Immigrati, Bossi contro Fini “La proroga è illegittima”

08/11/2002

venerdì 8 novembre 2002

1- Immigrati, Bossi contro Fini "La proroga è illegittima"

2- Maroni: un´interferenza darò indicazioni opposte
 
Pagina 23 – Cronaca
 Circolare di Pisanu voluta dal vicepremier: 6 mesi di soggiorno in più a chi
 denuncia i datori di lavoro nero
Immigrati, Bossi contro Fini "La proroga è illegittima"
          Il Viminale precisa: è solo un provvedimento tecnico. In un giorno a Milano 700 vertenze

          ROMA – Mancano tre giorni al termine della sanatoria per gli immigrati e nel governo è di nuovo scontro. La "miccia" questa volta è una circolare del Viminale con la quale si prevede un permesso di soggiorno di sei mesi per i lavoratori clandestini che fanno causa ai datori di lavoro perché, dopo essere stati impiegati "in nero", invece di essere regolarizzati vengono licenziati.
          Bossi si scaglia contro Pisanu, il ministro dell´Interno, e gli chiede di ritirare subito la circolare. «Questa circolare è contro la legge Fini-Bossi. Così si fa il gioco della sinistra. Io ho letto per anni "Le Monde diplomatique" e so bene quale è lo scopo delle sinistre di tutta Europa: spostare il problema dalla politica alle aule della magistratura. Questo è un problema politico e la nostra legge prevede che resti chi ha il contratto di lavoro, gli altri chiunque li abbia fatti entrare, la Caritas o chi altro, devono andarsene», si sfoga il Senatùr. Dal Viminale dopo una giornata di frenetiche telefonate e tentativi di mediazione, una nota cerca di smontare la tensione: «La circolare è un provvedimento tecnico e non è emanazione del vertice politico del ministero».
          Ma l´ultimo atto del braccio di ferro politico ora è proprio tra Bossi e il vice premier Fini, i due coautori della nuova legge sull´immigrazione. A invitare infatti i clandestini a denunciare i datori di lavori che si rifiutano di sanarli, era stato proprio Fini. E la circolare è stata voluta e preparata dal braccio destro del vice premier, il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano, anche se poi a firmarla è stato per il dipartimento di Pubblica sicurezza, Alessandro Panza. Complicano la situazione, anche le critiche dentro An dove c´è chi, come Giampaolo Landi responsabile immigrazione, su una circolare che può essere un invito alla delazione, non è d´accordo. A fine giornata, il capogruppo an alla Camera, Ignazio La Russa butta acqua sul fuoco sia dentro il partito che rassicurando la Lega: «Bossi ha ragione ma non c´è nessuna illegalità».

          «Un pasticcio, il governo è in preda al caos», attacca l´Ulivo. Stamani sarà il consiglio dei ministri a occuparsi della "circolare-clandestini". Intanto il sindacato preme. «La circolare del Viminale va applicata», incita Savino Pezzotta, segretario generale Cisl. Mentre la Cgil diffonde dati impressionanti: solo alla Camera del lavoro di Milano quando la notizia della circolare (che è del 31 ottobre) si è diffusa, ripresa dal "Sole 24 ore", sono state denunciate 700 vertenze. E Luigi Rossi Luciani, presidente degli industriali veneti commenta: «Bene la circolare purché si vigili contro gli abusi». La sanatoria per colf, "badanti" e extracomunitari impiegati "in nero" nelle imprese, era stata accettata dai leghisti dopo un interminabile scontro con i centristi dell´Udc; alla fine Bossi era rimasto isolato nella battaglia xenofoba. Il termine di regolarizzazione scade lunedì 11 novembre, e finora sono più di 500 mila le richieste presentate.
          (g.c.)

 
 
L´INTERVISTA
Il ministro del Welfare accusa il collega dell´Interno

Maroni: un´interferenza darò indicazioni opposte
          nessuna mediazione Non è ammissibile che una circolare ministeriale contraddica una legge
          GIOVANNA CASADIO

          ROMA – Una contro-circolare. Bobo Maroni, il ministro del Welfare, tradurrà in un atto concreto l´indignazione del senatùr Bossi e di tutti i leghisti per quel nullaosta dato dal Viminale ai clandestini che denunciano il datore di lavoro che si rifiuta di metterli in regola. La denuncia varrà agli immigrati un permesso di soggiorno di sei mesi. Ebbene, Maroni spiega di avere preso carta e penna e di avere scritto a Pisanu, il ministro dell´Interno, per dirgli di rimangiarsi la "sua", di circolare. Ma soprattutto, gli ha annunciato che «ai miei uffici, cioè alle direzioni provinciali del lavoro, invierò indicazioni opposte».
          Ministro Maroni, c´è stato un allarme da parte delle associazioni sindacali e cattoliche per i tanti lavoratori extracomunitari clandestini che invece di essere regolarizzati sono stati licenziati: la circolare del Viminale affronta un problema, non crede?
          «Quella circolare è un atto illegittimo, unilaterale, inaccettabile sia nel merito che nel metodo».
          A lei non era stato comunicato nulla?
          «Assolutamente no. La circolare è stata firmata dal Dipartimento di Pubblica sicurezza ed è un´indebita intromissione in ambiti di competenza del Welfare. Il dipartimento di Ps interferisce in modo palese con la legge e con quanto concordato».
          Lei ha chiesto al ministro Pisanu di ritirarla, ma fino a che punto la Lega è disposta a battersi per una questione ormai marginale, tenuto conto che fra tre giorni scade il termine per la sanatoria?
          «Alle direzioni provinciali del lavoro io darò disposizioni contrarie».
          La circolare del Viminale per la verità è indirizzata solo ai questori.
          «Credo sia diretta ai questori e ai prefetti, a quanto ho appreso a mia volta a cose fatte. Ma gli uffici decentrati del Welfare sono certamente coinvolti, perché c´è un momento in cui si arriva alla fase conciliativa, cioè si va all´esame delle richieste di regolarizzazione presentate».
          E allora, cosa accadrà?
          «Che io dirò di attenersi alla legge Bossi-Fini. Non è accettabile che una circolare contraddica una legge».
          Ministro, la questione è politica. Fini è d´accordo con questo provvedimento che Bossi non vuole. La Lega è rimasta ripetutamente isolata nel governo e nella Casa delle Libertà sulla stretta anti-immigrati. Ma alla fine si è sempre trovata una mediazione: sarà così anche questa volta?
          «Le mediazioni su questa legge ci sono già state, non ce ne sono altre da fare. Un atto unilaterale come questo è inaccettabile. Il comitato di tecnici che ha seguito i problemi relativi all´attuazione della nuova legge sull´immigrazione, la Bossi-Fini ne è stato tenuto all´oscuro».
          Ma lei è indignato per il metodo o per il merito?
          «Sia per l´uno che per l´altro».
          Fino a che punto la Lega è disposta a andare avanti nel braccio di ferro? Lei agli uffici provinciali del lavoro quali indicazioni pensa di dare?
          «Alle nostre direzioni saranno date indicazioni perché si attengano alla legge e al decreto: le richieste di regolarizzazione da prendere in esame sono solo quelle presentate dal datore di lavoro, non da un immigrato clandestino. D´altra parte la differenza rispetto alle sanatorie della sinistra sta proprio in questo: qui, si tratta di fare emergere il sommerso e di espellere i clandestini».