Immigrati, assunzioni più snelle

16/07/2002

16 luglio 2002



La legge appena approvata dal Parlamento semplifica per i datori la richiesta di impiego di extracomunitari
Immigrati, assunzioni più snelle
Saranno le Prefetture a trasmettere online ai Consolati i nominativi degli stranieri autorizzati all’ingresso

Marco Noci

La legge sull’immigrazione appena approvata dal Parlamento interviene, oltre alla regolarizzazione di colf e badanti, anche sulla disciplina dell’assunzione del lavoratore straniero residente all’estero. Le richieste di impiego dovranno essere presentate allo sportello unico per l’immigrazione che ha sede nell’Ufficio territoriale del Governo (Utg, le ex Prefetture). Lo sportello unico, comunque, non sarà operativo al momento dell’entrata in vigore della legge di riforma del Testo unico sull’immigrazione in quanto l’articolo 34 rimanda le modalità di funzionamento a un regolamento di attuazione da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore. Pertanto, i datori di lavoro, in caso di pubblicazione del decreto flussi, dovranno continuare a presentare le domande di assunzione presso gli sportelli delle direzioni provinciali del lavoro. Il termine iniziale per la presentazione della domanda di assunzione (lavoro a tempo indeterminato, determinato e stagionale) è la data di pubblicazione in «Gazzetta» del decreto flussi.
La procedura per il datore. Il datore di lavoro, italiano o straniero, deve presentare allo sportello unico per l’immigrazione presso l’Utg: una richiesta nominativa di assunzione; la copia della documentazione per l’alloggio; la proposta del contratto di soggiorno; la dichiarazione di impegno a comunicare ogni variazione del rapporto di lavoro. Nei casi in cui il datore non abbia una conoscenza diretta dello straniero, può chiedere il nulla osta al lavoro di un extracomunitario iscritto nella banca dati dell’Aile.
Gli adempimenti della Pa. Una volta ricevuta la richiesta l’Utg dovrà trasmettere la richiesta al centro per l’impiego che provvederà a diffondere l’offerta di assunzione. Ma non solo. Il centro per l’impiego verifica l’indisponibilità di lavoratori nazionali o comunitari ad accettare l’offerta e rilascia, decorsi 20 giorni, una certificazione negativa; lo sportello unico per l’immigrazione, entro 40 giorni dalla presentazione, accertata l’indisponibilità di cui sopra, rilascia, sentita la questura, il nulla osta all’assunzione e all’ingresso del lavoratore straniero e, a richiesta del datore, trasmette telematicamente ai consolati la suddetta documentazione e il codice fiscale dello straniero; il nulla osta al lavoro subordinato ha validità per un periodo non superiore a sei mesi dalla data del rilascio; gli uffici consolari provvedono a rilasciare allo straniero il visto d’ingresso per lavoro subordinato con indicazione del codice fiscale; il lavoratore straniero, una volta in Italia, deve recarsi, entro 8 giorni dall’ingresso, presso lo sportello unico sull’immigrazione per la firma del contratto di soggiorno e poi in questura per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro; la questura fornisce all’Inps le informazioni anagrafiche dei lavoratori extracomunitari ai quali è concesso il permesso di soggiorno per lavoro e dei loro familiari conviventi. La procedura per il lavoro stagionale non si discosta a quella descritta sopra e può essere presentata anche dalle associazioni di categoria per conto dei loro associati. L’extracomunitario che abbia già svolto un lavoro stagionale e abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno, uscendo alla scadenza dal territorio nazionale, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia per l’anno successivo sempre per lavoro stagionale (presso lo stesso datore di lavoro o nell’ambito delle medesime richieste nominative, nonché nelle richieste senza indicazione nominativa). A partire dal secondo soggiorno in Italia per lavoro stagionale, lo straniero al quale venga offerto un impiego a tempo determinato o indeterminato può richiedere alla questura la conversione del permesso di soggiorno, purché se ne verifichino le condizioni (cioè che la domanda rientri nel contingente numerico fissato dal decreto flussi). Infine, allo straniero, che dimostri di essere venuto in Italia almeno per due anni di seguito per prestare lavoro stagionale, può essere rilasciato, qualora si tratti di impieghi ripetitivi, un permesso di soggiorno pluriennale fino a 3 anni, sempre per lavoro stagionale, di durata pari a quella dell’ultimo anno.