Immigrati, giallo sui numeri verso le 700 mila domande

13/11/2002


 
MERCOLEDÌ, 13 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 22 – Cronaca
 
Maxi sanatoria: il governo aspetta che siano finiti i conteggi per comunicare la cifra ufficiale
 
Immigrati, giallo sui numeri verso le 700 mila domande
 
Superate tutte le previsioni, ma Palazzo Chigi tace
 
 
 
Alla fine colf e badanti potrebbero essere una minoranza rispetto agli operai emersi dal lavoro nero nelle imprese
 
GIANCARLO MOLA

ROMA – Le cifre che lievitano ora dopo ora. Il gioco di rimbalzo tra Viminale e Palazzo Chigi. L´annuncio ufficiale che non arriva, nonostante le promesse. Gli elementi del giallo ci sono tutti ormai. E sono concentrati nella domanda: quanti sono gli immigrati che hanno chiesto di aderire alla maxi-sanatoria del governo Berlusconi? La risposta è scritta nelle tabelle elaborate dal ministero dell´Interno e trasmesse alla presidenza del Consiglio. Ma a quasi due giorni dalla scadenza del termine per la regolarizzazione, quei numeri restano un mistero. L´unica certezza è che la soglia dei 600.000 ipotizzata lunedì è abbondantemente fuori misura. Per difetto. Le voci che da ieri si rincorrono parlano ora di 660.000 domande, ora di 700.000, magari anche di più.
Numeri che hanno cominciato a scottare già durante l´assemblaggio sui terminali dei tecnici del Viminale: le richieste, infatti, supererebbero le tre sanatorie varate negli ultimi dodici anni (670.000 regolarizzati nel complesso). Sarebbero doppie rispetto al numero dei clandestini presenti in Italia (300-350.000 secondo le ultime stime della Caritas). E straccerebbero le più azzardate previsioni circolate negli ultimi mesi: ad aprile, il ministro del Welfare Roberto Maroni aveva risolutamente smentito l´esistenza di un calcolo – attribuito al suo dicastero – che parlava di mezzo milione di possibili domande.
Con dati come questi, la prudenza è d´obbligo. Tanto è vero che lunedì, fatto un primo – provvisorio – conteggio, il ministro dell´Interno Beppe Pisanu si è sentito in dovere di informare il Silvio Berlusconi. I due hanno concordato sull´opportunità di affidare a Palazzo Chigi il compito di comunicare le cifre ufficiali. Sarebbe stato il premier in persona a parlare e a gestire politicamente la questione: l´area della clandestinità è stata completamente prosciugata, centinaia di migliaia di persone sono state riscattate dall´illegalità in cui vivevano, e adesso si può serenamente proseguire sulla strada indicata dalla Bossi-Fini. Cioè controlli a tappeto e tolleranza zero con chi non è in regola.
Così doveva andare. Ma anche la giornata di ieri è passata senza annunci ufficiali. I numeri della sanatoria hanno evidentemente colto il governo alla sprovvista. E consigliato di procedere con cautela, soprattutto per non creare nuove frizioni all´interno della maggioranza proprio mentre si discute con la Lega di un tema delicato come la devolution.
I dati definitivi, fra l´altro, potrebbero contenere un´altra novità, non da poco. La regolarizzazione introdotta dalla legge non avrebbe come protagonisti principali – come si era detto e voluto – colf e badanti. Ma gli immigrati emersi dal lavoro nero nelle imprese. L´inversione delle proporzioni era stata anticipata già ai sindacati, la settimana scorsa, dal sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano. Poi si era tornati alle ipotesi precedenti: 60% lavoratori domestici, 40% subordinati. Il governo è chiamato a sciogliere anche questo dubbio. Le sorprese, insomma, potrebbero non essere finite.