Immigrati, arriva lo sportello unico

27/06/2003


        Venerdí 27 Giugno 2003

        ITALIA-POLITICA


        Immigrati, arriva lo sportello unico
        MARCO LUDOVICO


        ROMA – Scatta l’attuazione della Bossi-Fini. Nella partita sull’immigrazione, al Consiglio dei ministri di oggi Pisanu cala un poker di quattro regolamenti. Sono provvedimenti che istituiscono lo sportello unico sull’immigrazione, l’interconnessione delle informazioni on line presenti negli uffici pubblici, nuove norme per il diritto d’asilo e una task force per il coordinamento delle politiche sugli immigrati. I testi oggi avranno un esame preliminare e dovrebbero essere licenziati già nella prossima riunione dell’Esecutivo. Poi, prima di entrare in vigore, dovranno affrontare l’esame della Corte dei conti e del Consiglio di Stato. È in discussione anche un eventuale passaggio, in sede consultiva, nelle commissioni parlamentari. Ecco i principali contenuti dei regolamenti del Viminale.
        Uno sportello unico per tutte le pratiche. L’istituzione di uffici di coordinamento di tutte le procedure che riguardano gli immigrati è una delle novità maggiori in discussione (si veda la scheda a fianco). Non è un’operazione semplice perché deve trovare il consenso di tutti i ministeri coinvolti. Il ministero dell’Interno, però, si fa forte di un’esperienza già in corso: «Lo sportello polifunzionale che abbiamo messo in funzione per l’emersione del lavoro nero è stato per noi una carta vincente» spiega Anna Maria D’Ascenzo, capo del dipartimento Libertà civili e immigrazione.
        Il coordinamento, la programmazione e la gestione. Nascono due strutture di vertice con il compito di governare i flussi immigratori, fare una programmazione delle politiche del settore e coordinare le attività dei ministeri interessati. Questo regolamento è uno dei più delicati e non si possono escludere malumori in sede di discussione nel Governo. Il testo, in sostanza, prevede il coordinamento di due strutture realizzate rispettivamente presso la presidenza del Consigllio e il dicastero dell’Interno. La prima è un Comitato che, a Palazzo Chigi, fornirà gli indirizzi sulle politiche immigratorie «e potrà fare, per esempio, una programmazione triennale dei flussi – dice il prefetto D’Ascenzo – che potrà essere ancora più efficace se sarà svolta insieme ad accordi con i Paesi da cui nasce l’immigrazione, come già si è fatto con l’Albania».
        La seconda struttura è il Gruppo tecnico di lavoro istituito presso il Viminale, che svolge l’istruttoria delle questioni di competenza del Comitato di Palazzo Chigi. Nasce dunque una sorta di collegamento diretto tra il Viminale e Palazzo Chigi. Il controllo dei dati informatici. Anche il flusso dei dati on line degli immigrati dovrà essere, in qualche modo, governato e coordinato per impedire che le informazioni si perdano in mille rivoli o non riescano a passare da un’amministrazione all’altra. Com’è successo all’inizio dell’ultima regolarizzazione, quando i sistemi delle Poste, del dipartimento di Pubblica sicurezza e delle Prefetture non riuscivano a dialogare tra di loro. Il terzo regolamento di Pisanu, dunque, ha l’obiettivo di assicurare la massima interconnessione – dice il testo – tra le banche dati esistenti.
        Il provvedimento comprende un elenco di undici sistemi informativi differenti, attualmente in funzione o che stanno per essere attivati. Sono banche dati che fanno capo a varie amministrazioni – come il Lavoro, le Finanze, le Regioni e le Province, oltre a tutte quelle dell’Interno – e il regolamento intende realizzare la gestione «unitaria» del patrimonio informativo, ferma restando l’autonomia gestionale e la responsabilità delle singole amministrazioni. Cambiano le norme sul diritto d’asilo. Su questo tema arriverà, probabilmente, anche un disegno di legge. Ma nell’immediato è pronto il regolamento che modifica diverse procedure. «C’era innanzitutto da risolvere il problema delle numerose domande che il Comitato per lo status di rifugiato deve esaminare. Può accadere che passi anche un anno, prima che un immigrato che ha fatto la domanda di asilo politico abbia la risposta» sottolinea il capo del dipartimento Libertà civili.
        Anche se in calo, le richieste sono state oltre 9mila nel 2002, ha detto Pisanu giovedì alla Camera, mentre nei due anni precedenti erano state rispettivamente di 17 e 18mila unità.
        L’obiettivo del regolamento è di rendere più rapide le procedure di accertamento di chi fa la domanda di asilo. Anche perché la pressione delle richieste ha costretto la Commissione per lo status, che ha sede a Roma, a spostarsi sul territorio per accelerare le pratiche.
        Il provvedimento del Viminale affianca alle attuali strutture per l’accoglienza temporanea nuovi centri per l’identificazione di coloro che fanno richiesta d’asilo. E sorgeranno anche sette commissioni territoriali – quella centrale coordinerà e darà gli indirizzi – per esaminare le richieste dei rifugiati.