Immigrati: Il sindacato non convince, pochi gli iscritti

18/12/2000

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Il sindacato non convince, pochi gli iscritti
Solo 26 mila immigrati nella Cgil

ROMA (r.d.g.) – Sono poco sindacalizzati, non rompono le scatole. Piacciono anche per questo. Gli extracomunitari lavorano spesso in nero, ma se "emergono", non si iscrivono al sindacato. La Cgil, la prima delle organizzazioni sindacali, dichiara 26mila iscritti tra gli stranieri per il ’99, a fronte di 700mila extracomunitari muniti di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Con un dato quantitativo positivo per il sindacato guidato da Sergio Cofferati: l’ anno scorso c’è stata una crescita delle tessere del 21,6 per cento, con un’avanzata in tutte le regioni. E uno qualitativo: sarà un caso, ma in Emilia Romagna dove c’è il maggior numero di stranieri iscritti alla Cgil (13.636, più della metà del totale nazionale), gli extracomunitari godono – a parere del curatore del nuovo "Rapporto immigrazione", Enrico Pugliese – delle migliori condizioni di lavoro.
La testa della classifica degli iscritti extracomunitari Cgil vede, nell’ordine, dopo l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana, la Liguria, il Lazio, le Marche. Anche se è la Campania la regione dove si registra la crescita più accentuata in valori assoluti: negli ultimi due anni di tesseramento, i nuovi iscritti stranieri sono stati 1.590, contro i 1.580 dell’Emilia Romagna e i 630 delle Marche. Ma è un "boom" di iscritti, quello della Campania, dovuto ai soli disoccupati: "L’incremento risulta integralmente dovuto – si legge nel rapporto – al tesseramento di un numero maggiore di disoccupati, numero che è crescente anche in Piemonte e in Liguria".