberto Calderoli: «Sull´immigrazione dobbiamo picchiare duro, il più duro che si può. E a Pisanu e Martino dobbiamo dare la sveglia». Lo sa bene il leader leghista e ministro per le Riforme che la "sua" legge sull´immigrazione, la Bossi-Fini appunto, è una cambiale politica che sta per andare in scadenza e di cui alle amministrative di primavera dovrà rispondere al proprio elettorato.
          Domenica è arrivata l´ultima ondata di clandestini e l´ennesima tragedia a largo di Santa Maria di Leuca. E al Senatùr non basta che il Viminale con il sottosegretario Alfredo Mantovano, braccio destro di Fini, dica che «l´Italia solleverà il caso in sede Ue, la Grecia ha sbagliato». Dov´è il decreto che ingaggia le navi della Marina contro i clandestini in mare? Da limare. E la Direzione centrale dell´immigrazione e della polizia delle frontiere per il coordinamento anti clandestini? Da nominare. Ai leghisti che quotidianamente dalle pagine della "Padania" difendono la Bossi-Fini «contro chi la sta sabotando a cominciare dai magistrati, che liberano i clandestini fermati, e dalla burocrazia», non sfugge che la legge va verso il crac. È un fantasma a cui mancano regolamenti e decreti attuativi; costa tanto per via del meccanismo di divieti e controlli messo in piedi in nome della "tolleranza zero"; si è inserita in un apparato burocratico vecchio, manca un´informatizzazione adeguata. Ecco cosa succede.
          Sanatoria ferma. Sono state 697 mila le domande di emersione per gli immigrati che lavorano in nero. Ma i regolarizzati sono finora poche centinaia. Le pratiche vanno avanti con il contagocce: solo a Roma su 97 mila richieste, i sanati sono 300. Il prefetto Anna Maria D´Ascenzo, che ha coordinato la fase iniziale dell´operazione maxi sanatoria con efficienza, deve ammettere che i tempi saranno biblici. D´altra parte le prefetture aspettano gli assunti a tempo determinato (1.250) per fare funzionare a pieno ritmo gli sportelli-sanatoria. E intanto, i circa 700 mila da sanare, sono "prigionieri in Italia"; non possono tornare nella loro patria finché non saranno regolarizzati. «Insopportabile», ha detto il vescovo di Brescia, Giulio Sanguineti.
          Sportello unico. Non c´è perché manca ancora il regolamento attuativo dell´articolo 34 della Bossi-Fini, che deve essere emanato entro febbraio. È decisivo perché dovrà monitorare i contratti di soggiorno, senza i quali gli immigrati non possono risiedere in Italia. «Siamo ancora in alto mare, ma portiamo pazienza», afferma Luigi Rossi Luciani, presidente degli industraili veneti. E spiega che loro si sono dotati anche di una struttura, "Unimpiego" per la formazione e la selezione dei lavoratori all´estero, in particolare in Romania, Tunisia, Argentina. Per ora è ferma. Assicura Giampaolo Landi, responsabile immigrazione di An: «La situazione ereditata è complessa ma il governo sta lavorando».
          Anti clandestini. Il decreto sulle regole d´ingaggio della Marina non c´è; la bozza prevede che la Marina faccia monitoraggio in alto mare, la Finanza all´ingresso delle acque territoriali con poteri ispettivi; le Capitanerie di porto con compiti di salvataggio e assistenza.
          Rifugiati. Amnesty, Ics e Medici senza frontiere hanno denunciato i ritardi nell´applicazione delle norme per il diritto d´asilo.
          Impronte. I sindacati di polizia protestano per le tecniche non informatizzate, i ritardi, le difficoltà di comparazione.