Immigrati espulsi, il caso finisce in Parlamento

10/03/2003

10 marzo 2003

 
 
Pagina 23 – Cronaca
 
 
LA PROTESTA
Permesso negato a centinaia di stranieri, due deputati chiedono al governo di spiegare perché. La Caritas: "Così la sanatoria fallirà"
Immigrati espulsi, il caso finisce in Parlamento

          MILANO – La sanatoria per i clandestini tornerà in Parlamento, dopo le polemiche a Milano sulle espulsioni di badanti e lavoratori extracomunitari che avevano confidato nella Bossi-Fini. I deputati Giuliano Pisapia (Prc) e Luana Zanella (Verdi) presenteranno oggi un´interrogazione ai ministri dell´Interno e della Giustizia. «Vogliamo comprendere – spiegano – come sia possibile che in un Paese con il nostro ordinamento giudiziario persone straniere che hanno fatto domanda di regolarizzazione e posseggono un lavoro onesto vengano prelevate dalle proprie case ed espulse senza che nessuno spieghi loro per quale motivo non hanno più diritto a restare qui».
          Del caso si sta occupando anche la Caritas. Dice il responsabile don Virginio Colmegna: «La sanatoria rischia di fallire. Gli immigrati sospettano, e forse con ragione, che sia una trappola per individuarli e cacciarli». I titolari di ristoranti, di imprese edili, le pensionate e i loro familiari, a Milano in queste ore, si stanno coalizzando per opporsi ai provvedimenti di espulsione che hanno colpito i loro dipendenti. «Oltre all´evidente lesione dei diritti degli stranieri – spiega Benedetta Colombo, uno degli avvocati che si sono mobilitati – c´è un danno rilevante nei confronti dei datori di lavoro che hanno speso tempo e denaro per formare gli stranieri, per pagare i contributi e avviare le pratiche e che, ora, si trovano con un dipendente in meno». Venerdì Luana Zanella visiterà il centro di permanenza temporanea di via Corelli per parlare con gli stranieri che devono essere rimpatriati.
          Da ieri si apre un altro fronte della Bossi-Fini. Carla Corso, leader del comitato per i diritti delle prostitute, ha chiesto infatti di concedere il permesso di soggiorno alle «lucciole» straniere che sono disposte a presentare la dichiarazione dei redditi.
          (an.ca.)