Immigrati, 500 mila le colf da regolarizzare

15/04/2002






Scontro nella maggioranza dopo i nuovi conti di Maroni. Il titolare delle Riforme se la prende con i colleghi di partito

Immigrati, 500 mila le colf da regolarizzare


Stime raddoppiate dal ministero del Welfare. Bossi: sono troppe. Il Ccd-Cdu: cifre infondate

      ROMA – Fino a pochi giorni fa si parlava di 250 mila. Ma ora il ministero del Welfare raddoppia: «Mezzo milione». Perché nel frattempo gli uomini di Roberto Maroni, in base ai loro calcoli, si sono convinti che saranno così tante le colf da regolarizzare, non appena verrà varata la nuova legge sull’immigrazione. E la cifra scatena subito una bufera politica. Non solo perché viene contestata dal mondo delle associazioni e dal centrosinistra. Ma perché provoca l’ennesimo scontro all’interno della Casa delle libertà: da una parte la Lega, convinta che si debba rendere più severo il testo in discussione in Parlamento, dall’altra i centristi del Ccd-Cdu che si battono invece per un suo ammorbidimento. Umberto Bossi, non appena ha saputo che le colf da regolarizzare potrebbero essere 500 mila, comprese le cosiddette «badanti» (chi si occupa di anziani o persone malate), ha subito fatto sapere di non essere per nulla d’accordo prendendosela con gli uomini del suo partito, a partire dal vicepresidente del Senato Roberto Caldaroli. Anche perché, in poche settimane, da una cifra iniziale di 80 mila possibili regolarizzazioni fornita dalla Presidenza del Consiglio, si è passati alle 300 mila dichiarate dal Viminale ed ora al mezzo milione del Welfare.
      La verità è che nessuno può stabilire quante siano esattamente le colf che lavorano in nero e, soprattutto, quante saneranno la loro posizione una volta approvata la legge. Le associazioni legate al mondo dell’immigrazione fanno notare che la sanatoria non potrà riguardare un numero tre volte superiore a quello delle colf extracomunitarie attualmente in regola. E sia la Comunità di Sant’Egidio che la Caritas sono convinti che la cifra realistica si aggiri sulle 250 mila unità al massimo. Secondo il responsabile dei Ds per l’immigrazione, Giulio Calvisi, si tratta di «una panzana colossale, frutto di pura propaganda», anche perché, «se il centro destra non accetta di abbassare il costo della regolarizzazione, attualmente sui 4 milioni ad immigrato, le domande saranno molto poche». E i vescovi del Veneto già protestano perché, alla vigilia della sanatoria, si è già provveduto all’espulsione di immigrate «badanti» e alla denuncia degli anziani per i quali lavoravano.
      Ma la stima del Welfare provoca anche un nuovo strappo nella Casa delle Libertà. Secondo il capogruppo alla Camera del Ccd-Cdu, Luca Volonté, «il ministero di Maroni, rilasciando cifre totalmente infondate, in realtà lavora per bloccare la nuova legge». Ed è inutile, per il deputato centrista, che il Carroccio punti sul voto di fiducia per far passare la sua linea: «Se non verranno rispettati i patti a suo tempo siglati dallo stesso capogruppo alla Camera della Lega, Alessandro Cè, a partire da quello sull’allargamento dei ricongiungimenti familiari, la fiducia in Parlamento se la voteranno da soli».
      La nuova legge sull’immigrazione non fa però discutere solo per la sanatoria delle colf. Alcuni organismi internazionali, come l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, hanno chiesto alla commissione Affari costituzionali della Camera di stralciare la parte del testo che riguarda il diritto d’asilo. Le critiche riguardano il trattamento previsto in caso di respingimento della domanda: l’immigrato viene infatti riaccompagnato nel suo Paese di origine senza attendere l’esito del ricorso «esponendolo in questo modo a rischi di persecuzione politica o religiosa». La maggioranza sembra orientata a ridiscutere il testo confezionando una legge
      ad hoc , a patto però che l’opposizione si impegni ad approvarla prima dell’estate.
Roberto Zuccolini